martedì 13 dicembre 2011

REGIONE. Trematerra su CIG operai idraulico forestali

                                                  A.Fo.R

Calabria: L’Assessore Trematerra sul provvedimento di entrata in Cassa Integrazione relativa agli Operai Idraulico Forestali

L’Assessore regionale all’Agricoltura, Foreste e Forestazione Michele Trematerra è intervenuto sul provvedimento di entrata in Cassa Integrazione relativa agli Operai Idraulico Forestali in servizio presso l’Afor ed i Consorzi di Bonifica, ed alla componente impiegatizia dell'Afor.  E lo ha fatto – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale - per tranquillizzare quanti, ad oggi,  probabilmente, ritengono l'adozione di questo provvedimento come l'anticamera di licenziamenti e, più in generale, di  uno smantellamento di Afor,  Consorzi di Bonifica e di tutto quello che ruota attorno al comparto della forestazione.  "Non è assolutamente così – ha affermato l’Assessore Trematerra -, basta andarsi a leggere il progetto di legge di riordino, recentemente approvato da questa Giunta Regionale ed in discussione nell'apposita Commissione Consiliare, che prevede l'Istituzione dell'Azienda Regionale per le Foreste e per le Politiche della Montagna, per rendersi conto che questa Amministrazione Regionale ritiene di fondamentale importanza proprio il rilancio di questo comparto. Non già la sua distruzione! E farà di tutto affinché si arrivi in tempi brevissimi all'approvazione di questa Legge.  E per quanto riguarda il personale oggi in servizio presso l'Afor e le Comunità Montane, nella Legge di riordino (art. 10), viene riservata non solo una assoluta garanzia del mantenimento del posto di lavoro, ma anche  la valorizzazione professionale dell'importante capitale umano coinvolto.  Questo  provvedimento di cassa integrazione pertanto, che ha una durata limitata al mese di dicembre, tant'è che per il 2 gennaio è previsto il ritorno al lavoro, e che per come è stato predisposto prevede anche il cofinanziamento da parte della Regione per evitare penalizzazioni finanziarie significative ai dipendenti, si inserisce in un più ampio quadro di interventi tesi alla razionalizzazione del lavoro (si tratta di un periodo dell'anno non particolarmente gravoso) e delle risorse finanziarie a disposizione del comparto della forestazione, proprio per il rilancio dello stesso. L’attuale Governo Regionale – ha concluso Trematerra -, con in testa il Governatore Scopelliti, ritiene di strategica importanza la riorganizzazione e la valorizzazione del settore e, l’avvio della cassa integrazione guadagni per fine fondi, rappresenta pertanto solo una tappa del ben più articolato percorso di crescita, da condividere sempre più con la componente sindacale disponibile e costruttiva, che questo settore aspetta da troppo tempo e che questa Giunta Regionale vuole assolutamente favorire con atti concreti".

domenica 11 dicembre 2011

venerdì 9 dicembre 2011

VERTENZA SORVEGLIANTI IDRAULICI

- OGGI  I LAVORATORI DI COSENZA UN MESE FA QUELLI DI REGGIO CALABRIA -





Pubblicato Venerdì, 28 Ottobre 2011 16:03

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il documento sul servizio di sorveglianza idraulica che le OO.SS. hanno inviato aI prefetto di Reggio Calabria, Luigi Varratta e al Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, in merito agli eventi alluvionali cui la Calabria è soggetta e alla necessità di tutelare il  personale del servizio di monitoraggio della rete idrografica regionale.
"I catastrofici eventi alluvionali che negli anni hanno devastato la Calabria, seminando morte e terrore, hanno messo a nudo la storica fragilità' e vulnerabilità' dell'intero territorio Calabro, con conseguente necessita' ed urgenza di attivare una politica seria e concreta di tutela del suolo e salvaguardia dell'incolumita' pubblica. La Legge n.183 del 18 maggio 1989 "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo " dispone gli indirizzi programmatici, a cui attenersi, per l'attuazione su scala regionale del dispositivo legislativo in materia di tutela del territorio. In particolare :   l'art. 10 , comma I , lettera F, stabilisce che le Regioni "provvedono , nei bacini di rilievo regionale, per la parte di propria competenza, alla organizzazione e al funzionamento del servizio di polizia idraulica, di piena e di pronto intervento idraulico ed a quelli per la gestione e la manutenzione delle opere". Sulla base di quanto disposto dalla L.183 ^'articolo 2 della L.365/2000 (di riconversione del decreto Soverato), al comma I stabilisce che le regioni , "provvedono ad effettuare nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, un'attività di sorveglianza e ricognizione lungo i corsi d'acqua ".  H riferimento generale e' al R.D. N 523/1904 -ART.93 "istituzione del servizio di sorveglianza idraulica"ed al R.D.n.2669 del 03/12/1937 (Legge quadro di riferimento che disciplina il servizio di sorveglianza idraulica). La Regione Calabria, con delibera di Giunta Regionale n.3/50 del 07/09/1999 avente ad oggetto "organizzazione del servizio di sorveglianza idraulica"ha avviato (con contratto di lavoro interinale)il servizio di controllo dei corsi d'acqua della regione,il servizio si e' rilevato di fondamentale importanza per la redazione del P.A.I.(Piano Assetto Idrogeologico). Dal 2002 al 2009 la Regione Calabria , con bandi di gara, ha inteso gestire il servizio in regime di outsourcing ( con personale ex interinale). Successivamente, con Legge Regionale n.31 del 19/10/2009,modificata ed integrata dalla Legge Regionale n.52 del 28/12/2009,ha disposto il "reclutamento del personale - Presidi idraulici" al fine di garantire , continuila', al servizio pubblico essenziale di monitoraggio della rete idrografica regionale. In data 20/12/2010 l'AFOR ( Azienda Forestale della Regione Calabria) previa regolare selezione pubblica per tramite gli ex uffici di collocamento territoriali, ha provveduto ad avviare in servizio circa 300 lavoratori su scala regionale con le qualifiche di: Ufficiale idraulico, Sorvegliante idraulico ed addetti ai centri di digitalizzazione. In data 07/09/2011 gli On. Consiglieri Regionali F.Aiello, B.Censore,A.De Gaetano,C. Guccione, con interrogazione consiliare n.168 , indirizzata all'attenzione del Presidente della Giunta Regionale On.Giuseppe Scopelliti ed all'Assessore ai ll.pp.On. Giuseppe Gentile, denunciano il gravissimo stato di disagio tecnico-organizzativo ed economico in cui versa allo stato il Servizio di Monitoraggio della rete Idrografica Regionale e chiedono , a chi di competenza , di volere rimuovere tutte le problematiche ostative elencate che non consentono il pieno e funzionale svolgimento delle attività' di vigilanza e sorveglianza idraulica. Le OO..SS. dopo attenta e dettagliata analisi della situazione , ed in ossequio a quanto sopraesposto , chiedono alle Istituzioni in indirizzo ,ognuno per quanto le compete ,di volersi attivare affinchè':A) Le attività ed il personale del servizio di monitoraggio della rete idrografica regionale venga collocato all'interno delle strutture dell'Autorità' di Bacino Regionale o in subordine presso il dipartimento della Protezione Civile Regionale.B) Il rapporto di lavoro venga trasformato da contratto di lavoro di diritto privato a contratto di diritto pubblico.In quanto i lavoratori che prestato servizio sono stati assunti dopo regolare selezione pubblica.C) Il rapporto di lavoro , ad oggi part-time di tipo verticale con copertura per soli 3 giorni settimanali !!! , venga rimodulato in full-time con copertura per l'intera settimana lavorativa con annessa reperibilità' per eventi di calamita' naturale in quanto il servizio di sorveglianza idraulica e' ritenuto "servizio essenziale di pubblica utilità'" per fini di Protezione Civile".

proteste forestali calabria


LAVORO: SINDACATI, SORVEGLIANTI IDRAULICI SENZA STIPENDIO

LAVORO: SINDACATI, SORVEGLIANTI IDRAULICI SENZA STIPENDIO

(AGI) - Catanzaro, 6 dic. - Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil sollecitano il pagamento delle spettanze dovute ai sorveglianti idraulici. "Impegni, promesse, rassicurazioni, - scrivono in un documento unitario - anche gli stipendi dei sorveglianti idraulici non ci sono. Addirittura le spettanze dovevano essere erogate entro il 30 Novembre, ma registriamo l'ennesima presa in giro a danno di centinaia di lavoratori, che rischiano di trascorre il Santo Natale senza le spettanze di novembre, dicembre e 13 mensilita'. In una spaventosa situazione di crisi non e' questa la risposta migliore che i lavoratori si attendono. Le risorse per i sorveglianti idraulici sono previste nel Bilancio della Regione, e allora, perche' non avvengono i pagamenti? Noi continuiamo a sostenere che I sorveglianti idraulici sono una risorsa della Calabria, e vorremmo capire per quale motivo l'Assessore ai Lavori Pubblici e la Giunta Regionale fino ad oggi non hanno provveduto a trasferire all'AFOR le risorse necessarie per il pagamento delle spettanze. La sorveglianza - si fa rilevare - e' un servizio essenziale di pubblica utilita', sarebbe opportuno, per evitare iniziative di protesta, che nella prossima seduta del Consiglio regionale o nella riunione di Giunta si trovasse una soluzione ai pagamenti arretrati e una soluzione definitiva, magari creando un capitolo ad hoc capace di garantire e assicurare i finanziamenti necessari per questo servizio, che a nostro avviso non dovrebbe essere precario".
  (AGI) Com/Adv

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" NON DIMENTICHIAMO COSA HA RIFERITO L'Ass. AL BILANCIO On. MANCINI IL 3- NOVEMBRE 2011.....
 “L’amministrazione guidata dal presidente Scopelliti tiene fede agli impegni assunti – è il commento dell’assessore al bilancio e programmazione nazionale e comunitaria Giacomo Mancini- ed ha risolto la problematica ben prima dell’annuncio di una mobilitazione che appare fuori tempo e fuori luogo. Questo – ha concluso Mancini - nonostante le contingenti difficoltà note ad ogni cittadino italiano ed europeo”. "
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L'AMARA STORIA DI UN PUGNO DI PROFESSIONISTI !

"LA MEMORIA CORTA DELLA POLITICA" :

" Reggio Calabria 24 agosto 2009. In merito all’annosa vertenza afferente la mancata corresponsione degli stipendi in favore dei sorveglianti idraulici della Regione Calabria intervengono il coordinatore regionale del servizio di monitoraggio Regionale  (ex sorveglianza idraluica) unitamente ai coordinatori provinciali del servizio  e dei centri di digitalizzazione dati di Reggio Calabria, Crotone,  Catanzaro, Cosenza per stigmatizzare vibratamente il mancato pagamento delle fatture da parte della Regione Calabria al consorzio Brutium.


che ha già portato al mancato pagamento di alcune mensilità, situazione resa ancora più grave per i sorveglianti idrografici a causa della mancata retribuzione di ben 4 stipendi da parte dell’altra consorziata Team Service. I responsabili del servizio ex Sorveglianza Idraulica, Francesco di Francesco, Francesco Casa, e Iusi Marcello, auspicano  “che il presidente Loiero,  e la giunta da lui presieduta,   sappiano dare adeguate risposte in tempi rapidi pervenendo a soluzione transattive quanto mai esigibili attese le esigenze vitali di tanti lavoratori che trovano esclusivo sostentamento proprio dalla puntuale corresponsione degli stipendi”. Sull’annosa situazione  venutasi a creare interviene attraverso una nota il capogruppo di Alleanza Nazionale al Consiglio Regionale Alberto Sarra  “ Mi auguro  che entro brevissimo tempo la Giunta regionale possa trovare una definitiva  soluzione affinchè  possa garantire il giusto riconoscimento dal punto di vista degli stipendi a questi lavoratori molti dei quali con mogli e figli a carico i quali oramai da alcuni mesi incontrano delle serie difficoltà  ad arrivare a fine mese” "
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VIENE SPONTANEO DOMANDARCI COME MAI QUESTI LAVORATORI VIVONO OGGI LE STESSE SITUAZIONI DI QUANDO ERANO IN CARICO AL PRIVATO ???
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DA TG TEN del 25 - 11 -2011 delle ore 14,30


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Guccione: “Rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono lo svolgimento del servizio di vigilanza e sorveglianza idraulica”



Scritto da Mario Bafaro   
Giovedì 24 Novembre 2011


“E’ veramente paradossale e assurdo che in Calabria il maltempo abbia già causato centinaia di milioni di euro di danni e la Regione continui ad avere a propria disposizione circa 300 lavoratori idraulici che, con contratto part-time, possano essere utilizzati dall’Afor solo per tre giorni alla settimana. Come se ci si potesse mettere d’accordo con il Padreterno e stabilire, insieme a Lui, in quali giorni deve piovere e in quali, invece, deve splendere il sole!”.
E’ quanto afferma, in una nota, il Consigliere regionale del Pd, on. Carlo Guccione.
“Lo scopo del servizio di sorveglianza idraulica –prosegue Guccione- è quello di garantire un servizio stabile di vigilanza, sorveglianza e polizia idraulica e di servizio di piena che, nella fase di allerta, osservi in maniera diretta e continuata i livelli idrici e, nella fase di allarme, assolva servizi di protezione civile, atti a scongiurare danni a persone e a cose e tutto ciò l’Afor non è in grado di garantirlo. Ma non è in grado di assicurare nessuna gestione delle attività di ispezione effettuate dai sorveglianti e dagli ufficiali idraulici perché non è in grado di collegare i dati raccolti ad un sistema informativo, essenziale per qualsiasi attività di prevenzione al rischio idrogeologico e alla salvaguardia delle popolazioni calabresi”.
“L’8 settembre del 2011–ricorda il Consigliere regionale del Pd- insieme ai colleghi Censore, Aiello e De Gaetano abbiamo chiesto al Presidente Scopelliti e all’assessore Gentile che i servizi di sorveglianza idraulica, così come avviene in tutta Italia, siano allocati nell’Autorità di Bacino regionale, l’unico e solo ente preposto a gestire tale attività nell’arco delle 24 ore dell’emergenza in atto.
L’articolo 2 della legge regionale n. 35 recita, infatti, così: “l’Autorità di Bacino opera al fine di perseguire l’unitario governo dei bacini idrografici, indirizza, coordina e controlla le attività conoscitive di pianificazione, di programmazione e di attuazione inerenti ai bacini idrografici di propria competenza”.
“Perchè la Calabria non venga più additata, come spesso accade –conclude Guccione- come la “regione-cenerentola” del Paese, è necessario che, con urgenza, si rimuovano tutti gli ostacoli che impediscono il pieno svolgimento delle attività del servizio di vigilanza e sorveglianza idraulica, in conformità alle leggi vigenti in materia”.
Cosenza, 24.11.2011
L’Ufficio Stampa
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giovedì 8 dicembre 2011

www.articolionline.net/2011/11/sondaggio-popolare-gli-italiani.html




SONDAGGIO POPOLARE "GLI ITALIANI VOGLIONO IL RITORNO DELLA LIRA"



          SONDAGGIO POPOLARE : "GLI ITALIANI VOGLIONO IL RITORNO DELLA LIRA "



      Secondo un sondaggio popolare promosso dall'Associazione Amici dello       Spettacolo,sodalizio di appassionati telespettatori, effettuato su un campione di  5000 cittadini italiani  
      risulta che hanno auspicato il ritorno della Lira.

      Alla domanda "dopo il crollo dell'euro,saresti favorevole al ripristino della moneta
      di valore nazionale,la Lira ? " il 75 % degli intervistati hanno risposto " sono
      assolutamente favorevole alla vecchia e gloriosa cara Lira,in un momento storico
      dove la globalizzazione,diciamola tutta, ha fallito ! Viva la Lira !"
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venerdì 2 dicembre 2011


PANZANE: «SE TORNIAMO ALLA LIRA MORIREMO DI FAME»

Anche le banche italiane fanno di conto simulando la fine dell'euro. Ecco il tasso di cambio prevedibile

di SOLLEVAZIONE

L’economia è una materia ostica ai più, per cui capita spesso che se ne parli a sproposito.
Con la finanziarizzazione le cose sono diventate ancora più complicate. Tuttavia c’è chi si avventura nel labirinto e, privo del filo d’Arianna, finisce per perdersi, pronunciando clamorose corbellerie.

Ci siamo già occupati, venerdì scorso, nell'articolo «Cinque ragioni a favore del default» di spiegare perché il default, ovvero la cancellazione del debito pubblico, è il male minore per le masse lavoratrici italiane.

Oggi rispondiamo di passata ai catastrofisti di Sua Maestà l'euro, che si dimenano, anche in rete, facendo il verso ai media mainstream, per spiegare che se riguadagnamo la sovranità monetaria sarebbe l'apocalisse. Un caso da manuale è quello di un certo Sandro Kensan che ha scritto per comedonchisciotte.org un agghiacciante quanto risibile articolo dal titolo «Default dell'Italia e ritorno alla nova lira». Gli risponderemo quanto prima.

Dal frullatore di corbellerie economiche escono ogni tanto autentiche perle. Si prenda ad esempio questa, a firma di un certo MCR di Reggio Emilia:
«La fine dell'euro significherebbe avere in tasca 20 euro che valgono 1000 lire, con la quale non riusciresti neppure a pagarci il pane. Pane che faresti fatica pure a trovare dato che la maggiorparte delle attività commerciali e industriali... fallirebbero perché non avrebbero più un soldo in cassa. Tutto condito dal fatto che dall'estero non arriverebbero di certo aiuti, dal momento che gli altri stati non se la spasserebbero. Si verrebbe a creare un tutti contro tutti alla ricerca della convenienza nazionale. Hai voglia tu dopo di parlare di precari... Dopo si che il popolo diverrebbe veramente affamato».
Noi non sappiamo chi sia questo MCR. Sta di fatto che questa scemenza l'ha fatta girare su Facebook in polemica con una iniziativa per l'uscita dall'euro e il ripudio del debito. Se MCR è un anticapitalista dovrebbe rendersi conto che fa eco ai media e ai comitati d’affari legati alla grande finanza e alle banche che da mesi, davanti alla consunzione dell’euro, hanno scatenato una vera e propria campagna di terrorismo ideologico: «Se si esce dall’euro sarà la fine del mondo, e il paese sprofonderà in un nuovo Medio evo». A che serve questa campagna? A intossicare le coscenze affinché il popolo lavoratore accetti immensi sacrifici sull’altare dell’euro. Il fatto è che questa campagna di intossicazione ideologica si fonda su delle bugie, sulla manipolazione dei fatti. Ma il nostro MCR, consapevole o inconsapevole alleato del neo primo ministro Monti, la spara ancora più grossa. Afferma che col ritorno alla sovranità monetaria gli attuali venti euro varrebbero mille lire. Col che, appunto, se tornassimo alla Lira, il popolo sarebbe ridotto alla fame.



Scemenze che fanno solo il gioco di Monti e delle sue cure da cavallo.

Ritorneremo come detto, più in dettaglio, nei prossimi giorni, su quelli che saranno gli scenari più realistici con un abbandono dell'euro. 
Una cosa comunque dev'essere chiara. Un conto è se l'uscita sarà pilotata da chi ci comanda, ovvero dalle oligarchie bancarie  dei loro lacché politici. In questo caso è fin troppo ovvio che Lorsignori scaricheranno sui ceti meno abbienti le conseguenze del cataclisma. Tutto un altro se il ritorno alla sovranità monetaria sarà pilotato da un governo popolare esattamente come auspica l'Appello al popolo lavoratore.
E dato che stanno riprogrammando tutte le attività contabili in doppia valuta, le banche debbono giocoforza stabilire un virtuale tasso di cambio. E sapete qual’è? Leggiamo da Il Sole 24 Ore del 27 novembre: «Come si muoverebbero le valute in caso di rottura dll’Euro? Un livello d’equilibrio, teorico e astratto non è difficile da prevedere. Allo stato attuale delle cose secondo i calcoli dell’OCSE un euro italiano vale 0.93 euro tedeschi, 0,86 francesi e 1,09 dollari». Altro che la cretinata dei “venti euro che valgono 1000 lire”! 
Partiamo intanto da un fatto: le banche americane ed europee (italiane comprese), siccome danno come probabile la fine dell’euro, stanno lavorando da alcuni giorni ad una doppia contabilità, una in euro e l’altra nelle vecchie valute nazionali (vedi le indiscrezioni pubblicate in questi giorni dai principali quotidiani).






    

E finalmente una voce si levò...
Oggi su “Il Giornale” Magdi Allam ha scritto, senza troppe remore e paturnie varie, ciò che ormai in molti pensiamo, e che io avevo già scritto su un precedente articolo: dovremo uscire dall’Euro, questa moneta dei disastri....di Silvio Foini

In buona sostanza concordo su quel che dice Allam, senza volermi fregiare del roboante titolo di economista dato che non lo sono. Penso con la mia testa e valuto ciò che vedo, e questo collima con quanto ha ben sottolineato Magdi Allam: “E’ corretto che nel 2000, prima dell’adesione all’euro, gli italiani stavano meglio di quanto non stiano oggi
mettendo a confronto i dati concernenti il reddito pro-capite a prezzi costanti, l’occupazione reale, le esportazioni delle nostre imprese e la bilancia dei pagamenti; se tutto ciò è corretto allora è arrivato il momento di valutare seriamente e prendere successivamente e rapidamente la decisione di riscattare la nostra sovranità monetaria, che significa tornare a battere moneta in Italia uscendo dall’euro, come presupposto inevitabile per salvaguardare la nostra sovranità nazionale, affinché non ci si ritrovi sempre più succubi di un’Europa centralistica e autoritaria egemonizzata dalla Germania e sempre più in balia dei poteri finanziari forti che ci schiavizzeranno riducendoci, al pari dei cinesi capital-comunisti, in semplici produttori di materialità per far crescere illimitatamente il Pil, la cui ricompensa corrisponderà alla possibilità di consumare il più possibile, scardinando la nostra civiltà laica e liberale dalle radici giudaico-cristiane svuotandola di qualsiasi presenza di spiritualità, valori non negoziabili, identità comunitaria e nazionale, certezza delle regole e democrazia sostanziale”.

Siamo sinceri una volta almeno con noi stessi: quando uscivamo di casa con le vecchie 50.000£ in tasca ne potevamo acquistare di cose! Oggi, esci con 50 € e non compri quasi nulla. Esempio?
Pacchetto di sigarette nazionali, quelle meno care che conosciamo tutti, le MS: 4,40 € il pacchetto.
Praticamente più di 8.000£. Nemmeno 2 hg di pane 2 €, leggi 4.000 £. Ma dove siamo finiti? Ci lamentiamo perché stiamo diventando poveri? Siamo già poveri!

Ma gli economisti, quelli grandi, affermano che non è vero. Hanno ragione. Loro non guadagnano quanto un povero operaio o un misero impiegato. Cosa importa loro che hanno centinaia di migliaia di euro al mese in tasca? O ai nostri politici che non hanno saputo o, per pusillanimità, voluto, tornare a prima, alla Lira?

Ora fra la gente è iniziata la manfrina: “Si stava meglio prima”. Fra qualche tempo, dopo le cosiddette manovre o manovrine che stanno sulla linea di partenza, quando davvero saremo allo stremo ne vedremo delle belle. Quando inizierà la campagna elettorale in molti si sgoleranno promettendo il ritorno al vecchio conio e questi, siatene certi, cavalcheranno la tigre e vinceranno le elezioni. Allam prosegue e bene spiega: “Sulla prospettiva della crescente sottomissione dell’Italia ad un’Europa egemonizzata dal direttorio franco-tedesco, consideriamo che del nostro debito estero, pari a 1.040 miliardi di euro, la Francia detiene 378 miliardi di euro (36%) mentre la Germania detiene 140 miliardi di euro (13%). Così come per la Grecia che ha un debito estero di 175 miliardi di euro, la Francia detiene 55 miliardi di euro (31%) mentre la Germania detiene 33 miliardi di euro (19%). I colpi di stato finanziari messi a segno prima in Grecia e poi in Italia corrispondono alle decisioni assunte da Sarkozy e dalla Merkel, d’intesa con i centri finanziari internazionali, per garantire i loro interessi nazionali. Se vogliamo avere un riscontro circa l’atteggiamento aggressivo, al limite dell’intimidatorio, dei due leader citiamo quanto hanno detto recentemente la Merkel: «Se cade l’euro cade l’Europa», e Sarkozy: «Lasciare distruggere l’euro è prendersi il rischio di distruggere l’Europa. Coloro che vogliono distruggere l’euro si assumeranno la responsabilità di riaccendere i conflitti nel nostro continente». Noi singoli cittadini italiani prendiamo atto che il nostro tenore di vita è decisamente peggiorato dopo l’addio alla lira. Dobbiamo prendere atto che l’euro è l’unica moneta al mondo che impedisce agli Stati che lo adottano di poter ottenere il prestito dalle rispettive banche nazionali e sono costretti ad offrire i loro titoli sul mercato, esponendosi al rischio di intercettare i prodotti derivati, il cancro della finanzia internazionale”.

Io personalmente non devo aggiungere altro, se non condividere in toto queste considerazioni che l’uomo della strada va facendo solo col proprio buon senso. E non da oggi, ma da qualche tempo dopo che l’Euro subentrò alla Lira. Sbaglio? Vado con molti altri incontro ad un fatale errore? Come scriveva il Manzoni, “ai posteri l’ardua sentenza”

CASSA INTEGRAZIONE PER DIPENDENTI AFOR

Giovedì 01 Dicembre 2011 15:01 La redazione IDV

È grave il provvedimento del dipartimento Agricoltura della Regione Calabria con il quale vengono collocati in cassa integrazione centinaia di impiegati dell'Afor. È la prima volta che nella storia dell'Afor e della Regione Calabria vengono messi in discussione consolidati rapporti di lavoro, creando allarme e preoccupazione nei lavoratori e nelle rispettive famiglie. Il provvedimento risulta ancor più strano se si considera che poco tempo fa decine di Co.Co.Pro. dell'Afor sono transitati nei ruoli impiegatizi dell'Afor. Mi chiedo: se davvero l'Afor può fare oggi a meno di centinaia di lavoratori-impiegati, perché la stessa Afor ha provveduto mesi fa ad assumere decine di persone che oggi non vengono intaccate dal provvedimento in questione? E quale assessore o dirigente, tempo addietro, ha attivato la procedura per assumere a tempo indeterminato del personale Co.Co.Pro. senza rendersi conto della scarsità delle risorse disponibili?Per tutto questo ho presentato un'interrogazione al Presidente della giunta regionale Scopelliti”. E’ quanto dichiara il consigliere






Precisazioni dell’Assessore Trematerra sul provvedimento di cassa integrazione degli operai idraulico forestal i

Scritto da

L’Assessore regionale all’Agricoltura, Foreste e Forestazione Michele Trematerra è intervenuto – informa una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – sul provvedimento di entrata in Cassa Integrazione relativa agli Operai Idraulico Forestali in servizio presso l’Afor ed i Consorzi di Bonifica. “Il provvedimento, che riguarda anche la componente impiegatizia, – ha affermato l’Assessore Trematerra – si inserisce  in un più ampio quadro di interventi tesi alla razionalizzazione del lavoro e delle risorse finanziarie a disposizione del comparto della forestazione, proprio per il  rilancio dello stesso. L’attuale Governo Regionale ritiene di strategica importanza la riorganizzazione e la valorizzazione del settore tant’è che l’iter legislativo, che coinvolge anche le politiche della montagna, è stato da tempo proficuamente avviato e, ben presto, dovrebbe portare alla tanto attesa approvazione della legge di riforma. L’avvio della cassa integrazione guadagni per fine fondi, resasi necessaria per il mese  di dicembre, rappresenta pertanto solo una tappa del ben più articolato percorso di crescita che questo settore aspetta da troppo tempo e che questa Giunta Regionale vuole assolutamente favorire. Si è trattato – ha concluso Trematerra – di una scelta molto dibattuta in quanto estremamente importante per il futuro, assunta nella consapevolezza che questa non avrà alcuna ripercussione in termini occupazionali, e condivisa soprattutto con la gran parte della componente sindacale costruttiva e responsabile di questa regione, con la quale il dialogo sulle possibili soluzioni alle numerose criticità continuerà ad essere aperto e continuo”. g.m.
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LA REDAZIONE: La nostra vicinanza a tutti i lavoratori che vivono drammaticamente in queste ore la scure della cassa integrazione-

www.jooble-it.com


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BAGNARA La Protezione Civile ''Gruppo Garibaldini'' monitorizza il territorio
Lunedì 05 Dicembre 2011


A seguito dell'emergenza del 22 e 23 Novembre scorso la Protezione Civile, gruppo Garibaldini di Bagnara Calabra, su mandato della Regione Calabria, ha effettutato numerosi sopralluoghi sul territorio, al fine di rilevare eventuali smottamenti e frane. Oltre a siti e terreni a monte dell'abitato, i controlli hanno interessato  torrenti e fiumi che ricadono all’interno del comune di Bagnara Calabra. Numerose le segnalazioni inviate alle autorita' competenti soprattutto riguardo al torrente Sfalassà, ad una discarica di materiale proveniente dai lavori autostradali, e sullo stato di alcuni luoghi e siti particolarmente a rischio  in caso di notevoli precipitazioni atmosferiche.


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Rinascita: “Intervenire sul torrente Sciarapotamo e mitigare il rischio idrogeologico”
08/11/2011 F. Loria e M. Conia, Rinascita per Cinquefrondi, Edicola di Pinuccio

CIN­QUE­FRONDI – Come con­si­glieri comu­nali di Cin­que­frondi sen­tiamo il dovere di mani­fe­stare tutta la nostra pre­oc­cu­pa­zione, in un momento in cui le imma­gini di distru­zione di que­sti giorni hanno destato molto scal­pore, per la situa­zione rela­tiva alla fiu­mara Scia­ra­po­tamo, il cui corso in parte insi­ste nel nostro ter­ri­to­rio comu­nale e, in par­ti­co­lare, vicino al cen­tro abitato.

In un con­te­sto in cui alcune strade di Cin­que­frondi alle prime piogge diven­tano impra­ti­ca­bili ed il sistema di deflusso delle acque reflue e meteo­ri­che in certi punti è peren­ne­mente inta­sato, la situa­zione della nostra fiu­mara, da sem­pre troppo abban­do­nata a sé stessa, come oppor­tu­na­mente veri­fi­cato da un nostro recente sopral­luogo, neces­sita di alcuni inter­venti almeno di puli­zia dell’alveo al fine di ren­dere più fluido il per­corso delle acque che si ingros­sano e pre­oc­cu­pano alle prime piogge. Un allarme che inten­diamo indi­riz­zare alle isti­tu­zioni pre­po­ste in modo da evi­tare quei brutti momenti di ten­sione, con gravi risul­tati in ter­mini di vite umane e di distru­zione come nei recenti fatti che hanno col­pito alcune zone dell’Italia.

Rite­niamo che l’istituzione pro­vin­ciale possa e debba farsi carico di un inter­vento spe­ci­fico sulla nostra fiu­mara e sull’attività di pre­ven­zione del rischio idro­geo­lo­gico for­te­mente pre­sente nel nostro ter­ri­to­rio comu­nale, ed in que­sto senso, siamo certi che la pre­senza dopo tan­tis­simi anni di un nostro rap­pre­sen­tante, sep­pur di mino­ranza, quale il con­si­gliere Giu­seppe Longo, ren­derà più forte la pre­sente istanza che mira a pre­ve­nire con lun­gi­mi­ranza, così favo­rendo il rispar­mio delle risorse pub­bli­che, con­tri­buendo a ren­dere le isti­tu­zioni utili alla col­let­ti­vità e di con­creto ser­vi­zio ai territori.

Urbanizzazione selvaggia e dissesto idrogeologico. Timori dall’alveo del torrente “Sciarapotamo”
06/11/2011 Simona Gerace, Il Quotidiano della Calabria


CIN­QUE­FRONDI – Eson­da­zione dei tor­renti e dis­se­sto idro­geo­lo­gico sono dav­vero feno­meni così lon­tani da noi? La rispo­sta è nega­tiva, se si pensa che ogni anno, a par­tire dall’arrivo delle piogge, il nostro ter­ri­to­rio è inte­res­sato da una serie di eventi fra­nosi a causa di scelte forse, poco attente alla sal­va­guar­dia del suolo. Tra que­ste, l’urbanizzazione irra­zio­nale e l’alterazione delle dina­mi­che natu­rali dei fiumi: feno­meni che potreb­bero met­tere in serio peri­colo la vita dei cit­ta­dini. Al di là di ogni pos­si­bile allar­mi­smo è bene pre­ci­sare che anche Cin­que­frondi, come molti altri comuni della Piana, potrebbe tro­varsi a vivere la stessa tra­gica espe­rienza che nei giorni scorsi ha col­pito Genova e pro­vo­cato timore in Pie­monte. Il rischio più grave nella cit­ta­dina pia­ni­giana è rap­pre­sen­tato dal tor­rente “Scia­ra­po­tamo” il cui alveo, è stato note­vol­mente ristretto, e quasi obe­rato, dalla fitta vege­ta­zione che vi è cre­sciuta intorno e che quo­ti­dia­na­mente intral­cia il nor­male deflusso delle acque. A ciò si aggiunge il fatto che il letto del fiume è quasi total­mente coperto da detriti e pie­tre di varie dimen­sioni, oltre che da cumuli di rifiuti ordi­nari e spe­ciali. Qua­lora il tor­rente dovesse eson­dare, tro­van­dosi nelle imme­diate vici­nanze del cen­tro abi­tato, oltre a pro­vo­care danni ai pic­coli appez­za­menti di terra coltivati,potrebbe rap­pre­sen­tare un serio peri­colo per i cit­ta­dini e le abi­ta­zioni col­lo­cate sulla via Car­tiera e sulla parte bassa di via Roma. Solo qual­che anno fa, un acquaz­zone abbat­tu­tosi a fine novem­bre sulla cit­ta­dina ha innal­zato il livello dell’acqua por­tando all’allagamento della strada che col­lega la cit­ta­dina ad Anoia e pro­vo­cando una serie di eventi fra­nosi che hanno costretto il Comune a pren­dere prov­ve­di­menti in merito allo sgom­bero di alcune abi­ta­zioni. Causa di que­sti disagi, che potreb­bero ripe­tersi con le pros­sime piogge inver­nali, è stata l’occupazione delle aree gole­nali, ovvero di quel ter­ri­to­rio che l’acqua del fiume invade quando fuo­rie­sce all’alveo. Que­sta parte di suolo che in pas­sato era costi­tuita dal “bosco pla­ni­ziale”, oggi è total­mente uti­liz­zata dall’uomo, il quale ignora,o finge di igno­rare, il fatto che pre­sto o tardi la natura farà il suo corso. Il tor­rente si ribel­lerà e la zona finirà sott’acqua, se non si rina­tu­ra­lizza l’ecosistema flu­viale. La neces­sità degli inter­venti di puli­zia e di risa­na­mento degli argini dello “Scia­ra­po­tamo”è stata anche, a fine set­tem­bre, messa in rilievo dal pre­si­dente del con­si­glio, Gian­carlo Raso, il quale dopo un sopral­luogo effet­tuato insieme ai tec­nici comu­nali, aveva spe­dito una mis­siva al diri­gente pro­vin­ciale del set­tore 15 (Ambiente, Dema­nio, Idrico e Flu­viale) e, per cono­scenza, al Pre­si­dente della Pro­vin­cia, Giu­seppe Raffa, per sol­le­ci­tare un tem­pe­stivo intervento.

Lo sbarco degli alieni comincia dai Monti

Le bugie dogmatiche sull’uscita dall’euro

Qualcuno ha mai fatto caso che quando si paventa la proposta di uscire dalla gabbia economica dell’euro, la risposta di chi strenuamente difende l’appartenenza della moneta unica è  sempre nella migliore delle ipotesi dogmatica, oppure ideologica e nel peggiore dei casi minacciosa e volgare? E avete mai notato che spessissimo, se non sempre, la risposta dogmatica non viene giustificata? Se qualcuno mi dice di non scherzare con i fiammiferi perché altrimenti corro il rischio di bruciarmi i cosiddetti, io capisco il rischio associato al gioco e magari smetto, ma se qualcuno mi dice di non scherzare con i fiammiferi perché altrimenti possono avvenire catastrofi di dimensioni apocalittiche senza poi sapermi specificare quali, non credo che ottenga lo stesso effetto.
Ci sono molte persone, tra cui economisti autorevoli quali il premio nobel per l’economia Paul Krugman, editorialista economico del New York Times, il maggior giornale quotidiano americano, che dice da sempre che l’euro è un’idiozia economica frutto delle ideologie dogmatiche di un gruppo di tecnocrati che non hanno pensato agli effetti perversi di questo meccanismo infernale. L’aver costretto degli Stati Sovrani a finanziare il proprio debito solo e soltanto vendendo titoli di stato sui liberi mercati, senza nemmeno porre delle precise regole che ne limitano l’esposizione alla speculazione, e senza poter ricorrere alla leva monetaria per difendersi da tale speculazione, vuol dire di fatto mettersi nelle mani di banchieri e finanzieri che con azioni combinate possono mettere in ginocchio i governi che registrano bilanci fortemente deficitari (tutti, Germania inclusa, dal 2008 a questa parte).
Ragioniamo un attimo, se io so di essere l’unica fonte di finanziamento di un’azienda, non appena questa si trova leggermente in difficoltà e ha bisogno di liquidità per non fallire, io la mungo con elevati tassi d’interesse, fino magari a farla fallire per poi ricomprarmi i suoi beni più preziosi a prezzi di svendita fallimentare. Se viceversa so che questa azienda può ricorrere alla diluizione del valore delle sue azioni (che tra l’altro posseggo anch’io in grande quantità) prima di costringerla a farlo ci penso due o tre volte, dato che la sua svalutazione ridurrebbe il valore delle azioni che anch’io detengo. Per questo motivo avere in mano la leva monetaria costituisce una soluzione da usare solo in caso di estrema necessità (come Inghilterra e USA hanno fatto e continuano tranquillamente a fare a partire dall’ultima crisi del 2008), ma anche un deterrente per i mercati ad operare azioni di tipo speculativo su economie fondamentalmente sane ma in difficoltà a causa di governi o situazioni di emergenza che costringono a gestioni non proprio “virtuose” dal punto di vista finanziario delle loro amministrazioni.
Chi afferma che tornare alla lira farebbe ripiombare l’Italia nel baratro dell’iperinflazione asserisce un falso ideologico, nonché storico. Per dimostrarlo basterebbe citare le esperienze di Argentina e Inghilterra, in cui la prima ha dovuto fronteggiare un default incontrollato per poter ritornare alla sovranità monetaria che contro tutte le previsioni dei professoroni dell’economia, non solo non ha generato iperinflazione, ma dopo un periodo di panico di qualche mese e un paio di anni di dura ristrutturazione economica e fiscale, e’ oggi in forte crescita nonostante la crisi globale e a prosperare con una moneta fortemente svalutata rispetto al dollaro Usa (oggi ci vogliono circa 4 pesos per un dollaro USA) al quale aveva deciso di unirsi artificiosamente e dal
 quale caparbiamente e dogmaticamente non voleva più svincolarsi. Per venire all’Inghilterra, paese con un tessuto industriale piu’ debole del nostro, e paese che sta comodamente nell’Unione Europea senza aver aderito all’Euro, essa ha fronteggiato la crisi del 2008 svalutando la sua moneta del 20/25% rispetto alle altre monete maggiori, e permettendosi bilanci deficitari di quasi il 10% del PIL (niente lacrime e niente sangue). Cosa è successo all’inflazione e al debito pubblico in Inghilterra? Assolutamente niente di apocalittico, in quanto l’inflazione è aumentata di un punto percentuale (chi se ne impippa come direbbe mio nonno), e il debito esterno, pur essendo aumentato del 20% è stato compensato dal fatto che i crediti esterni, denominati in Dollari o Euro si sono riapprezzati dello stesso valore con risultato netto praticamente nullo. Ovviamente il debito pubblico dell’Inghilterra è passato dal 40 all’80% in tre anni dato il bilancio fortemente deficitario, dalle due alle tre volte più elevato del nostro, ma con l’enorme differenza rispetto a noi che i tassi d’interesse sui bond inglesi a 10 anni non sono aumentati a dismisura, anzi sono diminuiti, e l’economia, propulsa dal nuovo denaro messo in circolazione, è tornata a crescere cosi come l’export e il turismo che hanno addirittura superato l’Italia, cosa che non succedeva da quasi 30 anni.
Per quale motivo la situazione dovrebbe essere diversa in Italia? Perché a fronte di una svalutazione minima della moneta (tipo Inghilterra) e una conseguente ri-industrializzazione e ri-localizzazione dela nostra attività manufatturiera e il nostro turismo la nostra economia dovrebbe cadere in iperinflazione? Se non è caduta in iperinflazione l’argentina che ha svalutato del 75% la sua moneta, chi e’ in grado di spiegare perché dovrebbe succedere in Italia? Se c’è qualcuno che lo può fare portando prove  economicamente e scientificamente rilevanti, e citando esempi di economie che in passato hanno seguito questa sorte, si faccia avanti, ma non mi si risponda con frasi dogmatiche di scenari apocalittici senza sostanziarli con delle prove tangibili.
E’ vero che le importazioni di petrolio aumenterebbero in prezzo (così come sono aumentate quelle dell’Inghilterra) ma forse ci si dimentica che la materia prima, cioè il petrolio, è solo una porzione minoritaria del prezzo della benzina, il resto sono tasse, quindi a fronte di maggiori introiti prodotti da una maggiore occupazione e benessere delle imprese esportatrici si potrebbe addirittura correggere fino ad annullare completamente l’aumento del prezzo del petrolio sul prezzo al consumo dei carburanti, altro che aumentare le accise, come invece vuole fare l’uomo dal nome Monti per pagare gli interessi ai banchieri amici suoi.
E’ vero che il debito esterno aumenterebbe (possiamo poi discutere di quanto, visto che l’Euro senza l’Italia perderebbe di credibilità, ma questo è un altro discorso), ma è anche vero che molte banche italiane detengono debito straniero denominato in Euro, quindi l’aumento del debito esterno sarebbe compensato quasi completamente dall’aumento del credito esterno detenuto internamente, che con opportuni provvedimenti fiscali potrebbe essere usato per compensare l’effetto della svalutazione sul debito esterno, esattamente come è successo in Inghilterra, quindi dov’è il grave problema?
La teoria economica moderna, e l’esperienza degli ultimi 10 anni di economia reale globale insegnano che chi ha prodotti di qualità e capacità di operare sui mercati in maniera competitiva ed esportare è vincente solo se può calibrare le sue emergenze di bilancio agendo anche sulla leva monetaria oltre che a ricorrere al debito, e questa è l’opinione di tutti gli economisti più autorevoli del mondo a parte quelli che hanno partecipato ad architettare questo mostro ibrido economico  chiamato EURO il quale ha come unico vero effetto quello di ridurci in schiavitù di un manipolo di banchieri e di volponi della finanza che ci strozzano con tassi d’interesse degni dei peggiori usurai e ci costringono a ristrettezze da terzo mondo per poter pagare i loro superbonus. Io non ci sto, e voi?











OLTRE LA VERITA' UFFICIALE



E se non fosse come ci vogliono far credere?....................... 

Nuovo Ordine Mondiale: i Signori del Mondo
di Giorgio Bongiovanni
Durante alcuni dei miei viaggi a Londra ho potuto conoscere un personaggio che ha lavorato per anni nel settore del Marketing. Tutto ciò che leggerete di seguito è frutto di indagini che lui ha condotto personalmente; coinvolgendo, in varie parti del mondo, figure di spicco legate alle grandi famiglie economiche. Ho deciso di pubblicare integralmente la ricerca così come lui l’ha scritta, ma penso sia giusto per etica professionale che tutto debba essere formulato sotto forma di ipotesi. A mio parere la maggior parte delle informazioni sono vere, faccio questa dichiarazione in relazione anche agli eventi che si stanno manifestando nel mondo.

Chi controlla il mondo oggi

La conferma alla mia ricerca è partita da un trafiletto, pubblicato il 7 giugno 1999 dal Corriere della Sera, dove si parlava di un gruppo di persone fino allora a me sconosciute i “Bilderbergers”. Così sono chiamati i membri del Gruppo Bilderberg. L’articolo si riferiva alla loro riunione ufficiale annuale del 1999, che si era appena conclusa in Portogallo in un Resort di un paese chiamato Sintra. In questa riunione si era discusso, tra i vari temi, anche sul dopo guerra in Kosovo. Il Gruppo Bilderberg, diceva l’articolo, è nato nel 1954 e riunisce i personaggi più illustri dei vari campi a livello internazionale. Tra i personaggi presenti alla riunione venivano citati: U. Agnelli, H. Kissinger, Mario Monti ed altri ancora. Leggendo queste informazioni sono rimasto insospettito dal fatto che una riunione di questa importanza (per argomento e personaggi) non avesse ricevuto maggior pubblicità dagli organi di informazione. Incuriosito, ho sentito la necessità di conoscere, e capire più a fondo la natura di questa organizzazione. Sono così venuto a conoscenza di quelle che possono essere definite le forze negative che oggi detengono il potere materiale nel mondo, dei loro pensieri e dei loro programmi. Se pensiamo alla situazione del nostro pianeta possiamo fare finta di niente ed essere felici e sereni oppure possiamo interrogarci su che mondo stiamo preparando per le prossime generazioni e soprattutto sul perché siamo in questa situazione: guerre civili e religiose in ogni continente, violenza e corruzione ovunque anche negli stati che si definiscono più evoluti, uso di droghe in aumento (persino legalizzate), la condizione di povertà in continua espansione in tutto il mondo, un senso di ingiustizia diffuso, scandali che coinvolgono tutti i personaggi che occupano posizioni di potere etc …….. Purtroppo, il trend, della nostra società è drammaticamente negativo e ai nostri giorni il degrado è il vero protagonista.
La domanda che vale la pena porsi è: ma c’è qualcuno che alimenta queste cose, esiste un comune denominatore dietro tutto questo, qualcuno che ne trae beneficio? Solo la verità ci può rendere veramente liberi, liberi di capire e quindi di rispondere. Allora la domanda che ci dobbiamo porre è conosciamo la verità? Conosciamo veramente cosa si nasconde dietro il maturare di tutti questi fenomeni? Certo i mass media, i politici, i sociologi ci “martellano” con le loro interpretazioni, ma ci possiamo fidare?
Come provocazione guardate la
Tavola 1, questa è secondo David Icke (dal libro “And the truth shall set you free”) la “Catena dei Comandi” del nostro pianeta ai nostri giorni. Lo so è un po’ diversa da quella che siamo soliti pensare e soprattutto ci sono tanti nomi, là in cima, con i quali non siamo familiari e di cui nessuno parla. C’è anche il Gruppo Bilderberg ma non è il vertice della gerarchia, quindi prima di parlare di loro vediamo di scoprire chi sono quelli che sembrano comandarli.

Gli Illuminati e la Nobiltà Nera

Come dice la parola stessa gli Illuminati sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che veramente comandano il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i Decision Makers, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi. La loro caratteristica è quella di essere nascosti agli occhi del pubblico. Il loro albero genealogico va indietro migliaia di anni e sono molto attenti a mantenere il loro legame di sangue di generazione in generazione senza interromperla.
Il loro potere risiede nell’occulto e nell’economia, uno dei loro motti è: “il denaro crea potere”. Possiedono tutte le Banche Internazionali, il settore petrolifero e tutti i più potenti settori industriali e commerciali; ma soprattutto sono infiltrati nella politica e comandano la maggior parte dei governi e degli organi Sovranazionali primi fra tutti l’ONU ed il Fondo Monetario Internazionale. Un esempio del loro modo di operare è l’elezione del Presidente degli Stati Uniti, chi tra i candidati ha più Sponsor sotto forma di soldi, vince le elezioni perché con questi soldi ha il potere di “distruggere” l’altro candidato. E chi è che sponsorizza il candidato vincente? Ovviamente gli Illuminati attraverso le loro molte organizzazioni di facciata, fanno in modo di finanziare entrambi i candidati, per mantenere il “gioco” vivo anche se loro hanno già deciso chi sarà il vincitore e a questo assicurano più soldi. I loro piani sono sempre lungimiranti, sembra che Bill Clinton sia stato preparato alla missione di Presidente dall’entourage degli Illuminati fin da quando era giovane. Qual è l’obiettivo degli Illuminati? Creare un Unico Governo Mondiale ed un Nuovo Ordine Mondiale, con a capo loro stessi per sottomettere il mondo a una nuova schiavitù, non fisica, ma “spirituale” ed affermare il loro credo: l’ideologia Luciferica. Questo obiettivo non può essere conseguito nel periodo di una vita, le sue origini sono antiche e risalgono già al 1700 quando il complotto venne formalizzato, con l’elaborazione di veri e propri documenti programmatici. Nella prima metà del 1700 l’incontro tra il Gruppo dei Savi di Sion e Mayer Amschel Rothschild, l’abile fondatore della famosa dinastia che ancora oggi controlla il Sistema Bancario Internazionale, porta alla redazione di un manifesto: “I Protocolli dei Savi di Sion”. In 24 paragrafi, viene descritto come soggiogare e dominare il mondo con l’aiuto di un sistema economico. Sempre Mayer Amschel Rothschild aiuta e finanzia l’ebreo Adam Weishaupt, un ex prete gesuita, che a Francoforte crea un Gruppo Segreto dal nome “Gli Illuminati di Baviera”. Weishaupt prendendo spunto dai “ Protocolli dei Savi di Sion” elabora all’incirca verso il 1770 “Il Nuovo Testamento di Satana” un piano che dovrà portare, non più gli Ebrei ma un gruppo ristretto di persone (gli Illuminati o Banchieri Internazionali) ad avere il controllo ultimo del mondo intero. La strategia di Weishaupt era basata su principi molto fini e spietati. Bisognava arrivare alla soppressione dei Governi Nazionali e alla concentrazione del potere in Governi ed Organi Sovranazionali ovviamente gestiti dagli Illuminati. Ecco alcuni esempi operativi sulle cose da fare:
Creare la divisione delle masse in campi opposti attraverso la politica, l’economia, gli aspetti sociali, la religione, l’etnia etc … Se necessario armarli e provocare incidenti in modo che si combattano e si indeboliscano.
Corrompere (con denaro e sesso) e quindi rendere ricattabili i politici o chi ha una posizione di potere all’interno di uno stato.
Scegliere il futuro capo di stato tra quelli che sono servili e sottomessi incondizionatamente.
Avere il controllo delle scuole (licei ed Università) per fare in modo che i giovani talenti di buona famiglia siano indirizzati ad una cultura internazionale e diventino inconsciamente agenti del complotto.
Assicurare che le decisioni più importanti in uno stato siano coerenti nel lungo termine all’obiettivo di un Nuovo Ordine Mondiale.
Controllare la stampa, per poter manipolare le masse attraverso l’informazione.
Abituare le masse a vivere sulle apparenze e a soddisfare solo il loro piacere, perché in una società depravata gli uomini perdono la fede in Dio.
Secondo Weishaupt, mettendo in pratica le sue raccomandazioni si doveva arrivare a creare un tale stato di degrado, di confusione e quindi di spossatezza, che le masse avrebbero dovuto reagire cercando un protettore o un benefattore al quale sottomettersi liberamente. Da qui il bisogno di costituire degli Organi Sovranazionali pronti a sfruttare questo stato di cose, fingendosi i salvatori della patria, per istituire un Unico Governo Mondiale . Nel 1871 il piano di Weishaupt viene ulteriormente completato da un suo seguace Americano Albert Pike che elabora un documento per l’istituzione di un Nuovo Ordine Mondiale attraverso tre Guerre Mondiali. Il suo pensiero era che questo programma di guerre avrebbe generato nelle masse un tale bisogno di pace, che sarebbe diventato naturale arrivare alla costituzione di un Unico Governo Mondiale. Non a caso dopo la Seconda Guerra Mondiale venne fatto il primo passo in questa direzione con la formazione dell’ONU, che possiamo definire la polizia del mondo degli Illuminati. Tornando al pensiero di Pike, la Prima Guerra Mondiale doveva portare gli Illuminati, che già avevano il controllo di alcuni Stati Europei e stavano conquistando attraverso le loro trame gli Stati Uniti di America, ad avere anche la guida della Russia. Quest’ultima avrebbe poi dovuto interpretare un ruolo che doveva portare alla divisione del mondo in due blocchi. La Seconda Guerra Mondiale sarebbe dovuta partire dalla Germania, manipolando le diverse opinioni tra i nazionalisti tedeschi e i sionisti politicamente impegnati. Inoltre avrebbe portato la Russia ad estendere la sua zona di influenza e reso possibile la costituzione dello Stato di Israele in Palestina. La Terza Guerra Mondiale sarà basata sulle divergenze di opinioni che gli Illuminati avranno creato tra i Sionisti e gli Arabi, programmando l’estensione del conflitto a livello mondiale.
Col passare degli anni il Quartiere Generale di questo complotto passa dalla Germania (Francoforte), alla Svizzera, poi all’Inghilterra (Londra) ed infine agli Stati Uniti d’America (New York). E’ quindi dal 1700 che le famiglie degli Illuminati, generazione dopo generazione, influenzano la storia per raggiungere i propri traguardi. Ecco un elenco dei fatti principali che negli ultimi 3 secoli sono stati architettati, fomentati o finanziati dagli Illuminati: la Rivoluzione Francese, le Guerre Napoleoniche, la nascita dell’ideologia Comunista, la I Guerra Mondiale, la Rivoluzione Bolscevica, la nascita dell’ideologia Nazista, la II Guerra Mondiale, la fondazione dell’ONU, la nascita dello Stato di Israele, la Guerra del Golfo, la nascita dell’Europa Unita…
Nella
Tavola 3 e Tavola4 è rappresentata la rete di potere che gli Illuminati si sono costruiti in quasi 300 anni. Ovviamente non potevano pensare di conseguire i loro obiettivi da soli, avevano ed hanno bisogno di una “struttura operativa”, composta da organizzazioni o persone che esercitando del potere operino più o meno consapevolmente nella stessa direzione. Come potete constatare gli Illuminati controllano o hanno i loro uomini ovunque, possiamo tranquillamente dire che sono i signori del mondo. La loro strategia ha fatto leva su 2 capisaldi: a) la forza del denaro, hanno costituito e controllano il Sistema Bancario Internazionale; b) la disponibilità di persone fidate, ottenuta attraverso il controllo delle Società o Associazioni Segrete (logge massoniche). Queste ultime con i loro diversi gradi di iniziazione hanno garantito e garantiscono tutt’ora quell’alone di discretezza necessario al piano degli Illuminati. Gli Illuminati, e chi con loro controlla queste Società, sono Satanisti e praticano la magia nera. Il loro Dio è Lucifero e attraverso pratiche e riti occulti manipolano e influenzano le masse. E pensare che la cultura dominante ci dice che la magia non esiste anzi, considera ridicolo chi ci crede. E’ anche da questa scienza di tipo occulto, che gli Illuminati hanno sviluppato la teoria sul controllo mentale delle masse. Per chiarire ecco un esempio: a quanto sembra anche Hollywood, le maggiori Case Cinematografiche e Discografiche internazionali, fanno parte della rete degli Illuminati. Molte volte i loro prodotti sono usati come strumenti di indottrinamento e agiscono in modo “invisibile” sulla psiche. Penso che nessuno possa negare che oggi esistono certi tipi di musica, privi di qualsiasi qualità, il cui unico effetto voluto è quello di provocare nei giovani apatia, robotismo, violenza ed essere uno stimolo all’uso di droghe.
Dicevamo prima, che gli uomini che controllano gli Illuminati fanno parte di tredici delle famiglie più ricche del mondo. I loro nomi sono rimasti segreti negli anni e la leadership famigliare è stata passata da uomo a uomo generazione dopo generazione. Comunque nessun segreto può essere tenuto per sempre e anche in questo caso recentemente sono stati resi noti i loro nomi, grazie a qualcuno che, abbandonando l’ordine, ha deciso di cambiare vita e rivelare le informazioni più importanti. Ecco quindi le tredici famiglie che sembrano avere il compito di gestire il pianeta da dietro le quinte per condurlo al Nuovo Ordine Mondiale:
ASTOR
BUNDY
COLLINS
DUPONT
FREEMAN
KENNEDY
LI
ONASSIS
ROCKFELLER
ROTHSCHILD
RUSSELL
VAN DUYN
MEROVINGI
(famiglie Reali Europee)
Sono dunque loro il vero governo del mondo o meglio il governo segreto?

Il Gruppo Bilderberg

Il Gruppo Bilderberg, rappresenta uno dei più potenti Gruppi di facciata degli Illuminati. Nasce informalmente nel 1952, ma prende questo nome solo nel 1954 quando il 29 maggio viene indetto il primo incontro presso l’Hotel Bilderberg di Oosterbeek in Olanda. Da allora le riunioni sono state ripetute 1 o 2 volte all’anno. All’inizio solo in Paesi Europei, ma dagli inizi degli anni ‘60 anche in Nord America. Tra i promotori del Gruppo bisogna menzionare almeno due personaggi: Sua Maestà il Principe Bernardo de Lippe di Olanda (ex Ufficiale delle SS), che ne è rimasto il presidente fino a quando nel 1976 ha dovuto dare le dimissioni per lo scandalo “Lockheed” e Joseph Retinger un “faccendiere” Polacco che si era costruito una fitta rete di relazioni tra personaggi della Politica e dell’Esercito a livello Mondiale. Retinger viene descritto come l’istigatore del gruppo, la sua visione era costruire un’ Europa unita per arrivare ad un Mondo unito in pace, dove potenti Organizzazioni Sovranazionali avrebbero garantito con l’applicazione delle loro ideologie, più stabilità dei singoli governi nazionali.
Fin dalla prima riunione furono invitati banchieri, politici, universitari, funzionari internazionali degli Stati Uniti e dei paesi dell’Europa Occidentale per un totale all’incirca di un centinaio di personaggi, tra questi, sembra anche Alcide De Gasperi.
Ai tempi della costituzione l’obiettivo dichiarato ufficialmente, era quello di creare l’unità Occidentale per contrastare l’espansione Sovietica.
In realtà malgrado le apparenti buone intenzioni, il vero obiettivo era quello di formare un’altra organizzazione di facciata che potesse attivamente contribuire ai disegni degli Illuminati: la costituzione di un Nuovo Ordine Mondiale e di un Governo Mondiale entro il 2012.

La Strategia

William Cooper un anziano Sotto Ufficiale dei Servizi Segreti della Marina Statunitense, include nel suo libro “Behold a pale horse” (Light Technology 1991) del materiale top secret nel quale è illustrato il pensiero e la strategia adottati dal comitato politico del Gruppo Bilderberg. Questo documento programmatico ha un titolo quanto mai significativo “Armi Silenziose per delle guerre tranquille”. Il documento riporta la data del maggio 1979, ma fu ritrovato solo nel 1986. Cooper spiega “ Ho letto dei documenti top secret che spiegano che “Armi Silenziose per delle guerre silenziose” è una dottrina adottata dal comitato politico del Gruppo Bilderberg durante il suo primo meeting nel 1954. Una copia trovata nel 1969 era in possesso dei Servizi di Informazione della Marina Statunitense”.
L’assunto principale del documento è che chiunque voglia assumere una posizione di potere all’interno di una comunità è come se “simbolicamente” dichiarasse guerra alle persone che la compongono. La guerra che però deve essere intrapresa non è su un piano fisico/materiale e le armi utilizzate sono silenziose munizioni invisibili.
Il documento spiega la filosofia, le origini operative (che sembrano essere legate ai famosi documenti scritti tra il 1700 ed il 1800 e finanziati da Mayer Amschel Rothschild), i principi raffinati, le linee guida e gli strumenti di questa dottrina dalle “armi silenziose”. Un vero manuale per l’uso, per professare una scienza che attraverso il controllo dell’economia vuole soggiogare il mondo intero. Vista l’importanza e la complessità del documento sarebbe necessario dedicargli un approfondimento specifico. In questa sede è sufficiente accennare alle principali aree in cui si articola questo programma:
Perché serve un sistema economico per controllare le masse.
Come controllare l’economia mondiale attraverso l’istituzione di un modello economico che sia manipolabile e prevedibile.
Come addormentare le masse che subiscono l’attacco.
Grazie alla segretezza con cui si muovono, ma soprattutto grazie al potere che esercitano sugli organi di informazione i Bilderbergers sono riusciti a controllare la pubblicità sulle loro riunioni e sui temi discussi. Negli anni però qualche notizia è riuscita a trapelare sui principali temi trattati durante le loro delibere segrete:
i problemi finanziari internazionali;
la libertà di emigrazione e immigrazione;
la libera circolazione dei prodotti senza dogane;
l’unione economica internazionale;
la costituzione di una forza internazionale con la soppressione degli eserciti nazionali;
la creazione di un parlamento internazionale;
la limitazione della sovranità degli stati delegati all’ONU o a tutti gli altri governi sovranazionali.
Temi che fanno capire il potere che questo Gruppo è in grado di esercitare. Sembra che tutte le decisioni più importanti a livello politico, sociale, economico/finanziario per il mondo occidentale vengano in qualche modo ratificate dai Bilderbergers. D’altronde scorrendo i loro biglietti da visita una cosa è certa: hanno le “leve” per fare qualsiasi cosa.
Accennavamo prima alla segretezza, questo è sicuramente un aspetto centrale per la strategia del Gruppo. Le riunioni sono tenute in forma non pubblica e solo i giornalisti ufficialmente invitati possono essere ammessi. Al termine delle conferenze annuali (normalmente durano un paio di giorni) viene redatto un semplice comunicato stampa di un paio di pagine; ovviamente non viene tenuta nessuna conferenza stampa. I vari partecipanti interrogati al riguardo di queste riunioni sono sempre molto evasivi e se possono non rispondono. Gli organi di informazione di massa non danno nessuna notizia su queste conferenze o se lo fanno, lo fanno con un peso assolutamente insignificante non adeguato all’evento. Chi osserva e conosce i Bilderbergers da parecchi anni afferma che anche la preparazione delle riunioni segue un rituale “curioso” mirato a tutelare questo ambito di segretezza. L’Hotel selezionato viene occupato con qualche giorno di anticipo. Parte del normale personale viene sostituito con personale di fiducia.
La domanda da porsi è perché tutto questo? Perché personaggi pubblici che discutono temi di interesse pubblico non vogliono rendere note le loro decisioni? Questa è forse la prova più grossa sulla natura e sulle vere finalità di questa organizzazione.

L’Organizzazione

Il Gruppo dei Bilderberg recluta Politici, Ministri, Finanzieri, Presidenti di multinazionali, magnati dell’informazione, Reali, Professori Universitari, uomini di vari campi che con le loro decisioni possono influenzare il mondo. Tutti i membri aderiscono alle idee precedenti, ma non tutti sono al corrente della profonda verità ideologica di alcuni dei membri principali, i quali sono i veri istigatori e fanno parte anche di altre organizzazioni degli Illuminati dal nome: Trilaterale (riunisce industriali e businessman dei tre blocchi continentali USA, Europa, Giappone/Asia) e Commission of Foreign Relationship (3D CFR che ormai dal 1921 riunisce tutti i personaggi che gestiscono gli USA ). Questi membri particolari sono i più potenti e fanno parte di quello che viene definito il “
cerchio interiore”. Il “cerchio esteriore” è invece l’insieme degli uomini della finanza, della politica ed altro, che sono sedotti dalle idee di instaurare un governo mondiale che regolerà tutto a livello politico ed economico. Il “cerchio esteriore” è composto da quelli che vengono definiti “le marionette” che sono utilizzati dal “cerchio interiore” perché i loro membri sanno che non possono cambiare il mondo da soli ed hanno bisogno di collaboratori motivati. Quindi il “cerchio interiore” ed il “cerchio esteriore” agiscono di concerto ma non con le stesse motivazioni. “Le marionette” dei vari “cerchi esteriori” sono spinte dal desiderio di arricchirsi, di avere potere o/e sono convinti che un governo unico mondiale sia la soluzione di tutti i problemi e che apporterà più pace e coesione di una moltitudine di piccoli paesi. Dal canto loro le persone del “cerchio interiore” sono già ricche e potenti, la loro consapevolezza è ad un gradino superiore, le loro motivazioni sono solo ideologiche, per intenderci dovrebbero essere quelle espresse nel piano degli Illuminati.
Il primo cerchio esteriore è composto da chi solo partecipa alle conferenze annuali senza essere affiliato al Gruppo. Possono essere personaggi di cui si vuole valutare il reclutamento oppure invitati per discutere specifici argomenti. Gli affiliati del gruppo possono anche non essere presenti alle conferenze annuali, i contatti vengono tenuti attraverso altri canali. Il primo Cerchio interiore è composto solo da Bilderbergers, membri del Gruppo e rappresenta il Comitato di Direzione (Steering Committee). Vi risiedono europei ed americani (tutti parte del CFR). Alcuni di questi membri fanno parte di un secondo cerchio interiore ancora più chiuso e formano il Comitato Consultativo (Advisory Committee) del Gruppo. L”Advisory Committee” dovrebbe essere composto da 9 persone tra i quali spiccano i nomi di Giovanni Agnelli e David Rockfeller. Nello Steering Committee, composto da circa una trentina di persone, sono citati come rappresentati nazionali per l’Italia: Mario Monti (attualmente ex Commissario della Comunità Europea) e Renato Ruggiero (ex Direttore Generale del WTO World Trade Organization, attualmente Presidente dell’ENI).

Gli Italiani del gruppo

L’Italia sembra giocare il suo ruolo nell’organizzazione, se non altro perché Giovanni Agnelli è uno dei membri dell’Advisory Committee e perché come Francia, Germania ed Inghilterra ha 2 nomi nello Steering Committee. In Italia sono state tenute 3 delle conferenze fatte nel periodo 1954-1999: nel 1957 a Fiuggi, nel 1965 e nel 1987 a Villa d’Este.
Ecco i nomi degli Italiani che sembrano aver partecipato alle ultime riunioni annuali:
> 1995        Giovanni ed Umberto Agnelli, Mario Draghi, Renato Ruggiero
> 1996        Giovanni Agnelli, Franco Bernabè, Mario Monti, Renato Ruggiero, Walter Veltroni
> 1997        Giovanni ed Umberto Agnelli, Carlo Rossella, Stefano Silvestri
> 1998        Giovanni Agnelli, Franco Bernabè, Emma Bonino, Luigi Cavalchini, Rainer Masera, Tommaso Padoa-Schioppa, Domenico Siniscalco
> 1999        Umberto Agnelli, Franco Bernabè, Paolo Fresco, Francesco Giavazzi, Mario Monti, Tommaso Padoa-Schioppa, Alessandro Profumo.
La presenza della Bonino alla riunione del 1998, serve a spiegare il perché dei suoi exploit del 1999, oppure è solo una coincidenza? Ha forse trovato qualche gruppo di potere pronto a finanziarla? In cambio di che cosa? Non lo sapremo mai, però il dubbio rimane.

L’ultimo incontro

L’ultimo incontro del Gruppo si è tenuto in Portogallo dal 3 al 6 giugno. Un settimanale Portoghese dal nome “The News” (tutti gli articoli scritti al riguardo sono ancora disponibili sul sito
(HYPERLINK http://www.the-news.net) è stato il primo ad annunciare la notizia della riunione annuale con l’edizione del primo maggio e da allora ha seguito l’escalation della preparazione dell’incontro fino ad arrivare a pubblicare la lista dei partecipanti. Sembra che il Governo portoghese abbia ricevuto migliaia di dollari dai Bilderbergers per organizzare un servizio militare compreso di elicotteri che si occupasse di garantire la loro privacy e sicurezza. Nella
tavola 2 trovate i nomi di chi ha partecipato all’incontro. Le informazioni che sono trapelate, hanno permesso la stesura di una possibile agenda dei temi trattati:
1) Governo Globale: stato di avanzamento della formazione di un blocco Asiatico sotto la leadership del Giappone. Libero mercato, moneta unica e unione politica sono gli obiettivi da raggiungere nella regione. Il modello Europeo è anche il punto di riferimento per la costituzione dell’Unione Americana tra USA e Canada.
2) Guerra in Kosovo: formazione di un Grande Stato d’Albania a seguito della dichiarazione d’indipendenza del Kosovo. Ridisegno dei confini della regione con il continuo smembramento della Yugoslavia attraverso il ritorno all’Ungheria della provincia del nord composta da 350.000 persone di etnia ungherese. Proseguimento dello stato di instabilità e di conflitto della regione. Pianificazione della ricostruzione delle infrastrutture della regione a spesa dei contribuenti occidentali.
3) Esercito dell’Europa Unita: attuare al più presto la sostituzione delle Forze Armate della NATO con l’istituzione di Forze Militari dell’Europa Unita. L’immagine negativa che la NATO si è costruita durante il conflitto mette a rischio le sue operazioni. L’idea è che nella fase di avviamento l’Esercito Statunitense sia da supporto a quello Europeo.
4) Anno 00: i Bilderbergers sono preoccupati dall’impatto del Millenium Bug, secondo le loro previsioni sarà molto peggiore di quanto ci si possa aspettare. Un possibile progetto da intraprendere potrebbe essere quello di nominare un personaggio di fama internazionale per aiutare l’opera di sensibilizzazione necessaria.
5) Medio Oriente: preparazione di un accordo di pace nella regione, con la dichiarazione dello Stato di Palestina. Apparentemente le condizioni di pace non saranno così gradite da Israele e quindi potrebbero rappresentare il pretesto per futuri conflitti e tensione nella regione.
6) Tassazione Globale a supporto dell’ONU: l’obiettivo è finanziare il centro operativo del Governo Mondiale, con l’introduzione di una tassa sul commercio via Internet. Questa tassa sarà sostituita in futuro da una tassa diretta individuale che sarà raccolta in nome dell’ONU, direttamente da ogni singolo stato.
I fatti degli ultimi tre mesi, sembrano dimostrare che la maggior parte dei punti di questa agenda sono in fase di attuazione.
Conclusioni

Le informazioni presentate sono il risultato di una vasta ricerca. Anche se ciò può sembrare molto strano o lontano dalle nostre certezze, il tutto è partito da una realtà concreta dei nostri giorni, di cui è apparso un articolo sul Corriere della Sera: i Bilderbergers. Per riuscire a “digerire” e a sintetizzare tutto quello che ho scoperto, ho dovuto mantenere il mio spirito aperto e soprattutto, in molte occasioni, sono dovuto andare oltre il mio normale modo di pensare. Il mio obiettivo non vuole essere quello di affermare una verità ma quello di offrire uno spunto per la riflessione e per una propria ricerca.
Solo con un forte spirito critico possiamo conoscere la verità, essere liberi, diventare cittadini emancipati e quindi contribuire a un mondo migliore.
"Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fanno produrre gli avvenimenti; un gruppo un po’ più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto".
Così si espresse Nicholas Murray Butler. Giova ricordare chi era questo personaggio. Il Dr. Nicholas Murray Butler è stato presidente dellUniversità di Columbia, presidente della Carnegie Endwment for International Peace, membro fondatore, presidente della Pilgrims Society e membro del Council on Foreign Relations (CFR) e capo del British Israel.
Taluni autori denunciano, sempre con maggiore insistenza, che è in atto una cospirazione superpolitica, "religiosa" o satanica che coinvolge lalta finanza, le massonerie e lintegralismo islamico. I fili della storia, asseriscono questi studiosi, si tirano proprio nelle logge massoniche e nei consigli di amministrazione delle multinazionali e delle grandi banche. La Rivoluzione francese fu una congiura massonica, preparata da "società di pensiero" uguali a quelle studiate da Augustin Cochin (1876-1916) e da altri gruppi di pressione. La Rivoluzione bolscevica fu una congiura giudaico-massonica. Diversi storici sono convinti di questo.
Lo stesso "Times" (10 marzo 1920) confermò il complotto: "Si può considerare ormai come accettato che la rivoluzione bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta principalmente dall
alta finanza ebraica attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del 1773".

Estrema importanza assume, sempre al riguardo della rivoluzione russa del febbraio del 1917, il fatto che, non affatto casualmente, il governo fosse costituito principalmente da massoni, tra questi risaltava Kerensky. E
anche rivelatore il libro "Rossija nakanune revoljucii" di Grigorij Aronson, che fu pubblicato nel 1962 a New York e che riporta delle missive di E. D. Kuskova, moglie del massone Prokopovic, legato da grande amicizia al confratello Kerensky. In una di queste lettere, datata 15 novembre 1955, si legge: "Avevamo la nostra gente dappertutto. (...). Fino a questo momento il segreto di questa organizzazione non è stato mai divulgato, eppure lorganizzazione era enorme. Al tempo della rivoluzione di febbraio tutta la Russia era coperta da una rete di logge".
Liniziato Jean Marques-Rivière scrisse: "Lesoterismo, con la sua forza sul piano ideologico, guida il mondo". Non bisogna stupirsene. E innegabile il diffondersi, nelle maglie della nostra società, di una subdola propagazione di idee, combattute con inflessibilità dalla Chiesa, ma non estirpate del tutto, che ora godono di un pericoloso risveglio e diffusione. E una letteratura imponente quella dei cosiddetti cospirazionisti, disprezzata dagli storici ufficiali, che, invece, non obiettano quando la stessa metodologia viene adottata dalla sinistra e dallestrema sinistra, vedi "golpe De Lorenzo", "strategia della tensione", ecc. che non sono altro che capitoli di una teoria della cospirazione, che nega di esserlo.
Il lato occulto della storia contemporanea è complesso e, oltremodo, variegato. Insospettabili VIP. del mondo che conta sono affiliati ad oscuri ordini esoterici. Lex presidente americano George Bush è un 33° grado della Massoneria di Rito Scozzese, lo ha rivelato Giuliano Di Bernardo, Gran Maestro della Massoneria italiana, al quotidiano "La Stampa" (23 marzo 1990). Bush sarebbe stato iniziato, nel 1943, alla setta "Skull and Bones" (Teschio e Ossa) dellUniversità di Yale, fondata nel 1832. George Bush ha diretto anche la Cia. La Skull and Bones assieme a società come il Rhodes Trust, secondo lautorevole rivista inglese "Economist" (25 dicembre 1992), sono la moderna risorgenza degli "Illuminati di Baviera" di Jean Adam Weisshaupt (1748-1830).

Anche suo padre Prescott sarebbe stato membro della setta "Skull and Bones". Di essa farebbero parte le più potenti famiglie degli Stati Uniti (1). Tra queste vale la pena di menzionare "la famiglia Harriman, della Morgan Guaranty Trust, è Skull and Bones da generazioni. Petrolio: ci sono i Rockefeller, fra gli iniziati. Studi legali di grido. Poltrone alte della Cia. Vicepresidenza degli Stati Uniti".
E anche molto interessante venire a sapere che, secondo quanto scrive lo storico Antony C. Sutton in "Americas Secret Establishment" (liberty House Press. Bilings 1986, pagg. 207 e segg.), la "Skull and Bones" è collegata al movimento New Age e ad essa, asserisce ancora Sutton, non sono estranei aspetti satanisti. Marylin Ferguson nel suo libro "The Aquarian Conspiracy", una vera e propria Bibbia del movimento New Age, mette assieme Huxley con Teilhard de Chardin, Carl Gustav Jung, Maslow, Carl Rogers, Roberto Assagioli, Krishnamurti, ecc. tra i personaggi, che sono da considerare come padri spirituali del New Age. Aldous Huxley e suo fratello Julian, questultimo fu il primo dirigente dellU.N.E.S.C.O., erano anche membri di importanti affiliazioni mondialiste, tra queste ricordo langlosassone Fabian Society.
Sui vertici del mondialismo, René Guenon, che era un 33° grado del Rito Scozzese Antico Accettato e un 90° del Rito Egiziano di Memphis-Misraim, ebbe ad affermare: "ma dietro tutti questi movimenti non potrebbe esserci qualcosa di altrimenti temibile, che forse neanche i loro stessi capi conoscono, e di cui essi a loro volta quindi, non sono che dei semplici strumenti? Noi ci accontenteremo di porre questa domanda senza cercare di risolverla qui" (cit. da "Il Teosofismo", edizioni Arktos, 1987, vol. II, pag. 297).
Ritornando alla "Skull and Bones" la sua importanza può essere ben compresa se si riflette che, nel 1917, essa diresse, tra laltro, quel centro finanziario denominato "120 Brodway", finanziatore del bolscevismo in Russia e del nazismo in Germania che, tra laltro, portò al potere. Non ci si meravigli se, a questi livelli, parole come "destra e sinistra" non hanno più significato, più esattamente, non si bada a razze, religioni o ideologie: questi sono solo mezzi da utilizzare per raggiungere il fine ultimo, su scala mondiale, con lantica strategia del "divide et impera".
E, a questo punto, non meraviglia venire a conoscenza delle trattative segrete intercorse tra George Bush ed alte personalità del governo dell
Iran, che poi hanno portato allo scandalo dellIrangate. Gli accordi furono resi possibili da Khomeini e dal suo entourage, comprendente buona parte dei suoi ministri, il capo della polizia, il comandante dellesercito, il procuratore generale del tribunale islamico, il capo della polizia segreta, ecc., sono, o sono stati, affiliati alla Grande Loggia dellIran, che è sottoposta alla dipendenza della Gran Loggia d
Inghilterra.

E
poi noto che lex presidente George Bush è esponente di rilievo della sinarchia internazionale, figura di spicco del C.F.R, della Trilaterale, della potente Pilgrims Society oltre che della Skull and Bones. E anche interessante accennare ad un articolo, firmato M. Dornbierer, apparso, il 29 gennaio 1991, sul giornale messicano "Excelsior" che spiegava lo "smisurato sionismo" di Bush documentando la sua origine ebraica secondo quanto indicato nellEnciclopedia ebraica castigliana. Bush è inoltre un W.A.S.P. (White Anglo-Saxon Protestant), ovvero un americano convinto che la sua origine razziale e le sue convinzioni religiose lo pongano al di sopra degli altri uomini.
Scrive Blondet che "secondo Sutton, lo storico della Skull and Bones, la stessa locuzione Nuovo Ordine Mondiale descrive il fine ultimo che gli affiliati alla società segreta di Yale simpegnano a perseguire... A questo i membri dellOrdine simpegnerebbero a giungere attraverso la gestione di conflitti artificialmente generati, come quello tra nazismo e comunismo.... Per Sutton, questa filosofia segreta dellOrdine rivelerebbe la sua origine tedesca (che Sutton ritiene di poter provare): gli iniziati sarebbero dei tardi seguaci di Hegel, votati a far progredire il mondo attraverso opposizioni, tesi e antitesi, per poi comporle in una sintesi superiore. Lipotesi, affascinante, può essere superflua. A noi sembra sufficiente evocare uno dei motti, delle insegne della Massoneria, che suona: Ordo ab Chao, lOrdine (nasce) dal Caos".
Lidea del "Nuovo Ordine del Mondo" è perseguita con accanimento. Del presidente Bill Clinton, scrive Epiphanius (Op. cit. pag. 497): "la sua educazione lha ricevuta nella britannica Oxford, dove venne ammesso nel super elitario Rhodes Group, una società superiore dellarea del POTERE affine alla Skull and Bones", come scrisse l’’Economist inglese nel suo numero del 25 dicembre 1992. L’’Economist elencava una decina delle maggiori società dinfluenza del mondo occidentale rivelando la loro comune derivazione dallOrdine degli Illuminati di Weisshaupt fondato nel 1776. Clinton appartiene anche al C.F.R., alla Commissione Trilaterale e al Bilderberg". Clinton ha portato con sé Les Aspin (CFR) che, tra laltro, ha firmato la "Dichiarazione di Interdipendenza", che è, in sostanza, - una mozione del Congresso che nel 1962, proponeva di cancellare dalla Costituzione ogni dichiarazione di sovranità nazionale, in quanto ostacolo allinstaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale".
"Il Rhodes Group ci fa sapere ancora Epiphanius, alla nota 145, pag. 497, del suo "Massoneria e sette segrete" (cit.) nacque nel 1891 per iniziativa di Lord Cecil Rhodes, ricchissimo personaggio legato ai Rothschild, assieme a Lord Milner, Lord Isher, Lord Balfour e un Rothschild, intorno allidea-guida di organizzare una federazione mondiale di cui U.S.A. e Impero britannico sarebbero stati il centro propulsore. Il mezzo per attuarla consisteva in una selezione elitaria dei quadri protagonisti degli ambienti universitari, politici, finanziari. Attorno a questo nucleo iniziale permeato delle idee mondialiste e socialiste della Fabian Society, sorsero i gruppi della Round Table che a loro volta, nel 1919, diedero vita ai due odierni pilastri del potere mondialista, cioè gli Istituti Affari Internazionali britannico (R.I.I.A.) e americano (C.F.R.). Il Rhodes Group, al pari della Skull and Bones, controlla il C.F.R., (che a sua volta controlla la Trilaterale), il governo-ombra americano il cui comitato direttivo annovera personaggi in grado di gestire bilanci superiori a quello annuale lordo americano".
Ritornando al progetto del Nuovo Ordine Mondiale, già il 17 febbraio del 1950 il banchiere James Warburg, alla Commissione Esteri del Senato, era stato fin troppo chiaro quando aveva affermato: "Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale, o col consenso o con la forza". Anche con le stragi.
Il Palazzo Federale "Alfred P. Murrah" ad Oklahoma, U.S.A., viene fatto saltare in aria da una tremenda esplosione, il 19 aprile del 1995. Le vittime furono 168. Furono sospettate dellattentato e arrestate tre persone: Timothy McVeigh, Terry Nichols e James Nichols. LFBI ha iniziato "col dichiarare che il meccanismo esplosivo era unauto-bomba imbottita di 1.000 libbre di esplosivo. Poi era unauto con 1.400 libbre. In seguito si trattava di un camion con 4.000 libbre. Adesso è un furgone per traslochi con 5.000 libbre di esplosivo".
Ted Gunderson, ex dirigente dellFBI, al contrario di quanto vuol far credere il Dipartimento di Giustizia Americano e cioè che si è trattato di "una singola semplice bomba fertilizzante", ha affermato che: "la bomba era un congegno elettroidrodinamico a combustibile gassoso (bomba barometrica), che non è possibile sia stata costruita da McVeigh... la bomba utilizzata era un sofisticato congegno A-neutronico, usato dallesercito americano...". Sam Cohen, padre della bomba neutronica, il 28 giugno dello stesso anno, al telegiornale della KFOR-TV ha dichiarato: "Non mi interessa quanto fertilizzante e gasolio hanno usato, non sarebbe mai stato sufficiente. Cariche di demolizione, piazzate sulle colonne chiave, hanno fatto lo sporco lavoro". Antefatto: non è stato molto pubblicizzato che, "il 28 marzo 1994, lAssemblea Legislativa dello Stato dellOklahoma passò una risoluzione che colpiva quello che veniva percepito come un programma di governo mondiale. Fu il primo e forse il solo Stato ad approvare tale legislazione".
Di seguito riporto alcuni estratti relativi alla decisione dellAssemblea Legislativa dellOklahoma:
"Risoluzione N. 1047:

Una risoluzione in relazione alle forze militari degli Stati Uniti e alle Nazioni Unite; si presenta una petizione al Congresso affinché cessi determinate attività concernenti le Nazioni Unite...
Considerato che non cè appoggio popolare per linstaurazione di un "nuovo ordine mondiale"
o di una sovranità mondiale di qualsiasi tipo, sia sotto le Nazioni Unite o sotto qualsivoglia organismo mondiale in qualsiasi forma di governo globale;
Considerato che un governo globale significherebbe la distruzione della nostra Costituzione e la corruzione dello spirito della Dichiarazione di Indipendenza della nostra libertà e del nostro sistema di vita.
...sia deliberato dalla Camera dei Rappresentanti della seconda Sessione della 44ma legislatura dell
Oklaoma:

Che al Congresso degli Stati Uniti sia con la presente rammentato di:
(...). Cessare ogni supporto per l
instaurazione di un "nuovo ordine mondiale"
o qualsiasi altra forma di governo globale.
Che al Congresso degli Stati Uniti è con la presente rammentato di astenersi dal prendere qualsiasi ulteriore iniziativa verso la fusione economica o politica degli Stati Uniti in un organismo mondiale o qualsiasi altra forma di governo mondiale.
(Fonte: Newsgroup alt. conspiracy, via Pegasus computer networks, Australia)".
Cosa dire di questi fatti? Quale oligarchia misteriosa dirige, in segreto, i vari governi delle nazioni?
Lascio al lettore il compito di arrivare a delle conclusioni.
Alla luce di certi accadimenti i governi, la politica e gli stessi politici assumono contorni sbiaditi, sfumati. Misteri che travasano nella storia altri misteri frammisti a bugie. Pochissimi, forse, sanno che "Il fascismo non è nato in Italia e in Germania. Ebbe la sua prima manifestazione in Russia, col movimento dei Cento Neri, completo già allinizio del 900 nelle sue azioni e nei suoi simboli: la violenza politica, lantisemitismo feroce, i neri stendardi col teschio".
Chi tira i fili della storia?
Ricercare certe dinamiche è cosa ardua specie quando riguarda la sfera politica e ciò che sembra del tutto casuale, in molti casi, è stato attentamente preparato. Franklin Delano Roosvelt, presidente americano e 33° del Rito Scozzese, nonché appartenente alla Pilgrim Society e al C.F.R., il governo-ombra americano, affermò: "In politica nulla accade a caso. Ogni qualvolta sopravviene un avvenimento si può star certi che esso era stato previsto per svolgersi in quel modo". Quindi una oscura oligarchia, tira le fila di fantocci, solo apparentemente, alla ribalta della scena politica. Aveva ragione Benjiamin Disraeli, statista inglese del secolo scorso, quando disse: "Il mondo è governato da personaggi ben diversi da quelli creduti da coloro i quali non sanno guardare dietro le quinte". Neppure i partiti contano poi molto. Essi stessi sono a loro volta manovrati, usati, in relazione a degli scopi precisi.
René Guenon ci informa, nel suo articolo "Réflexions à popos du pouvoir occulte" pubblicato, con lo pseudonimo di Le Sphinx, sul numero dell11 giugno 1914, pag. 277, della rivista cattolica "France Antimaconnique", che "Un potere occulto di ordine politico e finanziario non dovrà essere confuso con un potere occulto di ordine puramente iniziatico Un altro punto da tenere presente è che i Superiori Incogniti, di qualunque ordine siano e qualunque sia il campo in cui vogliono agire, non cercano mai di creare dei movimenti (). Essi creano solo degli stati danimo (état desprit), ciò che è molto più efficace, ma, forse, un poco meno alla portata di chiunque. E incontestabile che la mentalità degli individui e delle collettività può essere modificata da un insieme sistematico di suggestioni appropriate; in fondo, leducazione stessa non è altro che questo, e non cè qui nessun occultismo (). Uno stato danimo determinato richiede, per stabilirsi, condizioni favorevoli, e occorre o approfittare di queste condizioni se esistono, o provocarne la realizzazione".
Al riguardo dei movimenti rivoluzionari sempre il Guénon, nel suo libro "LEsoterismo di Dante" (Ediz, Atanòr, Roma 1971), spiega: "...tali movimenti sono talvolta suscitati o guidati, invisibilmente, da potenti organizzazioni iniziatiche, possiamo dire che queste li dominano senza mescolarvisi, in modo da esercitare la loro influenza, egualmente, su ciascuno dei partiti contrari". Sul fenomeno del terrorismo delle Brigate Rosse e su quello di estrema destra, il giudice Pietro Calogero, uno dei magistrati che più ha studiato il problema, ammetteva lesistenza di: "una rete di collegamenti che si raccoglie intorno a un centro di interesse unitario, che permette ai due terrorismi di procedere insieme nellassalto dello Stato".
Quali misteriosi personaggi si celano dietro le quinte dei vari governi?
Serge Hutin racconta, a tal proposito, quanto accadde ad uno scrittore inglese che sotto lo pseudonimo di Robert Payne pubblicò a Londra, nel 1951, unopera intitolata "Zero. The story of terrorism". Payne cercò di dimostrare che la strategia del terrore ha abili registi dietro le quinte dei governi apparenti. Alluscita della pubblicazione si verificarono tutta una serie di "coincidenze" molto strane. Tutte la copie del libro furono acquistate da misteriosi personaggi prima ancora che venisse messo in vendita. I giornali ignorarono lopera nonostante il carattere sensazionale delle rivelazioni in essa contenute. La casa editrice Wingate, una delle più importanti di Londra fallì improvvisamente. Robert Payne morì qualche mese dopo in circostanze a dir poco misteriose. Hutin osserva "La sola spiegazione possibile era che lautore avesse scoperto lesistenza, a livello mondiale, di governanti occulti...".
La domanda che ora si pone è: come si procederà alla frantumazione degli Stati per la realizzazione del Governo Mondiale?
Scrive Blondet: "Michel Albert è un grand commis della politica sovrannazionale... oggi presidente delle Assurances Générales de France, una delle grandi entità finanziarie che hanno promosso il Mercato Unico Europeo. Nel 1989, Albert ha pubblicato un saggio, subito tradotto in Italia dalleditrice il Mulino con il titolo: Crisi, Disastro, Miracolo. Il libro contiene una prognosi sulla fine degli Stati nazionali che rivela unanalisi sicuramente elaborata negli uffici-studi della Trilaterale, e un progetto di ingegneria sociale. "LEuropa 92 lancia il Mercato Unico allassalto degli Stati nazionali. Li smantellerà". Come? Con "lanarchia che risulterà" da "un mercato libero e senza frontiere in una società plurinazionale che non riesce a prendere decisioni comuni". A questo "disastro" pianificato, loligarchia spera seguirà il "miracolo": gli Stati nazionali devastati invocheranno "una moneta comune, una Banca centrale europea e un bilancio comunitario". Il programma, tuttavia, era già chiaro nel lontano 1957: "Creare un mercato monetario e finanziario europeo, con una Banca europea (...) il libero flusso dei capitali tra i paesi membri e, infine, una politica finanziaria centralizzata".
Lattuazione del programma per insediare un "Nuovo Ordine Mondiale" collegato al movimento "New Age" (di cui parlo più diffusamente nel mio saggio "Il serpente e larcobaleno", Ediz. "Segno" di Udine), o chiamata anche "Nuova Era", "Età dellAquario" o Era del "Condor", come dicono gli studiosi delle civiltà pre-colombiane, si articola in più strategie per realizzare questa grande utopia della parodia del Romanum Imperium.
Fantapolitica e tendenza al complottismo? Tuttaltro. Ecco due esempi italiani. Leggete cosa la rivista americana "Eir" scriveva: "Il 2 aprile 1993... il capogruppo Dc alla Camera, Gerardo Bianco, e il suo collega al Senato, Gabriele De Rosa, presentano un esposto alla procura di Roma, chiedendo di appurare se cè una cospirazione politica per distruggere lordine costituzionale italiano (...) Gli scandali rappresentano un tentativo da parte delle forze Anglo-Americane, segnatamente la Fra Massoneria, di orchestrare una generale destabilizzazione della nazione italiana per distruggere il sistema politico esistente e insediare un nuovo ordine, a loro più gradito".
Ai cronisti, che chiedevano a Mancino cosa cè dietro le stragi italiane, lui rispose: "Non escludo un ruolo della finanza internazionale". Strategie occulte della secret fraternity bancaria internazionale. David Rockefeller "credendo di parlare a orecchie fidate, nel 91... ha ammesso: 1) che una cospirazione esiste da quaranta anni; 2) che essa ha lo scopo di instaurare nel segreto un governo mondiale e la sovranità nazionale dei banchieri; 3) che il nemico dei cospiratori è lautodeterminazione nazionale".
Nel frattempo, si verificano nel mondo barbarie, solo apparentemente, prive di sottile regia, occulta naturalmente. Ed è interessante apprendere quanto il misterioso personaggio "esperto di un genere assai speciale", che fa da sfondo al tema trattato da Blondet ne "Gli "Adelphi" della dissoluzione, in una lettera indirizzata allo scrittore suggerisce:
"Può anche darsi che il Nuovo Ordine Mondiale non possa avviarsi a unepocale clash of civilizations, come alcuni insiders già auspicano in America, ma si limiti a sgranare stermini e genocidi locali, killing fields per poveri straccioni, danze di Shiva e di Kali su carnai confinati a luoghi dove luomo è abbondante e sprecabile. (). Unaccusa è sempre pronta, a squalificare e ridicolizzare chi esprime ad alta voce le idee che io sommessamente descrivo: quella di complottista, di allucinato immaginatore di complotti universali. A queste lapidazioni moderne si prestano volontari precisi ambienti giornalistici; espressione di una categoria umana tra le più artificiali, la più ridicolmente sicura di vivere in proprio, mentre è la più totalmente vissuta e agitata dalle idee correnti, dagli états desprit dominanti, dai climi culturali egemoni che Altri hanno pur diffuso nellaria".
Tratto da http://cosco-giuseppe.tripod.com a cura di Giuseppe Cosco 

La famiglia dello scudo rosso: i Rothschilddi Marcello Pamio
Ho letto con molto interesse libri, fascicoli e siti internet su cosiddette teorie cospirative secondo le quali dietro alle vicende politiche ed economiche ci sarebbero potenti logge massoniche. Fin qui nulla di strano. Non si può negare infatti che la maggior parte di queste società segrete fin dalle loro origini erano composte da influenti personaggi della vita pubblica, politica e militare.
La cosa però che ha destato la mia curiosità è l’onnipresenza di un nome ben preciso. Un comun denominatore rappresentato dai Rothschild. Questa famiglia, perché di famiglia si tratta, appartiene secondo molti all’organizzazione elitaria chiamata gli Illuminati di Baviera
[1] e governerebbe l’intero sistema bancario mondiale con tutto quello che ne consegue.
Se è vero che questo gruppo di burattinai muove le fila della finanza, dell’economia e della politica mondiale perché allora il nome non figura mai da nessuna parte? Avete mai letto su giornali o sentito alla televisione dei Rothschild e delle loro vicissitudini? Sarebbero dietro le quinte di tutti i più importanti affari e nessuno ne parla, non è un po’ strano?
Per la verità vedremo alla fine che qualcosa è trapelato dai media.
Chi ha ragione? Gli autori di svariati libri che puntano il dito contro un sistema occulto, in cui la famiglia Rothschild riveste un ruolo di primaria importanza, in grado di controllare l’intero sistema o invece chi al contrario afferma che tali ipotesi sono semplicemente frutto di menti malate in preda ad allucinazioni e manie di persecuzioni?
L’esperienza mi suggerisce che la verità sta sempre nel mezzo!
Quindi prima di avanzare qualsiasi ipotesi in merito andiamo a vedere chi sono e soprattutto cosa fanno oggi i Rothschild.
Per ripercorrere le origini torniamo indietro nel tempo di circa duecento anni spostandosi in Germania, precisamente a Francoforte. L’anno è il 1743.
L’Adamo non proprio biblico della nostra storia è Amschel Moses Bauer, un semplice orafo tedesco con la passione, che oggi possiamo chiamarla predisposizione, per prestiti e finanziamenti. Semplice orafo per modo di dire naturalmente, visto che è il capostipite che ha dato origine a un impero economico da mille e una notte.
 
Un impero nato sotto le ali protettive dell’aquila romana contornata da uno scudo rosso.
Tale infatti è il sigillo che Amschel aveva collocato sull’entrata della propria azienda.

Un logo che divenne presto la rappresentazione figurata dell’attività di Bauer. "La ditta dello Scudo Rosso" veniva infatti chiamata.
D’altronde abbiamo tantissimi esempi anche nostrani di queste associazioni: uno per tutti il Cavallino Rampante per indicare la Ferrari. Quello che non tutti sanno invece è che lo Scudo Rosso in lingua tedesca è Rothschild. Per essere più precisi: Scudo Rosso à Red Schield à Rothen Schild à Rothschild. Questo particolare è molto importante perché quando il figlio di Moses, Mayer Amschel ereditò da suo padre la società cambiò nome in Rothschild, e tale è rimasto immutato fino ai giorni nostri.
Mayer Rothschild da Gertrude Schnapper ebbe cinque figli: Amschel (1773-1855), Salomon (1774-1855), Nathan (1777-1836), Karl (1788-1855) e Jacob (1792-1868).
Non appena i ragazzi furono istruiti a dovere sull’attività economica e finanziaria partirono alla volta di altrettante capitali europee per aprire filiali ed espandere l’impero esclusivamente patriarcale. Le donne avevano un ruolo secondario nella gestione.
Il primogenito Amschel essendo il più anziano rimase a Francoforte per controllare la società base, Salomon invece andò a Vienna, Nathan a Londra, Karl a Napoli e Jakob a Parigi.
La famiglia cresce, e cresce anche la necessità di un nuovo emblema che li rappresenti al meglio. Cinque frecce che s’incrociano intersecandosi in un unico punto è il nuovo stemma. Le frecce rappresentano i cinque fratelli e il punto d’intersezione è lo scopo che unisce tutta la famiglia. Avrete già capito qual è questo scopo.
 

Senza nulla togliere all’operato dei fratelli, è d’obbligo “spezzare una freccia” -visto che siamo in tema- a favore di Nathan il quale si distinse immediatamente per fiuto e capacità imprenditoriali.
Ricordiamo che agli inizi dell’Ottocento l’Europa stava cambiando velocemente e questo poteva creare certamente molte occasioni per uomini intelligenti e soprattutto ricchi.
Nathan approfittò di questa situazione e aprì a Manchester una impresa tessile. Il rapido declino delle esportazioni tessili britanniche durante il blocco continentale costrinsero però Nathan a tornare a Londra per estendere le proprie attività in ambito finanziario. Le attività del figliol prodigo s’impennarono in potenza e prestigio grazie anche al matrimonio con Hannah Barent Cohen (1783-1850), la figlia di uno dei più ricchi mercanti ebrei londinesi
[2].
I conti li sapeva fare molto bene!
Conti che dirottavano sempre più verso operazioni finanziarie speculative su titoli britannici ed esteri, cambi valute, metalli preziosi, ecc.
Qualche esempio? Il Duca di Wellington non avrebbe potuto pagare il suo esercito nella battaglia di Waterloo senza la mano, anzi il portafogli, dei Rothschild
[3]. Dopo questa vittoria, la banca di Nathan vinse il contratto per i pagamenti dei tributi agli alleati europei[4].
Anche il governo francese dovette usufruire dei fondi privati per rimpinguare le casse nazionali svuotate dall’estenuante guerra franco-prussiana
[5]. Salomon Rothschild a Vienna finanziava intanto il debito estero austriaco attraverso contratti di prestito al Principe Metternich[6].
I cinque fratelli pur lavorando a distanza portavano avanti la stessa tecnica, quella della riserva frazionale bancaria. Questo permise la loro autonomia e indipendenza in ogni paese in cui operavano.
Con queste enormi risorse economiche riuscirono a intervenire persino a favore della Banca d’Inghilterra, quando la crisi di liquidità del 1826 piegò le gambe al governo britannico. Grazie ad una immissione di un grosso quantitativo di oro fu scongiurato il peggio
[7].
Ma la storia non finisce qui, perché nel settore pubblico si distinsero per i finanziamenti della rete ferroviaria in Francia, Italia, Austria, per il Canale di Suez, permisero l’acquisto dei terreni minerari in Spagna, Sud America, Sud Africa e Africa Occidentale.
L’oro era così importante e fondamentale per i Rothschild che dal 1919 fino ai nostri giorni la banca ha ospitato e presieduto per due volte al giorno il fixing mondiale del prezzo dell’oro
[8].  Vi rendete conto: stabilivano anche il prezzo mondiale dell’oro!
Addirittura sembrerebbe, e il condizionale è d’obbligo, che una banca della famiglia abbia finanziato John D. Rockefeller per la sua monopolizzazione della raffinazione del petrolio che portò alla fondazione della Standard Oil.
Cosa dire delle ricostruzioni postbelliche? Nelle guerre si sa, non vi sono mai vincitori. Di per sé una guerra è sempre una sconfitta sia per chi la provoca ma soprattutto per chi la subisce. Dall’ottica di un banchiere però, una guerra è sempre una ghiotta opportunità di investimenti, di prestiti, di ricostruzioni. Infatti dopo la Prima Guerra Mondiale, precisamente nel 1922 i Rothschild misero a disposizione fondi per la ricostruzione in numerosi paesi come Francia, Germania, Cecoslovacchia, Ungheria. A questo punto ho dovuto scacciare con la forza dalla mia mente un dubbio tremendo. E’ possibile che banchieri senza scrupoli fomentino a proprio piacimento le guerre, magari finanziando entrambe le fazioni e innescando la miccia fornendo poi i soldi per la ricostruzione? In via molto ipotetica sì. Scatenare una guerra non è così difficile: si forniscono le armi a entrambe le parti e si trova una motivazione sufficiente: religione, petrolio, terrorismo, ecc.
No! La perfidia umana non può arrivare a tanto! Giusto?
A questo punto negare o far finta di non vedere che l’impero dei Rothschild fin dai primi anni del secolo XIX ha influenzato la politica, l’economia e la finanza del mondo intero è un’offesa alla comune intelligenza.
E oggi? Come sono messi, anzi, visto che interessa pure la nostra cara Italia come siamo messi? Forse la famiglia si è ritirata a vita privata e si sta godendo un meritato riposo? Sbagliato. Certamente la vita è rimasta sempre molto privata. Non riesco infatti ancora a spiegarmi come la stampa, sempre più ricca di pettegolezzi e gossip e meno di informazioni utili, non s’interessi della vita di questi personaggi affascinanti e al limite del misterosofico.
Riescono –i media- a scovare una star televisiva che si sta abbronzando nuda dentro la caldera di un vulcano in pieno inverno e nessuno fa un servizio sugli appartenenti alla famiglia più potente del pianeta. Non è un po’ strano? Lungi da me l’idea che gli editor non possano fare servizi su certi banchieri internazionali, rimane allora la spiegazione che forse a nessuno interesserebbe. Strano perché personalmente preferirei leggere qualcosa su i «veri controllori» piuttosto che leggere e/o vedere qualche personaggetto estivo che pur di apparire nei giornali venderebbe la propria anima al diavolo, in questo caso fotografi e giornalisti.
Tornando al discorso di prima, oggi la famiglia Rothschild non ha perso prestigio e potere, semmai con il passare degli anni lo ha consolidato ulteriormente. Incredibile ma vero.
Passano gli anni e i loro sistemi si adeguano. Oggi hanno sviluppato una divisione per il finanziamento d’impresa al servizio di fusioni e acquisizioni. Operazioni queste all’ordine del giorno. Basta aprire un qualsiasi giornale finanziario per leggere che la multinazionale ics si è unita, o è in procinto di farlo, con la transnazionale ipsilon. Fusioni il cui unico risultato è la creazione di megacorporazioni amministrate da pochissimi e composte da migliaia tra affiliate e holding. In fisica per innescare una fusione nucleare tra atomi serve molta energia qui le fusioni necessitano solo di soldi. Moltissimi soldi. Chi possiede tutti questi soldi se non i banchieri?
Vediamo adesso nel dettaglio dove i tentacoli economici dei Rothschild sono arrivati nel 3° Millennio. Per problemi di spazio cito solamente le società più conosciute e/o riguardanti il nostro paese, ma chiunque volesse approfondire consiglio di entrare nel sito ufficiale della famiglia e stamparsi l’elenco completo. Fate scorta di carta!
Tra le straniere spiccano: De Beers quella dei diamanti, la Enron fallita da poco, British Telecom, France Telecom, Deutch Telekom, Alcatel, Eircom, Mannesmann, AT&T, BBC, Petro China, Petro Bras, Canal +, Vivendi, Aventis, Unilever, Royal Canin, Pfaff, Deutch Post
[9], e moltissime altre.
Torniamo adesso un momento in Italia poiché ce n’è per tutti i gusti: Tiscali, Seat Pagine Gialle, Eni, Rai, Banca di Roma, Banco di Napoli, BNL Banca Nazionale del Lavoro, Banca Intesa, Bipop-Carire, Banca Popolare di Lodi, Monte dei Paschi di Siena, Rolo Banca 1473, Finmeccanica
[10]. Vi può bastare? Penso proprio di sì!
Mi avvio a concludere nella speranza che questa piccola e incompleta illustrazione possa almeno aver fatto nascere qualche dubbio e/o curiosità in più su questa incredibile e decisamente atipica famigliola. Non posso confermare ma neppure smentire le pesanti e inquietanti affermazioni che svariati autori pubblicano sui Rothschild. Tengo a sottolineare che la cosa più incredibile è come i media in generale evitano di trattare tali argomentazioni. Passi il discorso sulla cospirazione globalizzata alla George Orwell, ma qui i fatti parlano chiaro. Le trame e gli intrecci economici pure. Sono sotto gli occhi di tutti. Almeno di chi vuol vedere.
Non posso accontentarmi di leggere su La Stampa del 7 giugno 1996 che Lady Rothschild era l’ipotetica spia del KGB a Londra, o su Il Giorno del 29 agosto 2000 la cronaca della morte per overdose all’età di 23 anni di Raphael figlio di Nathaniel Rothschild.
Queste rientrano nel deleterio e purtroppo tanto seguito gossip.
Le cose serie e importanti sono altre.
Marcello Pamio


Note:
[1]
Gruppo elitario fondato, dal prof. di giurisprudenza dell'Università dei Gesuiti, Adam Weishaupt (Spartacus) in Baviera il 1° maggio 1776
[2] Università di Bologna, facoltà di Scienze Politiche: www.spbo.unibo.it [3] Sito ufficiale della famiglia Rothschild: www.rothschild.com [4] Università di Bologna, facoltà di Scienze Politiche: www.spbo.unibo.it[5] Idem[6] Idem[7] Idem[8] Sito ufficiale della famiglia Rothschild: www.rothschild.com[9] Sito ufficiale della famiglia Rothschild: www.rothschild.com[10] Idem