mercoledì 3 ottobre 2012

APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ED AL GOVERNATORE DELLA CALABRIA

 La redazione del blog:Vogliamo riproporre il Question

 Time di qualche mese fa, dove l'On. Guccione e l'Ass.re

 On. Gentile intervenivano in merito 

 all'annosa situazione 

che vede ancora oggi protagonisti i lavoratori del Servizio

 Regionale di Sorveglianza Idraulica.

 Buoni propositi, ma nessun risultato.....sino ad oggi!

 Ci auguriamo  che domani giungano buone notizie, visto 

il programmato incontro che si terrà a LAMEZIA tra le

 parti sociali e l'Ass.re. ai Lavori Pub.

 On.Gentile.....




DIAMO UN FUTURO SERIO
 
ALLA SORVEGLIANZA IDRAULICA
 
Sono trascorsi quasi due anni da quando l’Afor, previa selezione pubblica effettuata attraverso i centri territoriali per l’impiego, ha avviato in servizio circa 300 lavoratori su scala regionale con le qualifiche di ufficiale idraulico, sorvegliante idraulico ed addetti ai centri di digitalizzazione.
L’assunzione è scaturita dall’applicazione della Legge Regionale n° 31 del 19 ottobre 2009, modificata ed integrata dalla Legge Regionale n° 52 del 28 dicembre 2009, recante la dicitura “reclutamento del personale – Presidi idraulici”, al fine di “garantire il servizio pubblico essenziale di monitoraggio della rete idrografica regionale”.
Si è trattato della conclusione di un percorso avviato nell’ormai lontano 1999, quando la Regione Calabria intese avviare, con una delibera di Giunta, il servizio di sorveglianza idraulica. Prima di arrivare all’assunzione da parte dell’Afor, i lavoratori interessati sono stati alle dipendenze di società di lavoro interinale prima e di società in regime di outsourcing poi.
La stabilizzazione era sembrata, a tutti noi, il giusto riconoscimento per la professionalità e le competenze acquisite in anni di presenza costante su tutti i corsi d’acqua del territorio regionale, piccoli e grandi. Degli stessi si è acquisita una conoscenza dettagliata e meticolosa, centimetro quadrato per centimetro quadrato.
Sembrava l’alba di un nuovo giorno, una inversione di tendenza seria in tema di politiche attive per la prevenzione del dissesto idrogeologico, per la tutela del suolo e la salvaguardia dell’incolumità pubblica.
Sembrava che finalmente si volesse voltare pagina e mettersi dietro le spalle i ricordi dei tanti catastrofici eventi alluvionali che hanno negativamente segnato la storia della nostra terra, definita dal meridionalista Giustino Fortunato “sfasciume pendulo tra due mari”.
Tante le aspettative che si erano create tra noi lavoratori, illusi dalla falsa aspettativa di essere finalmente valorizzati per la professionalità e la competenza che siamo in grado di mettere in campo.
Quanto è triste verificare che, invece, nulla di tutto ciò si è avverato. I presidi idraulici non sono mai partiti. Nella strategia complessiva di mitigazione del rischio idrogeologico ed idraulico si continua a non tenere conto del bacino dei lavoratori della sorveglianza idraulica. Non veniamo mai citati, non veniamo mai coinvolti. Leggiamo poi sui giornali di sequestri di discariche e quant’altro effettuati negli alvei fluviali dalla polizia provinciale, dal corpo forestale dello stato, dalla guardia di finanza. Probabilmente grazie alle nostre segnalazioni.  Siamo gli “invisibili”. Ci sentiamo ignorati, penalizzati, mortificati.
E’ giunto il tempo di non assistere più inermi e passivi alle dinamiche che si muovono intorno a noi. Siamo giunti alla decisione di autodeterminarci ed autorappresentarci, per gridare forte tutto il nostro disappunto per la situazione di grave disagio che stiamo vivendo.
Chiediamo in modo energico che alcune questioni vengano affrontate da chi di competenza senza tergiversare ulteriormente.
Chiediamo che
  • Le attività ed il personale del servizio di monitoraggio della rete idrografica regionale venga sganciato dall’Afor e collocato all’interno della struttura dell’Autorità di Bacino Regionale o, in subordine, presso il dipartimento della Protezione Civile Regionale;
  • Il rapporto di lavoro venga trasformato da contratto di diritto privato a contratto di diritto pubblico, in quanto siamo stati assunti dopo regolare selezione pubblica;
  • Il rapporto di lavoro, ad oggi part-time di tipo verticale con copertura di soli tre giorni settimanali, venga rimodulato in full-time, con copertura dell’intera settimana lavorativa ed annessa reperibilità per eventi di calamità naturale, posto che la sorveglianza idraulica è considerata “servizio essenziale di pubblica utilità”.
Chiediamo che su questa piattaforma si crei un tavolo di concertazione con le istituzioni competenti e che veda i lavoratori protagonisti in prima persona. Viceversa, rendiamo fin da subito noto che non siamo più disponibili a subire passivamente.
Chiediamo dignità ed un futuro per la sorveglianza idraulica. Se non troveremo interlocutori attenti, passeremo a delle forme di protesta eclatanti.

I lavoratori della sorveglianza idraulica della Provincia di Reggio Calabria
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 Sorveglianti idraulici: "Attuare servizio continuo"

I lavoratori della Sorveglianza idraulica hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, ai ministri dell'Ambiente, dello Sviluppo economico, delle Politiche agricole e al capo della Protezione civile



I lavoratori della Sorveglianza idraulica hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, ai ministri dell'Ambiente, dello Sviluppo economico, delle Politiche agricole e al capo della Protezione civile in cui sollecitano l'attivazione di "una politica seria di prevenzione" attraverso l'attuazione di un servizio senza soluzione di continuità.
Ecco la missiva:
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIORGIO NAPOLITANO
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
MARIO MONTI
AL SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
ANTONIO CATRICALA'
AL MINISTRO ALL'AMBIENTE, TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
CORRADO CLINI
AL MINISTRO ALLO SVILUPPO ECONOMICO E INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
CORRADO PASSERA
AL MINISTRO ALLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI
MARIO CATANIA
AL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE
FRANCO GABRIELLI
LORO SEDI

Oggetto: Lettera aperta sulla gravissima situazione della sorveglianza idraulica in Calabria.
Gentilissimi,
SIAMO PROSSIMI ALLA STAGIONE INVERNALE, ed è nota a TUTTI la grande fragilità e l'estrema vulnerabilità del ns. territorio calabrese che si manifesta in maniera drammatica ogni qualvolta si verifica nella nostra regione un evento atmosferico straordinario.
E' tempo, pertanto, prima che accadano nuovi lutti e disgrazie, che si attivi una politica seria e concreta di tutela del suolo e di salvaguardia della pubblica incolumità.
La Regione Calabria, con delibera di Giunta Regionale n.3/50 del 07/09/1999 avente ad oggetto "organizzazione del servizio di sorveglianza idraulica" ha avviato (con contratto di lavoro interinale) il servizio di controllo dei corsi d'acqua della regione.
Tale servizio si è rilevato di fondamentale importanza per la redazione del P.A.I. (Piano Assetto Idrogeologico).
Dal 2002 al 2009 la stessa Regione, con bandi di gara, ha inteso gestire il servizio in regime di outsourcing (con personale ex interinale).
Successivamente, con Legge Regionale n.31 del 19/10/2009, modificata ed integrata dalla Legge Regionale n.52 del 28/12/2009, ha disposto il "reclutamento del personale–Presidi idraulici" al fine di garantire continuità al servizio pubblico essenziale di monitoraggio della rete idrografica regionale.
In data 20/12/2010 l'AFOR (Azienda Forestale della Regione Calabria) previa regolare selezione pubblica per tramite gli ex uffici di collocamento territoriali, ha provveduto ad avviare in servizio circa 300 lavoratori su scala regionale con le qualifiche di: Ufficiale idraulico, Sorvegliante idraulico ed addetti ai centri di digitalizzazione.
In tutte le regioni d'Italia il servizio di sorveglianza idraulica è garantito, ininterrottamente, 24 ore su 24.
In Calabria questo non accade. Il Servizio di Sorveglianza idraulica in Calabria, viene effettuato solo tre giorni a settimana e assunti con contratto di lavoro di diritto privato anziché trasformare questo rapporto in contratto di diritto pubblico, con copertura per l'intera settimana lavorativa con annessa reperibilità per eventi di calamità naturale, in quanto il servizio di sorveglianza idraulica è ritenuto "servizio essenziale di pubblica utilità"per fini di Protezione Civile.
La trasformazione del contratto di assunzione da part-time a full-time è resa possibile, tra l'altro, anche dal fatto che i lavoratori che prestano servizio sono stati assunti dopo regolare selezione pubblica.
Allo stato può capitare, quindi, come è già accaduto in passato, che il maltempo colpisca la nostra regione provocando frane, lutti e dissesti di ogni tipo e che il personale addetto alla vigilanza idraulica non possa essere utilizzato perché in quel giorno non è in servizio (sic!).
Perché tutto ciò? A chi giova questa situazione?
Ma c'è di più e di peggio: mentre in altre regioni del Paese i sorveglianti idraulici sono muniti di una serie di strumentazioni sofisticate atte a segnalare tempestivamente eventuali punti critici (frane, ostruzioni, impedimenti, ecc.) e a monitorare costantemente le condizioni delle aste fluviali e sono collegate, tramite apposito software GIS, in modo da rendere fruibili i dati alla Protezione Civile, alle Province, alla Regione, alle sedi provinciali dell'Afor e all'Autorità di Bacino per fare in modo che si possano coordinare e predisporre tempestivamente e al meglio tutti gli interventi necessari per garantire la sicurezza di cose e uomini, in Calabria ciò non avviene (solo una macchina fotografica è un GPS e non per tutte le squadre di sorveglianza)
Inoltre questi poveri lavoratori, oltre 300 padri di famiglia con stipendi base di 700 euro, sono costretti ad utilizzare i mezzi propri per raggiungere le aste da monitorare e ad esporsi a rischi notevoli, e più delle volte impossibilitati ad anticipare spese e mezzi per la mancanza dei pagamenti degli stipendi.
In passato, il Consigliere regionale del Partito Democratico Carlo Guccione, insieme ad altri tre Consiglieri regionali della Calabria, Ferdinando Aiello, Bruno Censore e Antonino De Gaetano, con interrogazione consiliare n.168 indirizzata all'attenzione del Presidente della Giunta Regionale On. Giuseppe Scopelliti ed all'Assessore ai LL.PP. On. Giuseppe Gentile, hanno denunciato il gravissimo stato di disagio tecnico-organizzativo ed economico in cui versa il Servizio di Monitoraggio della rete Idrografica Regionale e hanno chiesto l'immediata rimozione di tutte le problematiche ostative elencate che non consentono il pieno e funzionale svolgimento delle attività' di vigilanza e sorveglianza idraulica.
Ad oggi, però, nulla o poco è cambiato.
I LAVORATORI del servizio di Sorveglianza idraulica si domandano e vi domandano: a che serve piangere all'indomani che si verificano lutti e tragedie? Non sarebbe meglio programmare e prevenire invece che aspettare che il mondo ci frani addosso?
Per questo motivo abbiamo deciso di scrivervi.
Ci appelliamo alla vostra sensibilità chiedendovi di predisporre, ognuno per le proprie competenze, tutti gli interventi necessari e utili a sbloccare una situazione che rappresenta un grave pericolo per la vita dei cittadini e che non può ulteriormente essere sottovalutata o elusa.
Cordialmente.
I LAVORATORI del Servizio di Sorveglianza idraulica Calabrese

ultima ora.........



 DA FACEBOOK.....le vere proposte......


Sono iscritto a questo gruppo come amico e conoscente di alcuni di voi e nel corso degli ultimi mesi ho verificato l'evolversi delle discussioni... quando ci pagano? cosa ha fatto scopelliti? ecc. nel momento della difficoltà vengono a giorno dubbi e debolezze "normali" per un padre di famiglia o per un ragazzo che vuole realizzarsi nel lavoro. Ad oggi le proposte di soluzione per il SERVIZIO DI SORVEGLIANZA IDRAULICA sembrano essere semplicemente delle discussioni burocratiche-amministrative e politiche mirate all'ottimizzazione delle risorse (che non significa solo risparmio!) ed a definire una struttura capace di realizzare (almeno teoricamente) il SERVIZIO di SORVEGLIANZA IDRAULICA. Tutto questo non è poco e chi oggi amministra la REGIONE Calabria ha il DOVERE DI FARLO anche al costo di perdere qualche voto.
In questa discussione il mio contributo è nullo o quasi ma forse riesco a fornirvi qualche idea più strettamente attinente al mio lavoro (sono un ricercatore universitario presso il dip. scienze della terra dell'Università della Calabria).
PUNTO 1
Esistono dei finanziamenti POR per Caratterizzazione di Siti Inquinati (già individuati dalla Regione) e Bonifica pari a circa 800milioni di euro. Molti dei siti inquinati ricadono in aree sensibili come torrenti e fiumi. I sorveglianti idraulici potrebbero essere parte integrante di un progetto per l'individuazione di nuovi siti, la riperimetrazione dei vecchi, l'individuazione di potenziali inquinamenti dei torrenti.

Punto 2
I torrenti sono spesso coperti da materiali vegetali che occludono ponti, tombini ecc. Si tratta di tonnellate di Biomassa che possono essere utilizzate nelle centrali di Strongoli, fornire pellet, ecc.

Punto 3
Le "famose" risagomature dei torrenti (prelievo di materiale inerte) autorizzate dalle province a seguito di eventi alluvionali dietro un pagamento alla ditta che preleva (mentre non vengono autorizzati dei prelievi autorizzati dietro un pagamento della ditta alla provincia e regione) possono essere controllate e verificate dai sorveglianti prevedendo nel progetto alla specifica voce "Direzione Lavori" l'utilizzo di personale regionale.

Punto 4
Il materiale (una volta verificata la compatibilità ambientale che io come geologo e ricercatore riesco a realizzare lo studio in 1 mese per un tratto di 1 km di torrente) inerte proveniente dai torrenti da zone dove si accumula creando pericolo, può essere utilizzato per il ripascimento stagionale delle nostre spiagge. Il progetto prevede oltre allo studio per la definizione di compatibilità ambientale dei sedimenti, l'individuazione dei punti di accumulo e la "verifica del volume prelevato. Tutte funzioni che possono essere svolte dai sorveglianti idraulici.

Punto 5
Esiste una rete di sensori piogge, livelli dei fiumi ecc. di proprietà regionale che necessitano di una manutenzione ordinaria e straordinaria. La manutenzione ordinaria può sicuramente entrare nelle funzioni dei sorveglianti idraulici.

Punto 6
Alcuni interventi di MItigazione di rischio Idrogeologico sono possibili solo attraverso l'utilizzo di personale. E' inutile spendere milioni di euro per intervenire su 100m di torrente quando il problema è su 10 km! Qui è necessario che i progettisti riescono a pensare ad un intervento di MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO, senza l'utilizzo di cemento. Esempio i tanti e piccoli torrenti della nostra regione il cui problema è lo scarico di materiale vario che occlude le sezioni! è inutile allargare le sezioni degli alvei quando basta semplicemente il controllo che non vengano occluse.
mi fermo qui...
La mia paura che mentre qualcuno pensa alla struttura che vi farà lavorare nessuno pensa a cosa dovete fare... e non c'è cosa peggiore che essere trattati semplicemente da VOTANTI, e considerare il SERVIZIO DI SORVEGLIANAZA IDRAULICA come un ammortizzatore sociale!

Ragazzi in bocca al lupo!
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È una storia infinita che nel tempo si ripete…… è la storia del servizio di sorveglianza idraulica e monitoraggio della rete idrografica regionale o meglio è la storia di circa 300 dipendenti di questo servizio pubblico essenziale che come recita la legislazione vigente in materia di ambiente e difesa del suolo è ininterrompibile, un servizio che dovrebbe garantire un’attività permanente di monitoraggio dei bacini idrografici su tutto il territorio regionale al fine di garantire quella famosa e tanto desiderata attività di prevenzione del rischio idrogeologico e quindi consentire una messa in sicurezza dell’intero territorio regionale, fatto che puntualmente non avviene.
Evidenziamo le difficoltà che questo importante e fondamentale servizio pubblico sta vivendo, un servizio che viene espletato da circa 300 lavoratori con le proprie macchine, con un rimborso chilometrico a dir poco vergognoso e con un orario di lavoro part-time a 20 ore settimanali come se le alluvioni dovessero verificarsi solo nei giorni in cui sorveglianti ed ufficiali idrografici sono a lavoro……ci chiediamo, se per i giorni scoperti in cui sorveglianti ed ufficiali sono a casa esista una convenzione con il Padre Eterno per scongiurare alluvioni !!!!!!!!
La cosa ancora più vergognosa, è che questi lavoratori oltre a rimetterci di tasca propria , si trovano costretti anche a dover lottare per avere il pagamento di quel misero stipendio  che consente loro ed alle proprie famiglie di tirare a campare fino alla fine del mese successivo  e lottare con quel poco che resta dello  stipendio per rifornire le proprie macchine ed andare a fare il proprio lavoro per senso di responsabilità.
Ci chiediamo o meglio chiediamo alle istituzioni regionali se sia giusto che un uomo o una donna debbano essere così umiliati prima di vedersi riconosciuto lo stipendio per il quale hanno lavorato con sacrificio, uno stipendio che deve consentire di arrivare a fine mese e pagare la rata del mutuo.
                                      
CHIEDIAMO al

Pregiatissimo Governatore della Calabria SCOPELLITI, di intervenire energicamente per la soluzione di queste problematiche e che questi lavoratori possano nel più breve tempo possibile avere erogati gli stipendi arretrati di agosto e settembre 2012 e che per i mesi successivi non si debba assistere al ripetersi dell’ingiustificata non erogazione di quanto spetta a questi lavoratori; riteniamo che Lei Governatore non potrà che intervenire positivamente conoscendoLa come uomo che rispetta i patti! Ci auguriamo che con la sensibilità che la contraddistingue Lei darà risposte positive e veloci a tutte queste famiglie che vivono attualmente momenti di grande angoscia e periodi difficili dal punto di vista economico.
A Lei Governatore un ringraziamento per quanto farà per tutti……..

La Redazione del BLOG MONITORAGGIOIDROGRAFICO

a a a CERCASI PONTE.......



martedì 25 settembre 2012

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giovedì 13 settembre 2012

Reggio: servizio di sorveglianza idraulica a rischio per mancanza di fondi


Reggio: servizio di sorveglianza idraulica a rischio per mancanza di fondi
Mercoledì 19 Settembre 2012 09:48
Prevenire è meglio che curare. Questo vecchio (e saggio) adagio non è la regola nel Bel Paese, piuttosto sembra essere l’eccezione, tanti e tali sono state le pagine nere che hanno visto, a causa dell’insipienza dell’uomo, sfortunati protagonisti uomini,  donne, bambini, territori. 
Lo  Stivale non si è particolarmente distinto, tutt’altro. E, cosa particolarmente grave, non pare averne il desiderio. A suffragare questa amara verità  c’è, fra l’altro,  il  servizio di sorveglianza idraulica in capo all’Afor (che tuttavia  nasce e dipende economicamente dai Lavori Pubblici) e di cui l’Afor ha solo la gestione, come da legge regionale 31/09 e successiva 52/09, la cui mission è stata ben identificata   dall’Autorità di garanzia dello sciopero:   “un servizio essenziale di pubblica utilità” in quanto preposto, tra le altre cose, al monitoraggio, controllo ed allerta finalizzata a prevenire  ostruzioni, dovuti a scarichi abusivi di diverso materiale o di naturali depositi sedimentari, che possono determinare  l’esondazione  di torrenti e fiumare,   nonché, in quanto  servizio di polizia idraulica   preposto  a  portare alla luce tutti gli scarichi fognari ed  i  macelli  abusivi, le  estrazioni di sabbia dai torrenti e tutti gli abusi che si perpetuano  nelle  fiumare che possono alterare l’habitat dei  territori. 
Tra le note dolens  della sorveglianza idraulica    spiccano, tra le altre cose, l’espletamento a “singhiozzo” di un servizio così peculiare (appena  3 volte alla settimana),  nonché  l’assenza, fino alla fine dell’anno, di risorse economiche  per   gli attuali trecento (300) lavoratori, peraltro impiegati  con contratti part – time.  Queste gravi  discrasie rischiano di produrre pesanti  conseguenze per i territori, le popolazioni e le  maestranze. Urge un cambio di passo.  Che permetta di abbandonare la “ somma urgenza” con cui in genere viene gestito  l’evento, in quanto ciò non evita  le catastrofi ed i morti innocenti, per giungere  ad una seria ed oculata  azione preventiva. 
Parimenti  chiediamo nell’immediato  una variazione di bilancio  per continuare ad erogare   il servizio fino a dicembre, garantendo così il salario alle maestranze, che giova ricordare, grazie all’elevato grado di competenza e professionalità che le caratterizza, hanno dato vita ad un lavoro di progettazione che ha consentito alla Regione Calabria lo  sblocco immediato di 30 milioni di Euro dei 280 milioni di Euro da parte del CIPE per la tutela del dissesto Idrogeologico. Siamo  al cospetto di un servizio dall’alta produttività a fronte di una spesa minima, che  dovrebbe  essere  implementato  (e non mortificato) nel supremo interesse  della collettività. 

Per la SEGRETERIA FAI CISL                                     IL SEGRETARIO GENERALE     CISL    
Antonino Zema                                                                           Domenico Serrano’  

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sorveglianti idraulici confstampadi Simone Carullo - In una Regione come la Calabria, che ha oltre il 90% dei comuni a rischio idrogeologico, in cui l'abbandono dell'agricoltura ha compromesso la tenuta delle colline, in cui incuria e degrado dei corsi d'acqua mettono a serio rischio le zone limitrofe e la cementificazione selvaggia ha reso il terreno impermeabile, l'opera di prevenzione e di salvaguardia del territorio dovrebbe essere un servizio imprescindibile, ma così non è. A denunciarlo sono i sorveglianti idraulici, i quali, in una conferenza tenuta oggi presso la sede reggina della CISL, hanno raccontato tutte le loro difficoltà, annunciando infine la decisione di dichiarare lo stato di agitazione.
Sorveglianza idraulica significa attività di prevenzione, significa monitoraggio idrografico, segnalazioni di tutte le criticità che presentano i nostri corsi d'acqua - discariche, versamenti abusivi, ostruzioni di qualunque genere - e che poi si ripercuotono sul territorio sottoforma di episodi alluvionali. A fronte di questo servizio pubblico "essenziale", che prevede anche grosse responsabilità, la Calabria dispone di 300 operatori "part-time", tre giorni a settimana a 700 euro al mese, i quali sono costretti a lavorare in condizioni di estremo disagio, attanagliati da incombenze economiche a causa dei continui ritardi nei pagamenti, frustrati da una situazione insostenibile che dura da circa due anni,  senza certezze sul futuro, senza risposte concrete per il presente.
"E' un argomento di grande ricaduta sociale – ha affermato Domenico Serranò,  segretario generale della CISL di Reggio Calabria – è per questo che all'opinione pubblica chiediamo un'attenzione particolare e alla politica interventi celeri ed efficaci".
Continua Antonino Zema, sindacalista della FAI CISL, impegnato in prima persona nella lotta al fianco dei sorveglianti idraulici: "Non capiamo com'è possibile che un servizio di pubblica utilità sia part-time, laddove nelle altre regioni le stesse mansioni sono svolte full-time e con la reperibilità, perché le disgrazie non danno il preavviso. Noi crediamo che la politica debba fermarsi a riflettere attorno a questo problema, affinché si dia una prospettiva a questi lavoratori e si proceda alla strutturazione del servizio (la richiesta è di poter passare dalle 20 alle 39 ore lavorative), perché non si può scherzare con la vita di 300 famiglie, né tantomeno si possono sottovalutare le funzioni che svolgono. Questi ragazzi hanno fatto tutto il lavoro necessario per il Pai, il Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico, inoltre hanno contribuito ad uno studio grazie al quale sono stati sbloccati per la Calabria 280 milioni, di cui 30 sono stati fatti arrivare subito per gli interventi più immediati. Nonostante questi servizi e questi risultati abbiamo appreso che la Regione non ha i fondi per i pagamenti degli stipendi fino a dicembre".
La situazione è complessa e drammatica, gli operatori si dicono disperati, ma il loro è anche un vibrante grido d'orgoglio: "undici anni di malgoverno, malapolitica e cattivo sindacato – affermano – hanno portato a questa situazione, a dover ricorrere alla prefettura e a tutti gli uffici preposti per ottenere quanto spetta noi di diritto: lo stipendio. Ma ormai siamo stanchi, non sappiamo più dove andare, ci sentiamo offesi, presi in giro, vogliamo veder riconosciuta la nostra dignità lavorativa, vogliamo la certezza dei pagamenti, non siamo e non vogliamo essere parassiti, volgiamo essere produttivi, vogliamo poter programmare il nostro futuro. Settembre è un periodo critico, chiediamo pertanto un'assunzione di responsabilità alla giunta regionale e al suo Presidente affinché si ponga fine a questa bestialità, a questa miopia ..."
Si spendono tanto per fare rilievi e segnalazioni, le quali però, a loro dire, non vengono prese in considerazione; è questa un'informazione che desta insieme sgomento ed interrogativi preoccupanti, in quanto lo stato di emergenza alimenta l'economia in deroga innescando tutta una serie di dinamiche non proprio pulite che la Calabria non può permettersi. Interrogativi ancora più pressanti se si pensa chem la Regione Calabria non spende i fondi della comunità europea previsti per la salvaguardia del territorio. Le rivendicazioni sono chiare, così come sono chiari i disagi e le apprensioni con cui questi lavoratori sono costretti a convivere, ed affinché queste non restino ancora una volta lettera morta Antonino Zema annuncia lo stato di agitazione del servizio.
Gli studi sui quali Al Gore, premio Nobel per la Pace del 2007, ha basato il documentario "una scomoda verità", ci dicono che a causa del riscaldamento globale l'intensità delle precipitazioni tende ad aumentare, gli effetti di questa tendenza li abbiamo vissuti sulla nostra pelle lo scorso autunno e proprio ieri ne abbiamo avuto un nuovo assaggio. Con ancora negli occhi le immagini delle Cinque Terre e della provincia messinese l'auspicio è che vi sia da parte di tutti maggiore attenzione e responsabilità sul tema.
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 a distanza di settimane la situazione peggiora e nessuno interviene... Quale FUTURO VERO VEDRANNO QUESTI LAVORATORI CHE ATTENDONO IL PAGAMENTO DELLE SPETTANZE DI AGOSTO....e intanto i lavoratori anticipano le spese per non interrompere il servizio, ma non sappiamo sino a quandio potranno farlo....i politici calabresi quelli che ogni mese vedono un bel po' di quattrini sentono veramente in cuor loro il disagio che tante famiglie sopportano sulle proprie spalle......

Vi riproponiamo un articolo di circa un mese fa da 

IL DISPACCIO

"Alluvioni a giorni alterni". Prefetto Piscitelli convoca tavolo per risolvere rebus sorveglianza idraulica in Calabria


alluvione- di Alessia Candito - Svolgono un lavoro di pubblica utilità ma lavorano solo tre giorni a settimana. In una regione come la Calabria devastata dal dissesto idrogeologico, sovrintendono al fondamentale monitoraggio di fiumi e fiumare, censiscono scarichi e sversamenti abusivi, segnalano le criticità e gli interventi necessari a tutela delle coste e delle acque marine, eppure lavorano part -time. Hanno segnalato fusti abbandonati nei torrenti, discariche abusive, l'abbandono nei corsi d'acqua piccoli e grandi della regione di rifiuti, spesso speciali o pericolosi, ma l'allarme lanciato è rimasto lettera morta. Quello dei sorveglianti idraulici è un paradosso tutto calabrese di cui adesso anche il prefetto Valerio Piscitelli – su sollecitazione dei sindacati - ha deciso di interessarsi. E non solo per risolvere gli annosi – ma comuni a tutti i lavoratori del pubblico o para-pubblico – problemi di stipendi non pagati o arretrati, ma per cercare una via d'uscita nel ginepraio della normativa che ha trasformato i trecento sorveglianti calabresi in notai del dissesto, privi di qualsiasi potere e - praticamente per contratto – assenti.
"Un servizio di questo genere va fatto tutti i giorni, non come questa Giunta ha voluto fare – denuncia Antonino Zema, della Fai Cisl - un servizio h24, che va fatto su sette giorni viene fatto tre volte la settimana. Se dovesse succedere qualcosa di giovedì, venerdì, sabato o domenica, nessuno della sorveglianza idraulica sarebbe deputato a operare. Le alluvioni sono consentite in Calabria a giorni alterni o questa Giunta ha un accordo diretto con il padreterno quindi sa che in quei giorni per contratto non ci saranno problemi".
Un rebus che domani mattina alle 11 il Prefetto Piscitelli si è impegnato quanto meno a cercare di interpretare. Oltre ai rappresentanti sindacali al tavolo convocato in Prefettura ci saranno gli Assessori regionali all'Agricoltura, Michele Trematerra, alle Infrastrutture e ai Lavori Pubblici, Giuseppe Gentile e al Bilancio, Giacomo Mancini, e il commissario Afor. Ma soprattutto – promettono i sorveglianti idraulici calabresi – ci saranno i lavoratori determinati a far pesare la propria presenza fuori dal palazzo, come già hanno fatto lo scorso venerdì scorso, quando hanno portato in piazza le loro rimostranze insieme ai "colleghi" della Afor. È sotto il grande ombrello dell'ente strumentale calabrese che si occupa di forestazione che è stato creato il dipartimento di sorveglianza idraulica, ma il loro inquadramento non è quello di un normale dipendente.
Nati grazie alla legge regionale numero 31 del 19 ottobre 2009 - che ha autorizzato l'Afor ad assumere personale part-time con la qualifica di sorvegliante, addetto ai centri di digitalizzazione dei dati georeferenziali e ufficiale idraulico, necessari allo svolgimento del servizio di sorveglianza idraulica – i sorveglianti sono in larga parte tutti ex dipendenti della Why not, che in precedenza aveva in appalto la rielaborazione dei dati calabresi del settore. Ma l'iter che ha portato gli ex dipendenti dell'azienda finita al centro di tante inchieste sotto l'ombrello Afor, è stato tutto fuorchè semplice. Si è dovuto attendere il febbraio 2010 perchè l'autorizzazione regionale si trasformasse in un avviso pubblico per l'avviamento a selezione di personale, puntualmente concretizzatasi nell'assunzione a tempo indeterminato del personale part-time da adibire al monitoraggio della rete idrografica regionale. Il problema che il sindacato segnala - e per il quale ambientalisti e comitati lanciano l'allarme – è che il servizio, avviato il 20 dicembre 2011 – si svolge con "contratto part-time distribuito su tre giorni lavorativi – si legge nelle carte - ed il personale esplica, per effetto del Piano operativo 2012, esclusivamente attività di monitoraggio dello stato dei luoghi delle aste fluviali con censimento delle opere in alveo. Non è previsto lo svolgimento di servizio di piena o altri servizi di vigilanza legati al monitoraggio ambientale".
Traduzione, dicono i sindacati, si risparmia sulle risorse che potrebbero essere utilizzate per la prevenzione, per poi lasciarsi sorprendere dalle emergenze. "Se dobbiamo fare economia non possiamo continuare a rincorrere le emergenze, ma è necessario un lavoro a monte sui torrenti, su fiumi e fiumare, dando un servizio che ha una ricaduta immediata e visibile sui territori, ma soprattutto – sottolinea Zema - dando una prospettiva futura ai territori stessi e alla comunità"
E le potenzialità ci sono, così come le professionalità denunciano i lavoratori. "Questi ragazzi che sono trecento in tutta la Calabria hanno fatto tutto il lavoro necessario per il Pai, il Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico, che servirebbe non solo per monitorare la situazione, ma anche per prevedere che tipo di interventi fare". I sorveglianti idraulici si occupano infatti del monitoraggio, ma dopo a intervenire dovrebbe essere la forestazione che – sostengono lavoratori e Rsu - ha le capacità e le competenze "ma questi lavoratori sono orfani di una progettazione e una pianificazione vera".

martedì 7 agosto 2012

UNA GRANDE REALTA' L'ISMETT di PALERMO .......

Ismett, operazione al fegato
eseguita per intero da un chirurgo-robot

Per la prima volta al mondo l'intervento è stato effettuato da una macchina non guidata da un medico

di GIUSI SPICA
PALERMO - Primato mondiale all'Ismett di Palermo: per la prima volta al mondo un paziente è stato operato al fegato da un robot, senza l'aiuto delle mani di un chirurgo in carne e ossa. L'asportazione di una porzione di fegato è stata effettuata attraverso l'automa "Da Vinci". Che l'équipe medica dell'istituto ha "importato" dall'ospedale di Pisa. Sotto i bracci meccanici del robot è rimasto per circa dieci ore, nel marzo scorso, un uomo di 46 anni. Il chirurgo automatico gli ha resecato e prelevato il lobo epatico destro, che è stato poi trapiantato al fratello di 44 anni, affetto da cirrosi epatica e in lista d'attesa per il trapianto di fegato. In sala operatoria un'équipe formata da decine fra medici e infermieri dell'Ismett e guidata dal direttore dell'istituto, Bruno Gridelli, e da Marco Spada, responsabile della Chirurgia addominale e dei trapianti d'organo. L'intervento è stato realizzato in collaborazione con l'équipe dell'azienda ospedaliera universitaria Cisanello di Pisa, guidata dal professore Ugo Boggi.

GUARDA / Il robot-chirurgo in azione

Un intervento perfettamente riuscito, senza complicanze né imprevisti. Il donatore è stato dimesso dopo nove giorni, mentre il fratello è potuto tornare a casa qualche settimana dopo, ricominciando
una vita normale. Nel passato, in alcuni ospedali americani, la tecnica robotica per interventi di donazione di fegato era già stata applicata, ma con l'ausilio del chirurgo che, con la sua mano introdotta attraverso un'incisione addominale, eseguiva parte dell'intervento. L'eccezionalità della procedura messa a punto all'Ismett sta nel fatto che a operare all'interno dell'addome del paziente sono stati solo i bracci del "Da Vinci". Grazie all'automa sono bastati cinque fori e un'incisione di soli nove centimetri.

"L'impiego nella chirurgia dei trapianti di nuove tecnologie emergenti quali quella robotica  -  spiega Gridelli  -  è molto importante poiché, riducendo il trauma operatorio, potrà favorire un incremento delle donazioni d'organo da vivente e quindi del numero di trapianti. Il trapianto di fegato da donatore vivente effettuato all'Ismett rappresenta un importante esempio di fattiva collaborazione fra centri trapianti di diverse regioni italiane e dimostra come collaborazioni di questo tipo possano favorire il progresso in campo trapiantologico".

Eppure, nell'unica struttura pubblica siciliana che lo possiede, il robot "Da Vinci" non sembra avere riscosso molto successo. A Villa Sofia, nell'ultimo anno, il gioiellino acquistato nel 2003 al prezzo di un milione 705 mila euro è entrato in azione una sola volta e, dal 2009 a oggi, ha effettuato appena 33 operazioni chirurgiche. Decisamente poco rispetto agli oltre 200 interventi all'anno del Policlinico San Matteo di Pavia, ai 150 degli ospedali di Grosseto e Forlì, ai 100 del San Paolo di Savona. Adesso il direttore generale dell'ospedale, Salvatore Di Rosa, che non era in carica ai tempi dell'acquisto del macchinario, ha deciso di mandare in pensione il robot per prendere in affitto il suo "gemello" di ultima generazione. Spesa stimata: tre milioni e mezzo di euro per cinque anni. Il vecchio "moloch" sarà dato in permuta per 800 mila euro. 
 (25 giugno 2012)

L'ISMETT

ISMETT L’ISMETT (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) nasce come progetto di sperimentazione gestionale (art. 9 bis DL 502/92) nel 1997, grazie ad una partnership tra la Regione Siciliana, attraverso le Aziende Ospedaliere di Palermo "ARNAS Civico" e "Vincenzo Cervello", ed UPMC (University of Pittsburgh Medical Center). L’Istituto fa parte del Sistema Sanitario Regionale della Sicilia (SSR), al pari di qualsiasi altra struttura ospedaliera pubblica. Ad ISMETT sono stati avviati tutti i programmi di trapianto di organi solidi (fegato, rene, pancreas, cuore e polmone) con risultati sovrapponibili a quelli dei migliori centri internazionali (come documentato dai dati ufficiali del Centro Nazionale Trapianti).
L'obiettivo di ISMETT è di essere riconosciuto, sul piano nazionale e internazionale, come il centro di riferimento nel campo dei trapianti e delle terapie ad alta specializzazione in tutto il bacino del Mediterraneo. L'ISMETT garantisce ai pazienti un'assistenza di eccellenza e contribuisce allo sviluppo del sistema sanitario del domani, attraverso l'innovazione clinica e gestionale, la ricerca e l'impegno nella formazione teorica e pratica. Organizza costantemente eventi formativi e corsi di aggiornamento destinati a professionisti operanti nel settore sanitario. I corsi, specificatamente rivolti agli operatori sanitari, vengono strutturati secondo le norme ministeriali del programma di Educazione Continua in Medicina (ECM).
L'ISMETT collabora, inoltre, con i più importanti centri di ricerca italiani ed esteri che oltre ad UPMC comprendono il Diabetes Research Institute dell'Università di Miami, l’European Molecular Biology Laboratory di Monterotondo, l’Università degli Studi di Palermo, il CNR, gli Istituti Sperimentali Zootecnico e Zooprofilattico per la Sicilia. Fa parte, infine, del "Consorzio di ricerca per l'innovazione tecnologica Sicilia Micro e Nano Sistemi" . Il Consorzio si propone di promuovere, realizzare e gestire progetti di ricerca, di formazione e di agevolare programmi di sinergia e collaborazione fra enti di ricerca nazionali ed internazionali.
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