domenica 15 aprile 2012

quartiere di Quattromiglia RENDE COSENZA

LA CATTIVA GESTIONE DEL TERRITORIO



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Rende: denuncia del comitato di quartiere di Quattromiglia

26 OTTOBRE 2011, 23:01 COSENZA ATTUALITÀ        - DA CN 24 -                                                                                      
Costruzione abusiva di Rende
Costruzione abusiva di Rende
Riceviamo dal Comitato di quartire Quattromiglia e pubblichiamo:
"La presente per denunciare che il “MODELLO RENDE” dal punto di vista urbanistico non esiste più dopo la scomparsa di Cecchino Principe si costruisce dentro i fiumi come si può vedere da foto allegate. Un palazzo in fase di costruzione a valle del ponte dell’ SS 19 via Volta situato sulla destra idraulica del Fiume Emoli ad una distanza di 20 MT dal muro di argine. A difesa del muro d’argine destro e quindi del nuovo fabbricato sono stati posizionati in modo non idoneo dei blocchi di calcestruzzo che dovrebbero deviare e difendere in caso di piena il fabbricato. Ci chiediamo in base a quale norma siano state concesse le autorizzazioni per la costruzione essendo quell’area considerata R4 cioè ad alto rischio idrogeologico. Se non ritiene necessario intervenire per bloccare i lavori e avviare gli accertamenti del caso perche trattasi di intervento edilizio che può arrecare danno a cose e persone anche alla luce di quanto sta avvenendo in altri territori dell’Italia vedi Liguria per il maltempo."
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QUESTO ACCADEVA  il 26 -10-2011
QUESTO ACCADE OGGI:             GRAZIE ALLE VOSTRE SEGNALAZIONI......da  facebook e non solo....GRAZIE ALLA SORVEGLIANZA IDRAULICA............


Francesco Di Francesco  Cosenza– da facebook
QUESTA SITUAZIONE E' STATA PIU' VOLTE SEGNALATA DAL SSI. - noi del Servizio di Sorveglianza Idraulica, gestito dall'A.Fo.R. (senza nessuna attrezzatura e mezzi) mentre i Fiumi esondano stiamo a casa perché abbiamo un contratto par-time di venti ore settimanali e quindi lavoriamo SOLO il lunedì 8-16, martedì 8-13 e mercoledì 8-16. Come disse il Direttore di TEN in un servizio "Speriamo che il Padre eterno faccia piovere solo di Lunedì martedì e Mercoledì". Mentre vi scrivo anche il Busento sta esondando in una zona da noi segnalata più volte con PRIMO GRADO di PERICOLOSITA' .... ma il nostro contratto prevede (e chi ci governa) di stare a casa .... CARO BUSENTO ci vediamo lunedì "se DIO vuole" ... Povera CALABRIA

Francesco Di Francesco 


 FOTO ORIGINALI DELLA SEGNALAZIONE.











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Nubifragio standard a Rende



Di Riccardo Barberi (album) · Oggi ·  · Scattate a Rende

Così si costruisce a Rende.

Quattromiglia di Rende, subito dopo il parco fluviale.

Vi sembra normale?






pubblicata da Camera Collettiva FACEBOOK -

 il giorno sabato 14 aprile 2012 alle ore 16.53 ·
Abbiamo ricevuto sulla nostra PaginaFacebook  - in merito alla situazione METEO che si sta verificando in queste ore in città e più in generale in tutta la Calabria- un commento di un membro del Servizio di Sorveglianza Idraulica, Francesco di Francesco. CI rende più chiara la situazione della pericolosità dei due fiumi della Città dei Bruzi, e al contempo la precarietà della loro condizione di lavoratori che mai come in questo momento dovrebbero esser messi in grado di operare sul campo.
Le due foto allegate riguardano un palazzo di Rende costruito in prossimità del fiume che scorre nella città bruzia, del quale lo stesso Di Francesco ci ha inviato una foto risalente a un anno fa allegata al verbale di segnalazione di PERICOLO e fatta dalla SORVEGLIANZA IDRAULICA COSENZA CS 14 (Ufficiale Idraulico Francesco Di Francesco, Sorveglianti: Eugenio Bruno, Luigi Rogano )

..LEGGETE i PARADOSSI della nostra TERRA.....

"QUESTA SITUAZIONE E' STATA PIU' VOLTE SEGNALATA DAL SSI. - noi del Servizio di Sorveglianza Idraulica, gestito dall'A.Fo.R. (senza nessuna attrezzatura e mezzi) mentre i Fiumi esondano stiamo a casa perché abbiamo un contratto par-time di venti ore settimanali e quindi lavoriamo SOLO il lunedì 8-16, martedì 8-13 e mercoledì 8-16. Come disse il Direttore di TEN in un servizio "Speriamo che il Padre eterno faccia piovere solo di Lunedì martedì e Mercoledì". Mentre vi scrivo anche il Busento sta esondando in una zona da noi segnalata più volte coi li PRIMO GRADO di PERICOLOSITA .... ma il nostro contratto prevede (e chi ci governa) di stare a casa .... CARO BUSENTO ci vediamo lunedì "se DIO vuole" ... Povera CALABRIA
Siamo circa 300 professionisti sparsi per la Calabria .... dal 1999 facciamo il monitoraggio della rete idrografica della calabria e con i nostri dati è stato redatto il PAI il Piano di Assetto Idrologico Redatto dall'ABR (Autorità di Bacino Regionale)".
SEGUI INFO E AGGIORNAMENTI METEO Cliccando MI PIACE nella nostra Pagina Facebook www.facebook.com/camera.collettiva -

La REDAZIONE DEL BLOG MONITORAGGIOIDROGRAFICO:

CREDIAMO CHE QUESTO SIA TROPPO ........ PIU' DENUNCIA DI QUESTA..... NON SI PUO' FAR FINTA DI NIENTE O CHE NON SIA AVVENUTO NULLA........ COME PUO' FUNZIONARE QUESTO SERVIZIO  REGIONALE IN QUESTE CONDIZIONI!!!!

sabato 14 aprile 2012

Esodati, Fornero: ''Li creano le aziende''. Confindustria: ''Sorpresa e sgomento''


Reggio Calabria, 14 apr. (Adnkronos) - ''Se non la approvano la riforma viene cancellata e il governo va a casa''. Lo ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero, oggi a Reggio Calabria per un convegno sull'occupazione giovanile, ribadendo che l'unico vincolo per il governo è l'approvazione del ddl lavoro in Parlamento: ''Non parlo dei vincoli politici perché noi siamo un governo tecnico - ha affermato - I vincoli sono quelli che dobbiamo portare la riforma in Parlamento e averla approvata''.

"Stamattina ho scoperto che forse ho sbagliato tutto - ha proseguito Fornero -. E' una cosa che mi tormenta da qualche giorno. Voi avete incontrato qualcuno che sia contento della riforma? Io non ho incontrato nessuno. Da sinistra ci accusano di essere stati troppo poco incisivi nella lotta alla precarietà, da destra ci accusano di essere stati troppo incisivi nel ridurre la flessibilità in entrata. Le due cose si tengono insieme. Da una parte si chiama precariato, dall'altra flessibilità".


''Ci siamo molto interrogati - ha detto ancora Fornero - ci siamo chiesti: stiamo facendo le cose giuste? Per il Paese, intendo, non per i sindacati, per le imprese, grandi o piccole, o per la Cgil piuttosto che la Cisl o la Uil o per le partite Iva, che non erano nemmeno rappresentate al tavolo''.


Fornero ha sottolineato: "Noi abbiamo lavorato bene, qualcuno ha cambiato idea rispetto alle posizioni che aveva assunto durante gli incontri. E' anche possibile cambiare idea, è anche possibile cambiare qualcosa della riforma, nessuno dice che la riforma, così come è stata presentata, è intoccabile".


All'indomani della manifestazione unitaria dei sindacati a Roma, Fornero torna sulla questione esodati e dice: ''Li creano le imprese che mandano fuori i dipendenti, sul tema pensionistico pubblico, a carico della collettività". Su questa tematica, ha ribadito, "bisogna trovare un equilibrio". "Sugli esodati - ha continuato il ministro - abbiamo sentito molte cifre, che peraltro non sono state date ufficialmente dal ministero. Il ministero le ha date ieri a seguito di un lavoro tecnico che è abbastanza preciso. Sappiamo che ci sono persone che, per effetto di accordi che non erano ricompresi nella norma, rischieranno di trovarsi in questa situazione, e io ho promesso che mi impegnerò. Ma di nuovo non è che la norma possa contenere tutti quelli che rischiano di perdere il posto di lavoro in prossimità della pensione".


Durante il convegno sull'occupazione giovanile è andata in scena anche una protesta: un gruppo di lavoratori precari della Regione Calabria ha fatto una irruzione silenziosa nella sala Calipari di palazzo Campanella per lamentare la mancata stabilizzazione. Il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti ha parlato con il ministro Fornero in privato, esponendole la situazione dei lavoratori precari e poi ha spiegato ai sindacalisti che il ministro entro il 15 maggio convocherà un incontro sul precariato. La precedente trattativa era saltata a causa della crisi di governo. Uscendo dal convegno, i sindacati hanno ringraziato a distanza il ministro Fornero che ha risposto "grazie per la vostra civiltà".


Le dichiarazioni di Fornero sugli esodati non sono piaciute a Confindustria. ''Queste parole - si legge in una nota - danno una rappresentazione del mondo delle imprese che non solo non trova riscontro nella realtà, ma è anche offensiva. Le imprese quando riducono il personale lo fanno solo per necessità''.


Quanto poi ai costi del nostro sistema di welfare, Confindustria, si legge nella nota, ''ha già avuto modo di documentare al ministro, proprio in occasione degli incontri per la riforma del mercato del lavoro, l'importante onere economico che le imprese sostengono per pagarsi gli ammortizzatori sociali''.


''Se in un periodo di profonda crisi si cambiano le regole 'in corsa', è responsabilità di chi decide di cambiare le regole prevederne le conseguenze. Se non lo si fa, non si può imputare alle imprese alcuna colpa. Nè si possono mettere in discussione gli accordi che, nel pieno rispetto delle leggi, imprese e sindacati hanno stipulato per attenuare gli impatti sociali derivanti dalla crisi. L'aver limitato l'applicazione del precedente regime previdenziale solo ad alcuni soggetti, senza darsi pensiero di tutti i lavoratori coinvolti nelle procedure di mobilità, è stata una scelta del legislatore, non certo delle imprese'', afferma Viale dell'Astronomia.


''Ora si tratta di trovare le risorse economiche per affrontare la questione e mettere la parola fine a quel balletto di numeri cui assistiamo in questi giorni. Con estrema chiarezza si deve dire che non si tratta di una concessione rispetto alle legittime sollecitazioni che giungono da lavoratori, organizzazioni sindacali e imprese, bensì di un atto dovuto'', prosegue la nota.


Secondo Confindustria ''il ministro non ha necessità di individuare alcuna nuova soluzione normativa, visto che la riforma delle pensioni del dicembre scorso ha già affrontato e risolto la questione, prevedendol'applicazione dei vecchi requisiti pensionistici 'ai lavoratori collocati in mobilità ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità. Assicuri quindi, il ministro, la salvaguardia già concessa'', conclude la nota.

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R

VICENDA MARO': Maroni: figura da peracottai.......


Maroni: figura da peracottai «I limiti del governo dei professori emergono evidenti anche in politica estera, ci fanno fare una figura da peracottai»: lo scrive l'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni, sul suo profilo Facebook, riferendosi alla vicenda dei due marò arrestati in India. «Sono convinto - ha aggiunto l'esponente della Lega - che con il ministro Frattini la vicenda marò si sarebbe risolta subito e positivamente. Solidarietà ai nostri valorosi soldati». Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/YJesh
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Sono passati quasi due mesi dalla carcerazione dei marò, reclusi in un carcere in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori sparando dalla petroliera Lexie, che si trovava in acque internazionali, durante il servizio anti-pirateria affidato agli uomini del battaglione San Marco.


Resta irrisolta la giurisdizione del processo, per la quale si attende ancora sentenza. La contesa vede le due parti protagoniste in netta antitesi:

l’Italia la reclama trovandosi la nave, al momento dell’accaduto in acque internazionali con bandiera italiana battente, oltretutto trattasi di militari in servizio antipirateria; l’India, dal canto suo, non vuole rinunciare a processare i militari italiani, portando avanti una battaglia il cui verdetto sembra scritto già prima ancora della formulazione delle accuse.

La nave Lexie, ancora in stato di fermo in acque indiane a disposizione per ulteriori perizie, ha atteso a lungo l’autorizzazione a salpare, giunta dal giudice di primo grado della corte di Kerala e subito annullata per vizio di competenza, giacché il giudizio spetterebbe alla magistratura di Kollam.

Nel frattempo trapelano notizie ufficiose circa i risultati degli esami balistici, condotti ad opera del Forensic Sciences Laboratory, sulle armi sequestrate sulla nave Lexie e che confermerebbero che le armi da cui sono partiti i colpi che hanno ucciso i due pescatori, sono i due fucili Beretta ARX-160, in dotazione al reggimento San Marco.

Il rapporto sarebbe ora nelle mani della magistratura indiana.
Condotti i test di tiro, gli esami balistici e i test sulle impronte digitali viene rilevata, dagli indiani, la compatibilità tra i proiettili recuperati dalle vittime e le rigature delle canne di due fucili.
La tesi però, si presenta confusa e vacillante; due caratteristiche che hanno contrassegnato dall’inizio della vicenda e l’investigazione e l’iter giuridico.
 La tesi balistica che confermerebbe la colpevolezza dei marò è metaforicamente paragonabile ad un gatto che si arrampica sui vetri.
L’incongruenza basilare è sul tipo di calibro (e arma). marò italiani carcere in india
La perizia indiana afferma che quello utilizzato per uccidere i pescatori è un calibro 7,62; mentre quelli in dotazione ai marò, nonché le stesse rinvenute a bordo della nave Lexie, sono i Beretta AR 70/90 avente il calibro 5,56. Da ciò si può dedurre che l’accusa monta le basi della propria tesi su un proiettile inesistente.
Le autorità dell’India stanno dunque trattenendo in carcere i fucilieri della Marina, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, senza prove concrete a loro imputabili.
Tra i fucili sequestrati a bordo della Lexie: sei fucili AR 70/90 e due mitragliatrici Minimi ma nessun ARX-160, da cui sarebbero partiti i colpi secondo l’accusa indiana.
L’Ingeniere Di Stefano, perito tecnico di nota fama che ha seguito le operazioni di studio balistico della vicenda, ha redatto un rapporto tecnico che smonta le già vacillanti tesi degli indiani.
“Molti elementi non quadrano. A cominciare dall’autopsia effettuata dall’anatomopatologo del Tribunale indiano, il professor Sisikala, che ha recuperato il proiettile dal corpo di uno dei due pescatori uccisi, definendolo calibro 0,54 pollici, pari a 13 millimetri cioè un calibro oggi inesistente…..Il proiettile è stato repertato con misure indicate in modo criptico e furbesco…. Se Sisikala avesse espresso le misure del proiettile in forma canonica, cioè con calibro e lunghezza in millimetri, avrebbe scritto calibro 7,62 e lunghezza 31 millimetri. Il caso sarebbe già chiuso dal 16 febbraio, giorno successivo al fatto e giorno dell’autopsia. Invece del diametro ha reso nota la circonferenza (credo sia la prima volta al mondo) e invece dei millimetri ha usato i centimetri.

Di Stefano conferma che il proiettile appartiene ad una mitragliatrice russa PK, ben diversa dalla Beretta AR 70/90 o dalle mitragliatrici Minimi, in dotazione al reparto italiano.

Il sospetto, che trova conferma nella realtà, è che le autorità indiane sono state a conoscenza fin da subito che il calibro non appartiene ai proiettili italiani. Un’ispezione alle canne dei fucili Beretta avrebbe dissipato ogni dubbio.
Il garbuglio e la confusione generate per camuffare una realtà evidente, cioè l’innocenza dei militari, è palese anche dall’estromissione dei tecnici dell’Arma dei Carabinieri alle indagini, ammettendone la presenza solo in veste di osservatori.
A completare la malafede indiana aggiungiamo le versioni più volte cambiate degli occupanti del peschereccio a bordo del quale si trovavano le vittime, tra le quali ricordiamo l’ora dell’attacco riferito: le 16,15 che coincide con una posizione ben distante Marò italiani in carcere in India: ultime novità e perizia balisticadalla Lexie, posizionata a 27 miglia più a nord della piccola imbarcazione.
Successivamente all’evento, la Guardia Costiere chiede a 4 delle 5 navi presenti nella zona, tra cui la Lexie, di entrare nel porto indiano per indagini, escludendo l’imbarcazione greca Olimpyc Flairs, nonostante questa avesse appena denunciato di aver subito un attacco pirata.
La Corte di Kerala ha paragonato la morte dei due pescatori ad un atto di terrorismo, determinato da presunti spari contro l’imbarcazione senza segnale di preavviso, mentre gli occupanti dormivano, in pieno giorno. Alla definizione di terrorismo l’India è approdata per giustificare l’applicazione della giurisdizione indiana in acque internazionali, come prevede il trattato Sua Act (Suppression of Unlawful Acts against the Safety of Maritime Navigation).
Nel frattempo i marò sono stati sottoposti ad un ulteriore interrogatorio da parte della polizia indiana al quale si sono rifiutati di rispondere: “Non riconosciamo il tribunale che ci interroga; la posizione del nostro governo è che la giurisdizione su questa vicenda è italiana“.
L’assenza di prove, la strafottenza e l’aria di supremazia che caratterizza la gestione indiana della faccenda, cominciano a infastidire tutti.
Vogliamo i marò liberi, a casa nostra.
Marò italiani in carcere in India: ultime novità e perizia balisticaSarebbe opportuno l’Italia assumesse un atteggiamento più duro con l’India, anche a costo di mettere da parte l’arte della diplomazia, in favore di una celere risoluzione.
La denuncia alle Nazioni Unite circa la reiterazione della violazione dei diritti, sarebbe una tematica da far valere, sottolineandone il peso e non una “toccata e fuga” dell’argomento.
L’assenza di tutela dei servizi in mare come quello dell’antipirateria, è disarmante.
A tal proposito il Cocer, organo di rappresentanza militare, ribadisce al capo di Stato maggiore delle Difesa, generale Abrate, che se la vicenda si concluderà con un processo indiano dei due marò, le scelte saranno: o la revisione di regole di ingaggio o la loro rinuncia.
Il 13 aprile a Kerala si sospenderanno per un mese di ferie i lavori degli uffici pubblici, tra i quali quelli in tribunale, che vedranno la sostituzione dei giudici con i vacation judges, giudici supplenti peraltro poco affidabili.



venerdì 13 aprile 2012

POLIZIA IDRAULICA.....

 Logo della Provincia di Perugia (grifo) - Torna alla pagina principale


Polizia idraulica
Il servizio di Polizia Idraulica consiste in un'attività tecnico amministrativa che si espleta attraverso visite periodiche di controllo da parte di ufficiali e sorveglianti idraulici.
Tale servizio è finalizzato:
- Alla sorveglianza di fiumi e torrenti al fine da un lato di mantenerne e migliorarne il regime idraulico ai sensi dell'art. 57 e 61 del T.U. 523/904, e dell'altro, di garantire il rispetto delle disposizioni del capo VII del T.U. 523/904, dell'art. 105 del T.U. 1775/33 del R.D. 1285/20 capo IX e del D.L. 275/97 collaborando, inoltre, con gli enti preposti al controllo ed al rispetto delle leggi n. 431/85 e n. 152/99 e successive modifiche;
- Alla custodia degli argini di fiumi e torrenti la cui conservazione prescindendo dalle classificazioni in 1^ e 2^ categoria sia ritenuta rilevante per la tutela della pubblica incolumità (vedi legge n. 677/96 art. 10 TER);
- Alla raccolta delle osservazioni idrometriche e pluviometriche, al fine di attivare nei tratti arginati le procedure di cui al R.D. 2669/37 relativo al servizio di piena e tratti non arginati e quindi sprovvisti di tale servizio di avviare le azioni atte a mitigare i danni provocati dalle esondazioni allertando gli organi di protezione civile;
- Verifica con gli Enti preposti lo stato della vegetazione esistente nell'alveo e nelle sponde, al fine di programmare, in riferimento allo stato vegetativo, alle capacità di resistere all'onda di piena ed alla sezione idraulica del corso d'acqua, il taglio o la manutenzione di quelle piante che possono arrecare danno al regolare deflusso delle acque ed alla stabilità delle sponde;
Verifica il rispetto delle concessioni ed autorizzazioni assentite ai sensi del Capo VII del R.D. 523/904;
- Verifica il rispetto delle prescrizioni e delle direttive emanate dalle Autorità di Bacino competenti;
Propone interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione;
- Accerta eventuali contravvenzioni alle norme di cui al Capo VII del R.D. 523/904;
Controlla il rispetto delle concessioni assentite ai sensi del T.U. 1775/33, con particolare riguardo all'art. 105 (tutela delle acque sotterranee).
Nelle zone di espansione:
- Verifica che i progetti e le opere di modificazione delle aree di espansione non riducano o paralizzino le capacità di invaso e di laminazione delle aree stesse e non prevedano abbassamenti del piano di campagna, tali da compromettere la stabilità degli argini o delle sponde;
- Verifica in collaborazione, con gli Enti preposti che le coltivazioni arboree presenti o da impiantare siano compatibili con il regime idraulico dei corsi d'acqua con particolare riferimento alla loro stabilità in occasione di eventi di piena.
PROMEMORIA
Ufficiale Idraulico (stato giuridico agente di p.s. ai sensi dell'art. 96 R.D. 2669/1937)
ESPLETA:
- Il servizio di vigilanza e di guardia lungo i corsi d'acqua;
- Il servizio di piena e pronto intervento idraulico per la salvaguardia della pubblica incolumità;
- Durante il servizio previene e reprime illeciti e reati in ordine alla tutela dei corpi idrici, degli alvei, delle opere e manufatti idraulici;
- Il servizio di Polizia Idraulica  con funzioni di Pubblica Sicurezza, Polizia Stradale e di Polizia Giudiziaria;
- Coordina il servizio di vigilanza e di guardia lungo i corsi d'acqua-

LA REDAZIONE DI MONITORAGGIOIDROGRAFICO:
DA NOI IN CALABRIA TUTTO CIO' E' UTOPIA

Benzina, sì del governo alla nuova tassa 5 cent al litro per la Protezione civile





APPROVATA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI L'IPOTESI DI RIFORMA DELL'ENTE PER GESTIRE LE EMERGENZE

Benzina, sì del governo alla nuova tassa
5 cent al litro per la Protezione civile

L'allarme del Codacons: «Spesa pari ad almeno 73 euro annui ad automobilista solo di costi diretti»

MILANO - Nella riforma della Protezione civile, approvata in via preliminare dal Consiglio dei ministri, è confermata l'ipotesi dell'aumento di 5 centesimi al litro della benzina per fronteggiare le emergenze. Lo chiarisce il comunicato finale del Consiglio dei ministri.
IL CODACONS - L'eventuale aumento, secondo il Codacons, determinerebbe un aggravio di spesa pari ad almeno 73 euro annui ad automobilista solo di costi diretti. «Un simile provvedimento sarebbe semplicemente folle - afferma il Presidente Carlo Rienzi - Disporre per legge il rincaro dei listini alla pompa, quando i prezzi hanno raggiunto livelli record che sfiorano i 2 euro al litro, e dopo una successione incredibile di nuove accise introdotte per finanziare qualsiasi cosa, avrebbe effetti disastrosi sui prezzi al dettaglio in tutti i settori, sui consumi delle famiglie e sulle tasche degli automobilisti, categoria sempre più spremuta come un limone». «Qualora l'ipotesi varata dal Cdm dovesse divenire realtà, utilizzeremo tutte le armi in nostro possesso per evitare l'ennesima stangata a danno dei cittadini», conclude Rienzi.
MONTI- NAPOLITANO - La riforma della Protezione civile è stata illustrata dal presidente del Consiglio Mario Monti che è intervenuto agli stati generali del volontariato di Protezione Civile a Roma: «Colgo un'assonanza tra la vostra funzione di volontari per la messa in sicurezza del territorio e la mia funzione di volontario, assieme al sistema politico e parlamentare, per la messa in sicurezza del Paese». Se Mario Monti è un «volontario» per la messa in sicurezza del Paese, «allora io sono un richiamato dalla riserva...». Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano prende la parola agli Stati generali del volontariato di Protezione Civile, e «raccoglie» la battuta del premier che si era autodefinito «volontario». Scherza Napolitano: «Essendo uscito dal servizio permanente effettivo, sono stato richiamato dalla riserva...».
VOLONTARI - Il presidente Monti si è poi soffermato sull'importanza del ruolo svolto dai volontari di Protezione Civile nel far fronte ai rischi connessi «alla natura dei cambiamenti climatici e al profilo stesso del territorio del nostro Paese». Monti ha ricordato come i volontari siano stati fondamentali «nel passato e anche in occasione di recenti episodi drammatici che hanno segnato e ferito l'Italia. Ricordo i giorni del terremoto in Abruzzo o, in un passato più remoto, l'alluvione dell'Arno». Qui, il presidente del Consiglio ha voluto inserire una piccola nota autobiografica: «Ero un militare in servizio di leva quando ho avuto il mio primo contatto con il volontariato civile, era il 4 novembre del 1976», i giorni drammatici dell'alluvione di Firenze, quando migliaia di giovani provenienti da tutta Italia e da tutta Europa misero le loro braccia al servizio del Paese.
Redazione Online  -corriere della sera-
13 aprile 2012 | 18:08

IL METEO FOTO



Al Centro-Sud


Roma. Nuova perturbazione in arrivo sull'Italia, con piogge e temporali che 
interesseranno prevalentemente le regioni centro meridionali. Sulla base delle 
previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso una nuova 
allerta meteo: la perturbazione di origine africana porterà infatti a partire da 
stanotte piogge e temporali, localmente anche molto intensi, prima su Sardegna e 
Sicilia e successivamente su Lazio, Campania, Basilicata e Calabria. I fenomeni 
saranno accompagnati da fulmini e forti raffiche di vento. Dalla mattinata di 
domani si segnalano inoltre venti molto forti che interesseranno le due isole 
maggiori, Campania, Basilicata e Calabria. Il Dipartimento seguirà l'evolversi 
della situazione in contatto con le prefetture, le regioni e le strutture locali di 
protezione civile. (Fonte Ansa)  -

METEOSAT ITALIA


UNA BANDIERA PER LORO........



NOI NON DIMENTICHIAMO CHE LORO SONO ANCORA DETENUTI ILLEGALMENTE!!!!

mercoledì 11 aprile 2012

GAZZETTA DEL SUD dell'11- APRILE 2012

CLICCA SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA E LEGGERE PERFETTAMENTE L'ARTICOLO DELLA GAZZETTA DEL SUD