mercoledì 19 ottobre 2011

La soledarietà al governatore SCOPELLITI

Giustizia

SCOPELLITI INDAGATO/ Il centrodestra fa quadrato attorno al governatore

Dai ministri Rotondi e Meloni alla parlamentare Santelli passando per gli esponenti regionali del centrodestra: dopo l'avviso di garanzia arriva la solidarietà al governatore da parte dei suoi
 
 
Jole Santelli


L’avviso di garanzia inviato al Presidente Scopelliti è evidentemente un atto dovuto. Certa della totale correttezza del suo operato, mi auguro che la sua posizione sia chiarita in tempi brevissimi anche perché in questo momento il Presidente Scopelliti sta portando avanti un rinnovamento della regione Calabria con il sostegno della popolazione calabrese e già troppe sono le forze che spingono verso la conservazione”.

Lo afferma Jole Santelli, vice presidente del Gruppo Pdl alla Camera.
“Nell’esprimere solidarietà al presidente della Regione Giuseppe Scopelliti – dichiara il sen. Francesco Bevilacqua – da sempre distintosi per correttezza, onestà e costante impegno a favore della comunità, sono certo che al più presto verrà fatta chiarezza e che tutto si concluderà con l’accertamento della sua totale estraneità ai fatti contestatigli”.
“Condivido l’atteggiamento di totale disponibilità con la magistratura assunto dal Governatore Scopelliti e sono certa che chiarirà quanto prima la sua estraneità ai fatti”. Lo afferma Lella Golfo, deputato Pdl. “Mi spiace invece – continua – che ancora una volta l’opposizione usi un semplice invito a comparire, atto dovuto in relazione al ruolo di sindaco dell’attuale Presidente all’epoca dei fatti, come occasione per un attacco gratuito e personale. Questa strumentalizzazione della magistratura non fa bene al clima politico, alle istituzioni e nuoce anche al lavoro dei giudici che lavorano per il semplice accertamento dei fatti. Spero possa intervenire un po’ di serenità e che l’opposizione torni a confrontarsi sui temi, sul merito delle proposte politiche e sui fatti. E su questi il modello Reggio prima e oggi i 4 milioni di euro per il lavoro autonomo e l’imprenditoria femminile, i 200 progetti d’imprenditoria femminile approvati, i 120 milioni di incentivi e garanzie per piccole imprese e artigiani, il finanziamento di ben 63 milioni per i Piani Integrati di Agevolazioni, mi sembra che parlino da soli di un modello Calabria che Scopelliti ha portato avanti con impegno e determinazione e nonostante il momento di crisi economica”.
“Sono sicuro della totale estraneità ai fatti che vengono contestati al Governatore Scopelliti per il periodo in cui era sindaco di Reggio Calabria”. Lo ha dichiarato – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – il Sottosegretario della Regione Calabria Franco Torchia. “Ha fatto bene Scopelliti – ha continuato – ad anticipare gli organi di informazione fermando o comunque limitando una eventuale aggressione mediatica che su questa vicenda avrebbe montato a dismisura la notizia sulla base di tesi ed antitesi, con il solo scopo di sottoporre il Presidente della Regione ad una gogna massacrante per delegittimarlo agli occhi dell’opinione pubblica calabrese. Occorre ricordare che dal 2002 al 2010 Scopelliti ha fatto un grande lavoro per la città dello Stretto creando infrastrutture ed innalzando notevolmente la qualità della vita. Bisogna tener conto di tutte queste cose e sarebbe ora di smetterla con le teorie che “il politico non poteva non sapere”.
“Al governatore Scopelliti giungano i miei sentimenti di vicinanza e solidarietà. E’ persona per bene e politico corretto”. Lo dichiara il ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi.
Scopelliti, prosegue Rotondi, “rappresenta un pezzo importante della classe dirigente di un Sud che vuole uscire dalle secche del passato e un elemento di punta del PdL. I giudici fanno il loro lavoro e il presidente Scopelliti ha già annunciato che chiarirà ogni cosa”.
“Al Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, giunga la mia solidarietà. L’avviso di garanzia che oggi gli è stato notificato è solo un atto dovuto, rispetto all’indagine sul ‘caso Fallara’. Sono certa che Scopelliti, che negli anni si è distinto per correttezza e competenza politica, saprà chiarire la sua posizione e dimostrare la sua estraneità ai fatti”. E’ quanto dichiara in una nota il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni.

Cosenza 19 ottobre 2011 Nell’apprendere la notizia dell’avviso di garanzia notificato oggi al Presidente Scopelliti, l’Assessore alle Infrastrutture e Lavori Pubblici Pino Gentile, esprime: “Massima solidarietà al Governatore della Regione che – afferma l’Assessore Gemntile – saprà chiarire nelle sedi opportune i fatti contestati continuando a percorrere con serenità istituzionale e crescente determinazione il percorso di cambiamento che i cittadini calabresi gli hanno affidato con ampio consenso e che – conclude Gentile – mi onoro di condividere.”

SCOPELLITI INDAGATO/ Gasparri: l’avviso di garanzia è un atto dovuto



            
Maurizio Gasparri

“D’altra parte lo stesso Scopelliti – conclude Gasparri – ne ha dato notizia alla stampa, nella massima trasparenza che da sempre lo caratterizza. Sono convinto che saprà chiarire quanto prima la sua posizione”.
“Al Presidente della giunta regionale Giuseppe Scopelliti esprimo la mia più totale solidarietà personale e del Pdl Calabrese”. Lo afferma in una nota il sottosegretario all’Economia e Finanze e vice coordinatore vicario del Pdl calabrese, Sen. Antonio Gentile.
“L’avviso di garanzia – aggiunge – che oggi gli è stato notificato è solo un atto dovuto, rispetto all’indagine sul caso Fallara. Sono certo che Scopelliti distintosi per correttezza e competenza politica chiarirà la sua posizione e dimostrerà la sua più totale estraneità alla vicenda”.
“Scopelliti – prosegue Gentile – in quest’anno e mezzo di legislatura regionale si è contraddistinto per una politica di rigore e di risanamento proprio nel settore della Sanità, pertanto questa vicenda non interromperà il lungo e difficile lavoro che lo attende per risanare una Regione come la Calabria afflitta da antichi problemi”.
“Esprimo al presidente Scopelliti la mia affettuosa solidarietà nella convinzione che saprà dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, commentando l’avviso di garanzia destinato al Governatore della Calabria per attività risalenti a quando era sindaco di Reggio.
“Il primo cittadino – prosegue Caligiuri – può facilmente diventare il responsabile di tutto ciò che accade nei comuni.
Esiste però la chiara suddivisione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, con le relative incombenze, contabili e penali. Peraltro in un comune di duecentomila abitanti, come quello di Reggio Calabria, come può un sindaco essere responsabile di tutti gli atti amministrativi, compresi quelli di esclusiva pertinenza dei dirigenti?”.
“Sono certo – ha concluso Caligiuri – che il presidente Scopelliti non perderà la sua serenità, continuando a lavorare nell’interesse della Calabria per un profondo cambiamento sociale, sempre più necessario”.
“Esprimiamo piena fiducia e solidarietà al presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, certi della sua trasparenza e correttezza, da ex sindaco di Reggio Calabria, qualità personali a noi note e che il Governatore saprà chiarire e dimostrare con celerità rispetto alla magistratura inquirente”. Lo affermano, in una nota congiunta, il deputato Giovanni Dima, ed i senatori Francesco Bevilacqua e Dorina Bianchi.
“Allo stesso tempo – proseguono – cogliamo l’occasione per censurare, nel metodo e nei contenuti, talune dichiarazioni, fatte da esponenti del Pd, imbevute di un giustizialismo mediocre e distruttivo, che credevamo avesse già fatto da tempo il suo tempo, in Italia e soprattutto in Calabria. Siamo fiduciosi, anche in questa occasione, nel lavoro della magistratura e, soprattutto, nella certezza del diritto. Allo stesso tempo non nutriamo il benché minimo dubbio sulle qualità morali e politiche di Scopelliti, oggi Presidente della Giunta e ieri Primo Cittadino, persona capace, determinata, coerente e animata da una passione civile e riformatrice che sarebbe difficile mettere in discussione. Siamo certi che il Presidente saprà fornire, in tempi celeri, tutti i necessari chiarimenti in merito ad una vicenda, estranea alla più complessiva ed esemplare esperienza amministrativa del governo della Città dello Stretto, momento importante e qualificante per l’intera classe dirigente meridionale, per nulla inficiato da una normale indagine sull’apparato burocratico”.
“Esprimo sincera vicinanza al Presidente Scopelliti destinatario, in qualità di ex Sindaco della città di Reggio Calabria, di un informazione di garanzia che, da come egli stesso ha responsabilmente comunicato, pare poggiare su presunte irregolarità di carattere amministrativo, tecnico e contabile”. E’ quanto afferma il consigliere regionale del Pdl Mario Magno, presidente della quinta Commissione Riforme e Decentramento. “A Peppe Scopelliti – aggiunge – alle sue doti umane e politiche, sono ascrivibili importanti obiettivi raggiunti nel segno della crescita sociale ed economica di Reggio Calabria nel corso della quale si è dovuto districare, con successo, in numerosi e pesanti ostacoli. Alla piena ed incondizionata fiducia nell’operato della Magistratura, unisco la certezza che il Presidente Scopelliti, che proprio nei giorni scorsi ha fortemente incoraggiato l’approvazione del progetto di legge sulla tracciabilità e trasparenza degli atti amministrativi della Regione, saprà agevolmente dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati e moltiplicare gli sforzi che sta profondendo nell’opera di rinnovamento e riscatto sociale della nostra terra”.

Reggio Calabria, 19.10.2011 “Il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, ha le carte in regola per guidare il cambiamento su cui tutti noi puntiamo con forza in una terra difficile come la Calabria in cui il passato ancora stenta a cedere il passo”. Lo sostiene l’assessore regionale all’Agricoltura Michele Trematerra, secondo cui “Un avviso di garanzia è solo un atto dovuto. Nel rispetto delle prerogative della magistratura, al presidente Scopelliti va la mia solidarietà. Le sfide che abbiamo davanti, per ridare dignità alla Calabria, sono ardue, come tutti sappiamo, ma se insistiamo nell’azione intrapresa da un anno e mezzo a questa parte, ne verremo sicuramente a capo”
“Il presidente Scopelliti al momento è l’unico vero padrone della verità che si cela dietro questo delicato momento dell’indagine avviata dalla procura di Reggio Calabria. Ecco perché ritengo che il giovane Governatore debba essere chiaro prima con i suoi cittadini e poi con i magistrati”. Lo afferma Michele Filippelli, presidente di “Difendiamo la Libertà“. “Dica chiaramente – prosegue – che lui nulla c’entra con tutti questi addebiti e tutte queste gravi accuse. Dica chiaramente che i conti al Comune sono in regola o almeno lo sono stati fino a quando lui ha amministrato in qualità di sindaco. Dica chiaramente che tutte le feste estive sono state organizzate con somme di denaro disponibili in eccesso e che quindi tali esborsi non costituivano un onere aggiunto ad eventuali conti già in rosso. Non voglio e non posso immaginare che nulla di quanto emerso dalle indagini in corso possa riferirsi al vero. Lo faccia tempestivamente, ancor prima che il dubbio vada ad inficiare la buona fede dei suoi elettori. Scopelliti rappresenta il simbolo del cambiamento, del rinnovamento, della lealtà, della trasparenza e della lotta alla ‘ndrangheta. Tutto questo io pensavo quando e’ stato sostenuto dal movimento ‘Difendiamoci da Agazio Loiero’ e tutto questo oggi voglio continuare a credere”.


La REDAZIONE : La nostra soledarità al Governatore GIUSEPPE SCOPELLITI, che tutto sia chiarito al più presto, senza se e senza ma.

lunedì 17 ottobre 2011

AIR BLUE SERVICE S.R.L.

COMUNICATO COMMERCIALE

AIR BLUE SERVICE S.R.L.
16, Via Trieste 75025 Policoro (Matera)
ITALIA

·         Elicotteri - Trasporto charters passeggeri
·         consulenze e servizi di pubblicita' su automezzi e velivoli
·         trasporto merci con elicottero
workTel: +39 0835910 506

DIRITTI e LAVORO

Il diritto alla retribuzione del lavoro è tutelato direttamente dalla nostra Carta Costituzionale (ex art. 36) oltre che dall’art. 2099 del Codice Civile. Inutile aggiungere che la legge impone al datore di lavoro di rispettare i vincoli contrattuali, compresa la data di erogazione dello stipendio.
Il legislatore, in caso di ritardato pagamento delle mensilità riconosce una triplice forma di
“tutela”: a) la corresponsione degli interessi maturati dalla scadenza al saldo (circa il 3%); b) il ristoro dei danni derivanti dalla svalutazione monetaria (la rivalutazione monetaria viene calcolata sulla base dell’indice dei prezzi elaborato dall’Istat per la scala mobile per i lavoratori dell’industria); c) in ultimo, anche se in via residuale e potenziale, il lavoratore che riceve lo
stipendio in ritardo può richiedere anche il risarcimento dei danni morali derivanti da una situazione di disagio ed incertezza causate dal comportamento doloso del datore di lavoro (si pensi al caso del disagio creato al lavoratore che non riesca a pagare la rata di un mutuo).



domenica 16 ottobre 2011

legge di riforma dell'Afor

Venerdì 14 Ottobre 2011 18:15

La Giunta regionale approva il disegno di legge sulla riforma dell'Afor

La soddisfazione di Dattolo





“Appena arriverà in Consiglio sono certo che il disegno di legge di riforma dell’Afor, su cui si è intensamente adoperato l’assessore all’Agricoltura  Michele Trematerra,  avrà la più sollecita ed attenta considerazione. Così l’Aula potrà finalmente consegnare alla Calabria una riforma storica”.  E’ quanto afferma il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Alfonso Dattolo, a proposito del disegno di legge approvato oggi dalla Giunta regionale. Aggiunge  Dattolo: “L’Istituzione dell'Azienda regionale per la forestazione e per le politiche della montagna, avente natura di ente pubblico e le disposizioni in materia di forestazione e di politiche della montagna, che introducono importanti innovazioni a proposito della vexata quaestio delle comunità montane, sono una prova di riformismo autentico e di grande attenzione ai problemi del settore. L’attenzione – conclude Dattolo – dell’assessore Trematerra per le problematiche della montagna e delle aree interne, è massima.  Anche  perché vi è la piena consapevolezza che solo se si valorizza la montagna si rilanciano le coste. E che la montagna rappresenta un potenziale di ricchezza economica e di occasioni di sviluppo finora inesplorate”.

la capitale della violenza

I NUOVI NERONE.. ALLA FACCIA DEGL'INDIGNATOS
PAGANO SEMPRE I SOLITI, LE FORZE DELL'ORDINE E I CITTADINI VERAMENTE INDIGNATI!

Una Mini Cooper bruciata dai Black Bloc (Afp)

Attualità | 15 ottobre 2011
 Scene di guerriglia urbana a Roma, dove le forze dell’ordine sono dovute intervenire con pesanti cariche contro gli incappucciati, una frangia violenta che si è mescolata ai manifestanti degli indignati, rovinando una manifestazione grande, pacifica, colorita con simboli dell’indignazione popolare, nel cuore di Roma. Neppure una statua della Madonna è stata risparmiata dalla rabbia degli incappucciati, resisi responsabili delle violenze scoppiate a via Labicana. Gruppi  di ragazzi con felpa nera, caschi neri e bastoni, hanno preso di mira e frantumato una statua della Vergine, a via Labicana, mandando in frantumi il gesso. Sul selciato il volto deturpato della statua fatta in pezzi.  Barricate a viale Manzoni nel corso della manifestazione degli Indignati a Roma. Alcuni cassonetti sono stati dati alle fiamme dai teppisti. Molti i manifestanti che scappano dopo essere stati minacciati dal blocco dei violenti. Circa quattrocento teppisti, violenti e stupidi hanno cercato lo scontro per rubare la scena alla manifestazione pacifica di decine di migliaia di cittadini, di manifestanti che volevano portare in piazza la loro indignazione. Un manifestante gravemente ferito mentre appiccava fuoco ad un petardo che ha perso alcune dita di una mano: è stato trasportato all’Umberto I dove si cercherà di sistemare l’arto. Chiusi i musei del centro storico a Roma. Pietre e bombe carta e altri oggetti vengono lanciati dai manifestanti incappucciati in via Emanuele Filiberto, a pochi passi da via Labicana e via San Domenico Maggiore. Una vera e propria sassaiola all’indirizzo delle forze dell’ordine schierate con furgoni e blindati. Sono stati dati alle fiamme altri cassonetti, mentre altri manifestanti si sono dispersi dandosi alla fuga per le vie limitrofe. Questi solo alcuni degli episodi che si son visti a Roma, ma va sottolineato anche l’impegno dei manifestanti pacifici in aiuto alle forze dell’ordine per bloccare i violenti nel corteo degli Indignati. A piazza San Giovanni alcuni manifestanti hanno bloccato dei violenti. In molti hanno applaudito più volte all’entrata in azione dei mezzi speciali con idranti. Anche le cariche vengono accolte da sollievo e applausi. Non va neppure sottaciuta l’assenza delle Forze dell’Ordine che han lasciato, nella parte iniziale degli scontri, l’iniziativa ai violenti, più impegnate a  blindare i Palazzi del potere ed il centro della Capitale. Resta comunque il fatto che non saranno pochi violenti ad offuscare il senso pacifico e politico della grande manifestazione degli Indignados italiani. In casi come questi trova sempre più valore il famoso  detto secondo cui: “la madre dei cretini, purtroppo, è sempre incinta”. Un  dato importante è sicuramente quello dei manifestanti pacifici che a mani alzate, in piazza San Giovanni,  gridano ‘Basta violenza’, dissociandosi dalla frangia violenta che ha messo Roma a ferro e fuoco.
F. Pensabene



 ============================
G.P.G. 3:
E in rete spunta il manuale per sfuggire alla polizia
di Fausto Biloslavo

 Un vademecum antirepressione, la mappa con gli obiettivi da attaccare e una rete di assistenza legale con tanto di numeri di telefono, sito sulla rete e quartier generale nel centro di Roma. Ad ogni appuntamento internazionale di rilievo, la galassia no global organizza le proteste via internet.
Il tam tam corre soprattutto sul sito di controinformazione Indymedia. In occasione del G8 il Legal team Italia e gli Avvocati democratici europei si erano mobilitati da giorni. «Chi fosse bloccato alle frontiere può contattare gli avvocati i cui nomi e numeri di telefono sono pubblicati sul sito www.legalteamitalia .it» si legge in rete. L’obiettivo è far entrare i manifestanti in Italia, nonostante le restrizioni. Se poi sono black bloc che spaccano tutto chissenefrega. Non solo: dal 7 al 10 luglio è operativo un centro di assistenza presso la Casa dei diritti sociali nei pressi della stazione Termini a Roma. All’Aquila gli avvocati no global saranno presenti alla manifestazione più grossa e pericolosa contro gli otto grandi del 10 luglio. Durante gli incidenti a Roma di martedì la polizia ha sequestrato una «crisis map», che individua in inglese gli «obiettivi» da colpire. Banche, agenzie interinali, ma pure le sedi di organizzazioni «fasciste» come il centro sociale CasaPound.
Lo schema è lo stesso della mappa che si poteva scaricare da internet in occasione del summit della Nato a Strasburgo dello scorso aprile, quando scoppiarono furiosi scontri aizzati dai black bloc. Con simbolini si indicano caserme della polizia e dei carabinieri, ma anche fermate della metropolitana per fuggire oppure ospedali per farsi medicare. Sulla «crisis map» sequestrata sono segnalati pure il tribunale di piazzale Clodio, l’ufficio passaporti della questura di Roma e il carcere di Regina Coeli. Dai siti antagonisti sulla rete Il Giornale ha facilmente scaricato un «Vademecum anti repressione - G8 luglio 2009» di quattro pagine. Sulla copertina si rimanda ai numeri di telefono e al sito del Legal team Italia. Gli avvocati no global hanno preso le distanze dichiarando che «come risulta chiaramente dal logo si tratta di un’iniziativa di gruppi studenteschi». L’aspetto più inquietante è che lo stesso logo, un poliziotto stilizzato che alza un manganello, era stato utilizzato per il manuale anti Nato di Strasburgo. Il «vademecum antirepressione», in inglese e altre lingue, fornisce suggerimenti pratici e legali su come sfuggire alle forze dell’ordine. In neretto si informa i «compagni» di stare attenti perché «è pratica delle forze dell'ordine infiltrare i movimenti sia in piazza che nei commissariati e nelle caserme». A pagina 2, si spiega che «c'è una fase in cui forse ti troverai solo a contatto con le guardie. Cerca di proteggerti sempre la testa e chiuderti a uovo il più possibile fino a quando non sei sicuro che vogliano solo trascinarti e caricarti sul cellulare». Inevitabili i riferimenti, falsificati dalla propaganda, al G8 di Genova: «I poliziotti potrebbero tirare fuori la pistola intimando l’alt. In realtà non lo dovrebbero fare e non possono sparare se non sono minacciati direttamente». A pagina 4, si sollecita a intervenire per liberare i manifestanti fermati. Nel caso i poliziotti vogliano i documenti, meglio stare vicino ai «compagni» e cercare di evadere la richiesta. Una volta presi bisogna fare «massa» e «resistenza» con gli altri dimostranti per ostacolare il lavoro delle forze dell’ordine. Nel manualetto anti repressione, per i facinorosi che giungono dall’estero, si trascrive in italiano la frase da ripetere se vieni beccato: «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere». E poi chiami l’assistenza legale no global, a disposizione 24 ore al giorno.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=365083








Anche una statuetta di gesso della Madonna di Lourdes ha fatto le spese del passaggio dei black bloc in via Labicana (Ansa)

Black bloc frantumano un crocefisso
e statua della Vergine: «Gesto blasfemo»

CARDINAL VALLINI - Il cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini, «profondamente turbato» dall'irruzione nella chiesa dei santi Marcellino e Pietro, ha espresso «sconcerto e preoccupazione» nonchè «l'auspicio che si possa ristabilire un clima di dialogo e di civile convivenza».


La REDAZIONE: SIAMO VICINI ALLA POPOLAZIONE ROMANA PER QUANTO AVVENUTO IN QUESTE ORE, LA NOSTRA VICINANZA A TUTTE LE FORZE DELL'ORDINE CHE CON GRANDE SACRIFICIO HANNO OPERATO PER  LA COLLETTIVITA' A RISCHIO DELLA VITA!!!! 

venerdì 14 ottobre 2011

TEMPO CATTIVO IN ARRIVO PER I PROSSIMI GIORNI




Anzitutto sono ben visibili gli ammassi temporaleschi sul Tirreno centro meridionale, sullo Ionio e nel basso Adriatico. Li possiamo identificare facilmente dalla nuvolosità bianca brillante, spesso di forma sferica. In secondo luogo notiamo della nuvolosità nelle zone esposte alla sostenuta ventilazione orientale, prodotte dallo stau derivante dalla conformazione orografica del territorio. La più vivace è sul Piemonte, ove riesce a produrre qualche debole pioggia. Fonte immagine EumetSat 2011


venerdì 14 ottobre 2011, 14:57 di Giovanni Micalizzi
L’ultimo bollettino di estofex aggiornato poco fa rincara la dose di maltempo nelle prossime ore per l’estremo Sud dove adesso viene lanciato un eloquente “level 2″ per piogge eccessive, forti grandinate o possibile tornado grande isolato e possibili alluvioni lampo.
Ecco il testuale bollettino tradotto in Italiano:
Aggiornamento meteo
Valido: ven 14 ott 2011 12:00 a Sab 15 Ott, 2011 06:00 UTC
Emesso: ven 14 ott 2011 11:54
Forecaster: TUSCHY
A livello 2 è stata rilasciata per la Sicilia, S-Italia e le zone costiere del SW-W-Albania e Grecia principalmente per piogge eccessive con un aumentato rischio di alluvione lampo.
A livello 1 è stato rilasciato per S-Italia, la Sicilia e la W-Ionio principalmente per raffiche di vento forte, grandine e grandi tornado un evento isolato.
Un livello 1 è stato rilasciato per la S-Tirreno e l’estremo N-costa Algeria / Tunisia principalmente per piogge eccessive.
Un livello 1 è stato rilasciato per la centrale / E-Ionio, parti della Grecia, Albania e Macedonia principalmente per un’eccessiva quantità delle precipitazioni. Trombe sono possibili lungo la W-di fronte le coste della Grecia e Albania.

Allerta massima in Calabria e Sicilia: piogge torrenziali tra oggi pomeriggio e domani sera

venerdì 14 ottobre 2011, 10:43 di
Il nuovo peggioramento di cui tanto parliamo da giorni, sta entrando nel vivo e anche se il “clou” delle precipitazioni si concentrerà sui Balcani e soprattutto nella Grecia, che sarà bersagliata dai fenomeni estremi, anche al Sud Italia avremo forti piogge, soprattutto tra Calabria e Sicilia, dove si stanno attivando correnti d’aria nord/orientali, umide e instabili, che alimenteranno in modo significativo la vorticità positiva che, a sua volta, determinerà la concentrazione di un’area di convergenza proprio a ridosso di bassa Calabria e Sicilia nord/orientale. Qui potranno cadere, nelle prossime ore, “secchiate” d’acqua.
Alcuni “lam” addirittura ipotizzano che l’alto shear che si verrà a creare su alcune zone specie tra la Sicilia tirrenica e jonica, possa generare veri e propri diluvi fino a 200 mm su metro quadro nelle prossime 36 ore.
In tale situazione è bene affidarsi al nowcasting perchè il fiorire delle celle temporalesche marittime nelle prossime ore sarà notevole soprattutto per l’alito orientale che precede l’avanzata del fronte occluso in prossimità del basso Tirreno, come possiao già notare adesso dalla situazione in tempo reale.
Attenzione dunque ai possibili dissesti idreogeologici che potrebbero verificarsi nelle aree a rischio tra catanese e messinese e poi anche nella Sicilia tirrenica specie centro-occidentale nel corso della tarda notte e, domani, tra Siracusano e Ragusano.
A seguire sembra possibile un miglioramento del tempo nel corso della giornata domenicale, specie nella seconda parte, con peggioramento ormai releagato il pieno Jonio dove come abbiamo detto potrà anche generare un vortice a cuore caldo noto come tlc. In compenso, sull’Italia crolleranno le temperature grazie a venti tesi nord/orientali, e farà nuovamente freddo.

domenica 9 ottobre 2011

LA SITUAZIONE DELLA FIUMARA CATONA






IN CHE STATO VERSA LA FIUMARA di CATONA ATTUALMENTE.........????

VI PROPONIAMO UN BREVE FILMATO DI AGOSTO 2011.........

mercoledì 28 settembre 2011

AUTORITA' DI BACINO REGIONE BASILICATA


AUITORITA' di BACINO della REGIONE BASILICATA





CLICCA SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRLE

giovedì 22 settembre 2011

PROPORRE IL NOBEL PER LA PACE AI LAMPEDUSANI





Lampedusa in rivolta: «Basta immigrati»
Polizia carica tunisini, scontri e sassaiole

Feriti, tentativi di linciaggio e ronde. Il sindaco:

Napolitano venga da noi. Il Viminale: in 48 ore tutti via



ROMA - Ancora scontri a Lampedusa tra la polizia e i tunisini, ma anche guerriglia tra isolani e immigrati
a colpi di sassate. È degenerata la protesta di alcune centinaia di tunisini che si stava svolgendo nei pressi
del porto vecchio. Alcuni migranti si sono impossessati di tre bombole di gas all'interno del ristorante Delfino
blu minacciando di farle esplodere. A questo punto le forze dell'ordine hanno caricato i manifestanti, assiepati
nell'area di un distributore. Molti immigrati sono saltati giù da un muro di recinzione per sfuggire alla carica.


Decine le persone rimaste ferite. Medicati nel Poliambulatorio dell'isola due agenti di polizia e un militare
 della Guardia di Finanza, oltre a una decina di migranti che presentano diverse escoriazioni e contusioni.
Per uno di loro, molto grave, il responsabile sanitario, Pietro Bartolo, ha chiesto il trasferimento urgente
 a Palermo in eliambulanza. Un immigrato avrebbe una gamba rotta.


Molti abitanti dell'isola hanno dato vita a una fitta sassaiola nei confronti degli immigrati, che hanno risposto
lanciando a loro volta pietre e suppellettili. Circa 300 tunisini stavano manifestato per le strade di Lampedusa
 al grido di «Libertà, libertà».


Tentativi di linciaggio. Due giovani hanno avvicinato un tunisino e lo hanno picchiato. Immediatamente
 sono intervenuti i poliziotti e i finanzieri che hanno fatto da scudo all'immigrato. «Ve ne dovete andare, bastardi
-gridano i lampedusani ai tunisini - avete rovinato un'isola. Non vi vogliamo più». I sei tunisini che avevano
rubato le bombole di gas sono stati sorvegliati a vista preso il distributore di benzina, dopo un tentativo di
 linciaggio. Alcuni di loro hanno delle ferite al volto. La guardia di finanza li ha poi caricati su un furgone per
portarli via.


Ronde di lampedusani vanno in giro per l'isola a caccia di tunisini. La tensione per le strade è alta, mentre
i turisti prendono il sole. Un lampedusano ha preso a calci un tunisino in fondo a via Roma, sotto gli occhi
della polizia in antisommossa che è subito intervenuta, caricando l'immigrato nel furgone di Lampedusa accoglienza.


Aggressioni e minacce ai giornalisti. Davanti al distributore la gente ha inveito contro i cronisti. «Andatevene è
meglio per voi», ha urlato con toni minacciosi un gruppo di una trentina di lampedusani. I cronisti sono stati
accerchiati e costretti ad andar via. «Non vi vogliamo, sparite». Il cameraman della Rai, Marco Sacchi, è
stato aggredito e la telecamera gettata a terra. Aggredita in precedenza una troupe di Sky. L'inviato Fulvio
 Viviano e l'operatore Davide Di Stefano, che stavano girando delle immagini nel porto dell'Isola, sono
stati aggrediti da un gruppo di lampedusani. Ieri sera i due giornalisti erano stati assaliti da un immigrato tunisino.


Gran parte dei 900 tunisini fuggiti ieri dal centro d'accoglienza sono stati riaccompagnati all'interno della struttura.
Si è così allentata, anche se solo di poco, la tensione tra i cittadini lampedusani che non nascondono la loro rabbia
 nei confronti dei migranti.


Il sindaco Rubeis: venga Napolitano da noi. «Abbiamo sull’isola 1500 deliquenti che ieri hanno dato fuoco
al centro. Il ministro Maroni si muova perché noi acceteremo più nessun immigrato. Il presidente Napolitano
venga a Lampedusa a darci la solidarietà se davvero l’Italia è unita. Siamo stanchi di questa linea morbida
adottata dalle forze dell’ordine nei confronti degli immigrati tunisini. Non si capisce perchè negli stadi, quando
ci sono disordini, poliziotti e carabinieri usano subito le maniere forti contro gli stessi connazionali. Invece,
 a Lampedusa, accade tutt’altro. Ci vuole anche qui il pugno forte e rinchiudere le centinaia di tunisini che
bivaccano da ieri per le strade al campo sportivo».


Dino De Rubeis, scortato da tre agenti di polizia, si è barricato nel suo ufficio dopo che tre lampedusani
hanno tentato di aggredirlo, contestandogli di avere tenuto una linea morbida sull'immigrazione. In un cassetto
dell'ufficio, De Rubeis tiene una mazza da baseball. «Mi devo difendere, e sono pronto a usarla, scrivetelo pure.
Siamo in presenza di uno scenario da guerra, lo Stato mandi subito elicotteri, navi per trasferire i tunisini che
 vagano per l'isola dopo avere incendiato ieri il centro di accoglienza». Davanti al municipio ci sono decine di
 persone, alcune contestano il sindaco, altre urlano contro gli immigrati.


«Alle associazioni umanitarie dico: non vi permettete di accusare di razzismo i lampedusani, hanno dato fin
 troppo. Siamo in guerra, la gente a questo punto ha deciso di farsi giustizia da sola», dice poi il sindaco.


Dopo alcune ore il sindaco ha chiesto «scusa al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Adesso
che gli animi si sono un po' placati, mi rendo conto d'aver usato parole inappropriate. Sono mortificato
 per le parole utilizzate, ma qui la situazione è davvero ingestibile e si perde il lume della ragione.
Rinnovo però, con le dovute maniere, l'appello al presidente Napolitano che è bipartisan e il padre della
 nostra Italia. Valuti la possibilità di venire a Lampedusa signor presidente e venga in difesa di quelli che
sono i diritti di questa popolazione, ancora orgogliosa di essere italiana».


Chiusa la scuola. Il dirigente della scuola di Lampedusa, dopo avere consultato il sindaco, ha chiuso il
portone e chiesto agli insegnanti di vigilare sugli alunni e al personale di controllare gli accessi. Tra le
gente c'è paura e timore che i migranti che vagano per l'isola possano aggredire bambini e ragazzi.


Entro le prossime 48 ore tutti i clandestini presenti a Lampedusa saranno trasferiti per essere poi
 rimpatriati. Lo assicura il Sottosegretario all'Interno con delega all'immigrazione e asilo, Sonia Viale.


Nella notte erano iniziati i trasferimenti dopo l’incendio doloso che ieri pomeriggio ha distrutto il
Centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola. Circa 200 tunisini sono stati imbarcati su due
 C130 dell’Aeronautica militare diretti alla base di Sigonella (Catania). Gli extracomunitari rimasti sull’isola,
 oltre un migliaio, hanno trascorso la notte all’addiaccio all’interno dello stadio comunale. Solo un centinaio,
 tra cui una ventina di donne, sono rimasti nel centro, che tuttavia è inagibile: le palazzine dove vengono
 ospitati gli immigrati sono state infatti divorate dalle fiamme.


I rimpatri sono stati la miccia degli incidenti di ieri. I tunisini chieodno di non tornare nel loro Paese mentre
per l'Italia è valido l'accordo per i rimpatri. Ieri pomeriggio i nordafricani hanno dato alle fiamme il centro di
accoglienza.


I danni sono ingenti, come ha confermato anche il responsabile della struttura, Cono Galipò, che non ha dubbi
sulla natura dolosa del rogo, visto che poco prima nelle camerate dove si sono sviluppate le fiamme era stato
compiuto un sopralluogo. La tensione tra i tunisini era cresciuta negli ultimi giorni, dopo la conferma da parte
del governo della linea dura circa il proseguimento dei rimpatri. L’inchiesta aperta dalla Procura di Agrigento
 contro ignoti dovrà adesso identificare gli autori dell’incendio e accertare eventuali responsabilità. Ieri il sindaco
di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, aveva lanciato un nuovo appello al premier Berlusconi e al
ministro Maroni per trasferire immediatamente tutti gli immigrati ancora sull’isola.
Decine di lampedusani presidiano da questa mattina il Comune per protestare contro l’incendio appiccato
ieri da un gruppo di immigrati tunisini al centro di accoglienza ma soprattutto perchè chiedono che i tunisini non
girino liberamente per l’isola. Il Comune si trova proprio di fronte al campo sportivo dove i tunisini hanno
 trascorso la notte all’addiaccio per l’inagibilità di gran parte della struttura incendiata. «I miei concittadini
- spiega il sindaco Bernardino De Rubeis - hanno ragione e mi chiedono che i tunisini spariscano dalla loro vista.
È una situazione che non può continuare. Il Viminale deve intervenire al più presto».


Boldrini: in fumo lavoro di tanti anni. «Sono amareggiata e rattristata: il nostro lavoro di tanti anni è andato
in fumo». Con queste parole Laura Boldrini, portavoce in Italia dell’Unhcr, l’alto commissariato Onu per i rifugiati,
commenta al Messaggero in edicola la rivolta degli immigrati tunisini a Lampedusa che ha portato
alla distruzione del centro d’accoglienza.«Una rivolta simile si poteva prevedere e infatti noi l’avevamo
prevista, mettendo in guardia le autorità», ricorda Boldrini. Adesso, «occorre trovare nel più breve tempo
 possibile una soluzione alternativa, fino a che la struttura non sia riparata. Lampedusa ora è sguarnita di un
centro di prima accoglienza e le cose si sono fatte più difficili e complicate di prima».
Mercoledì 21 Settembre 2011 -


========================

Lampedusa e Linosa  19 - 24 settembre
La più importante festa popolare di Lampedusa ricorre nel mese di settembre ed è dedicata alla Madonna di Porto Salvo, patrona e protettrice dell’Isola.
I lampedusani, molto devoti alla madonna, iniziano i preparativi per i festeggiamenti in suo onore la prima domenica di settembre, quando la statua viene trasportata in spalla dai pescatori con una lunga processione che partendo dal Santuario giunge alla Chiesa madre. Qui il simulacro rimarrà esposto fino al 22 settembre, giorno della solenne processione alla quale partecipa tutta la popolazione.


Alla fine dei festeggiamenti - che prevedono i giochi d’artificio, i giochi popolari in piazza, la famosa sagra del pesce, spettacoli e concerti bandistici vengono offerte ai turisti e ai lampedusani centinaia di chili di pesce azzurro fritti in una speciale friggitrice.
Si inizia con un antipasto, poi il pesce fritto, pane freschissimo locale e meloni tutto accompagnato da vino, coca-cola, aranciata, birra ed altro ancora. Per finire, una serata danzante in piazza con la partecipazione di tutti, turisti e lampedusani.

Il 23 settembre un’ultima processione riaccompagna la Madonna al Santuario, dopo aver attraversato il porto con inni e particolari grida dialettali.


" che questa ricorrenza possa far ritornare il sereno nel cuore di tutti,  Lampedusani e immigrati "

Per non dimenticare............  delle cose buone fatte dai LAMPEDUSANI


LAMPEDUSA e i LAMPEDUSANI meriterebbero il PREMIO NOBEL per la PACE!!!
lascia un commento su questa proposta.







Ponte sullo Stretto. Fedele (Pdl)«Il progetto concreto è già avviato»

Ponte sullo Stretto. Fedele (Pdl)
«Il progetto concreto è già avviato»
Luigi Fedele, capogruppo Pdl alla Regione, difende il progetto del Ponte sullo stretto affermando che «non è amico della Calabria chi si oppone alla realizzazione del Ponte»
 
Ponte sullo Stretto. Fedele (Pdl)«Il progetto concreto è già avviato» «Non è amico della Calabria chi si oppone alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, un’opera dall’indubbio valore infrastrutturale e che rappresenta un volano per lo sviluppo economico e sociale della nostra terra». A dirlo è il capogruppo del Pdl alla Regione, Luigi Fedele. «Le prese di posizione –afferma Fedele – che recentemente si sono ritagliate nuovamente spazio sulla stampa da parte di alcuni parlamentari calabresi, di centrosinistra, non fanno altro che alimentare confusione tra l’opinione pubblica su un progetto che è concreto e già ben avviato. La conferma arriva dallo stesso amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, che ha annunciato che entro 12 mesi apriranno i cantieri principali per la realizzazione del Ponte fornendo, peraltro, alcuni dettagli procedurali, già definiti, che testimoniano i significativi passi avanti per la realizzazione della megainfrastruttura. Sono già stati, infatti, firmati contratti con i soggetti a cui è affidato il compito di finire il progetto e realizzare l’opera. E sulla sponda calabrese, in particolare, sta per concludersi un primo cantiere necessario allo spostamento della linea ferroviaria che poi consentirà l’apertura di un successivo cantiere per la costruzione della torre. Non avrebbe alcun senso – continua il capogruppo del Pdl alla Regione – fare retromarcia di fronte ad una sfida che sarà decisiva per il futuro del nostro territorio in virtù delle ricadute positive anche in termini occupazionali e per l’indotto che andrà a stimolare. Inoltre, la Società Stretto di Messina non assumerà decisioni che non siano state preventivamente concertate con i cittadini delle aree coinvolte nel progetto per condividere al massimo un percorso che intende rispettare gli interessi delle istituzioni e quindi della collettività. Chi ha a cuore le sorti della nostra regione, pertanto, non può remare contro la costruzione di un’infrastruttura foriera di opportunità e che rilancerà la Calabria nello scenario internazionale».