mercoledì 14 novembre 2012

Cemento e inondazioni in Liguria - Ferruccio Sansa

Puntuali come ogni autunno, sono arrivate le piogge. A Novembre non sono eventi inattesi, eccezionali, sorprendenti. E’ autunno e piove… dovrebbe essere normale. Quello che non è normale è che il dissesto idrogeologico del nostro Paese, la mancata manutenzione del territorio e l’abusivismo edilizio, vengano improvvisamente dimenticati per lasciar spazio a termini come “calamità” e “emergenza”. A tale proposito riportiamo l’articolo “Questa povera Italia perennemente sott’acqua” di Fabio Balocco, apparso su Il Fatto Quotidiano del 12 novembre 2012.

Bastano due, tre gocce di pioggia che l’Italia va letteralmente sott’acqua. E allora ecco le petulanti voci che invocano piagnucolose lo stato di calamità. Dal sito del Dipartimento della Protezione Civile: “Lo stato di calamità, è una condizione conseguente al verificarsi di eventi naturali calamitosi di carattere eccezionale che causano ingenti danni alle attività produttive dei settori dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura.”
Per la carità, io so per esperienza diretta cosa vuole dire temere di rimanere sott’acqua, perdere tutte le proprie cose, se non la vita. Correva l’anno 2000 e vivevo ai Pich, una frazione di Cirié, a nord di Torino. Ci fu l’ennesima alluvione, e trascorsi fuori casa una notte attendendo la possibile ondata di piena che sommergesse la casa. Per fortuna non ci fu.
Ma anche allora io non me la presi con il padreterno, che non ne può nulla, tanto più se non esiste, né con il fiume, che faceva il suo dovere, ma con i nostri politici, figli di buona donna.
Il nostro, un paese instabile geologicamente, eppure cementificato, asfaltato, bucato tipo Emmenthal come pochi altri.
Così recitava Antonio Cederna nel suo ‘La distruzione della natura in Italia’ del 1975, dopo aver parlato della cronica mancanza di geologi in Italia: “In queste condizioni, i funesti eventi che a intervalli regolari devastano l’Italia, seminando morti e rovine non appena piove tre giorni di fila smentiscono ogni pretesa fatalità e appaiono come l’effetto logico della vergognosa incuria dei vari governi che si sono succeduti… Ai boom edilizi, autostradali, industriali attuati al di fuori di qualunque indirizzo di programmazione e ispirati da interessi settoriali, l’Italia ha risposto sfasciandosi.”
Era il 1975, e Cederna purtroppo parlava al deserto. Sono trascorsi 37 anni e la situazione è drammaticamente peggiorata. Dal 1956 ad oggi la superficie impermeabilizzata dal cemento e dall’asfalto in Italia è aumentata del 500%: sissignori, del cinquecento per cento. I sindaci continuano a fare comunella con i costruttori, il governo depotenzia le regole anziché renderle più stringenti, e via verso l’ennesima catastrofe annunciata. Il dolo è evidente ma nessuno paga.
Un esempio per tutti: Genova è letteralmente spalmata di cemento ed asfalto, l’acqua non sa dove scorrere se non in superficie. Ed allora ecco le ricorrenti alluvioni. La colpa mi direte è mica dell’acqua, che fa quello che può, ma di quei sindaci che hanno permesso tutto questo sfacelo. Che hanno permesso dolosamente che si continuasse a costruire e che si intubassero i rii. Tanto, poi, loro non pagano.
Ed oggi Clini, a fronte dell’ennesimo annegamento annunciato, chiede che l’Europa allenti all’Italia il patto di stabilità per finanziare un programma, “urgente e necessario”, per la sicurezza e la manutenzione del territorio. Se l’Europa fosse obiettiva, ‘in to culo’ (mitico Albanese) che concederebbe all’Italia una deroga al patto di stabilità.
E’ dagli anni cinquanta dello scorso secolo che si deve tutelare il territorio: dovevano pensarci prima, e non ora che oramai i buoi sono scappati dalla stalla, che i danni sono fatti e sono destinati a moltiplicarsi nei prossimi anni. Patetico, come al solito, il pappagallo Bersani: “Bisogna prendere una iniziativa capace di riavviare la cura del territorio e di trovare le risorse necessarie per farlo.” Dagli anni cinquanta del 1900, le voci inascoltate di Antonio Cederna, di Mario Fazio ed oggi di Edoardo Salzano e di Salvatore Settis.
Dagli anni cinquanta del 1900 nulla è stato fatto nella direzione della tutela, ma solo nella direzione della depredazione. Proprio il partito di Bersani è responsabile della distruzione di una regione un tempo bellissima come la Liguria. Almeno avesse il buon gusto di tacere. Sapete che vi dico? I nostri politici andrebbero bene a fare del cabaret.

Cemento e inondazioni in Liguria - Ferruccio Sansa




Reggio, Lanucara: ''Il Governo si impegni sul dissesto idrogeologico del territorio calabrese''

RITENIAMO MOLTO INTERESSANTE QUESTO ARTICOLO apparso su STRILL il 7 NOVEMBRE 2012 E CONDIVIDIAMO MOLTI PUNTI EVIDENZIATI IN QUESTA NOTA -
                                                                                 
Di seguito la nota di Antonia Lanucara, già presidente della Commissione Pari Opportunità della Calabria: La crisi che ci attanaglia ci costringe a guardare al nostro passato recente per affrontare meglio la nostra difficoltà quotidiana.

Mi ha colpito il modo con il quale l’on. De Gasperi guardava alla “competenza” mettendola in relazione ad un progetto di governo nel dopo guerra.
Così come rileggendo la storia del sindacato Italiano, diretto da Di Vittorio, si può cogliere quanto lo stesso sindacato sia stato fondamentale per lo sviluppo del nostro paese.
Anche oggi si dovrà pensare ad un progetto figlio di una nuova cultura, un progetto che non serva solo a consolarci ma che sia in grado di lenire le “sofferenze”.
Il disastro rappresentato dal deficit della spesa pubblica non può essere superato con tasse inique che si abbattono soprattutto sui poveri senza speranza.
Occorre costruire una nuova cultura che ci protegga dalle attuali difficoltà e che sappia stimolare i disoccupati al combattimento democratico.
Oggi la mancanza di lavoro ha leso la dignità umana di donne e uomini.
Ancora oggi mettere al centro il pane ed il lavoro significa mettere al centro l’”anima”, senza lasciarla a personaggi che se ne occupano solo quando fa loro comodo.
Va salvaguardata l’inviolabilità della persona e ci vogliono luoghi nei quali se ne parli.
Voglio immaginare che se ne parli in più luoghi politici contemporaneamente; quest’azione è la nuova cultura, quella che serve per superare la pesantezza del dominio attuale.
Dobbiamo ridire che bisogna adeguare stipendi e salari al reale costo della vita, senza che “questo dire” sia un peccato mortale.
Dare voce alla sofferenza delle persone che vogliono cambiare la loro esistenza specialmente nel sud, questo è l’obiettivo per l’attuale cambiamento.
A tal fine, il governo deve impegnarsi con urgenza sul dissesto idrogeologico dei territori calabresi.
I sindaci di Scilla e Bagnara Calabra dovranno mettersi alla testa di un movimento popolare e democratico finalizzato alla prevenzione del disastro più volte annunciato.
L’obiettivo della prevenzione e della sicurezza è anche fonte di sollievo alla disoccupazione non assistita.
Il concetto dell’inviolabilità è un concetto sul quale si è sviluppato il pensiero Greco, Ellenico, Romano, Cristiano.
L’inviolabilità della persona può dare un nuovo senso alla democrazia e ai partiti così come detta la nostra Costituzione.
Le genti meridionali non chiedono consolazioni ma esigono programmi che diano loro certezze di vita.
Solo se pensiamo all’umanità con un grande senso di responsabilità, di certo troveremo termini appropriati e comprensibili per descrivere ogni situazione.
Le persone non si rottamano, comunque mai, indipendentemente dalla loro età e dalla loro condizione di genere.
Rottamare ci riporta ad un concetto di violenza e di prevaricazione.
Non usiamolo più.

martedì 13 novembre 2012

Magnitudo(Ml) 4.4 - CALABRIA - REGGIO DI CALABRIA 13/11/2012 08:06:33 (italiana)


Allerta Meteo: da domani rischio piogge alluvionali al sud, mappe Beram impressionanti per Calabria, Sicilia e Basilicata



Meteosat Europa - Animazione + Temperatura sommità delle nubi Animazione + temp. nubi

Gli ultimi aggiornamenti meteorologici per i prossimi giorni sono davvero molto preoccupanti per quanto riguarda l’arrivo del maltempo provocato dal ciclone Afro/Mediterraneo sull’Italia meridionale. Le mappe appena sfornate dai principali centri di calcolo illustrano la possibilità, anzi l’alta probabilità, di piogge torrenziali tra domani sera e sabato mattina su tutte le Regioni meridionali e in modo particolare su Calabria, Sicilia e Basilicata. Le immagini a corredo dell’articolo riguardano l’ultimo aggiornamento delle prestigiose e sempre molto precise mappe Beram,  gentilmente concesse da http://www.meteocenter.it/, che prevedono accumuli di oltre 350mm nelle zone più colpite, che sarebbero quelle Joniche di Calabria e Basilicata, tra Pollino e Sila. Ma anche tutto il resto della Calabria, la Sicilia orientale, il Canale di Sicilia e in generale tutto il sud avrebbero piogge torrenziali a causa del transito del vortice perturbato dal Mediterraneo occidentale verso levante. Quanto accaduto nei giorni scorsi al centro/nord alimenta ansia e preoccupazione; inoltre fino a poche ore fa nessun modello lasciava pensare alla possibilità di precipitazioni così abbondanti e violente, quindi anche la macchina del sistema di allerta e prevenzione potrebbe muoversi in ritardo se non si attiva immediatamente. Giovedì e venerdì saranno due giornate di tremendo maltempo al Sud. Continuate a seguirci per ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore, con gli avvisi dettagliati e nuove mappe con tutte le allerte per le Regioni meridionali.





Magnitudo(Ml) 4.4 - CALABRIA - REGGIO DI CALABRIA
13/11/2012 08:06:33 (italiana)
13/11/2012 07:06:33 (UTC)

Map Location
Hai sentito il terremoto? Clicca qui.

Comunicato


Un terremoto di magnitudo(Ml) 4.4 è avvenuto alle ore 08:06:33 italiane del giorno 13/Nov/2012 (07:06:33 13/Nov/2012 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Piana_di_Gioia_Tauro.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo. 

Dati evento


Event-ID7225465060
Magnitudo(Ml)4.4
Data-Ora13/11/2012 alle 08:06:33 (italiane)
13/11/2012 alle 07:06:33 (UTC)
Coordinate38.265°N, 15.842°E
Profondità75.7 km
Distretto sismicoPiana_di_Gioia_Tauro
Comuni entro i 10Km

BAGNARA CALABRA (RC)
COSOLETO (RC)
DELIANUOVA (RC)
MELICUCCA' (RC)
PALMI (RC)
SAN PROCOPIO (RC)
SANT'EUFEMIA D'ASPROMONTE (RC)
SCIDO (RC)
SEMINARA (RC)
SINOPOLI (RC)
Comuni tra 10 e 20km

CALANNA (RC)
CAMPO CALABRO (RC)
CARDETO (RC)
FIUMARA (RC)
GIOIA TAURO (RC)
LAGANADI (RC)
MOLOCHIO (RC)
OPPIDO MAMERTINA (RC)
RIZZICONI (RC)
SAN ROBERTO (RC)
SANTA CRISTINA D'ASPROMONTE (RC)
SANT'ALESSIO IN ASPROMONTE (RC)
SANTO STEFANO IN ASPROMONTE (RC)
SCILLA (RC)
TAURIANOVA (RC)
TERRANOVA SAPPO MINULIO (RC)
VARAPODIO (RC)

Edmondo Caruso ha pubblicato qualcosa in SORVEGLIANZA IDRAULICA REGGIO CALABRIA

Non capisco l'agitazione di qualche giovane...
Edmondo Caruso12 novembre 21.10.58
Non capisco l'agitazione di qualche giovane sindacalista in preda a qualche affermazione sul territorio. Adesso che la strada è stata spianata si cerca di organizzare una manifestazione dal sapore retrò. Forse non si è a conoscenza di alcuni dettagli che colleghi hanno già evidenziato. Oppure non si è consapevoli che se sciopero doveva essere questo lo si doveva fare qualche mese fa......Facile scioperare domani...troppo facile.

lunedì 12 novembre 2012

Maltempo, Clini: «Misure urgenti contro il dissesto. Ue ci liberi da vincoli Patto stabilita»


EMERGENZA TERRITORIO

Maltempo, Clini: «Misure urgenti contro il dissesto. Ue ci liberi da vincoli Patto stabilita»

Il ministro dell'Ambiente: «Superare poteri straordinari per interventi. Le risorse non bastano, è stato fatto troppo poco»

Corrado Clini, ministro dell'Ambiente (Imago)Corrado Clini, ministro dell'Ambiente (Imago)
«È necessario e urgente un programma nazionale per la sicurezza e la manutenzione del territorio, che rappresenta una misura infrastrutturale per la crescita». Così il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini nel tardo pomeriggio di una giornata di maltempo che ha messo a dura prova tutto il centro nord. Clini ricorda che «su proposta del presidente Monti, il Consiglio Europeo del 29 giugno ha richiesto alla Commissione Europea di individuare le azioni possibili per liberare risorse pubbliche destinate alla protezione del territorio, "interpretando" i vincoli del Patto di Stabilità in modo da favorire investimenti nella prevenzione con effetti positivi sulla crescita superiori ai costi necessari per la riparazione dei danni». «La risposta della Commissione Europea - sottolinea - è urgente, anche perchè il congelamento di risorse pubbliche disponibili per la prevenzione ha effetti economici negativi contrari agli obiettivi stessi del Patto di Stabilità».
«Purtroppo quello che è stato programmato e avviato è ancora parziale e frammentario», dice Clini. «Gli interventi per la prevenzione del rischio idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio, identificati congiuntamente con le Regioni procedono con difficoltà e a «macchia di leopardo» e in una nota, il ministro, ne passa in rassegna i motivi. In parte ciò si spiega «perchè le risorse finanziarie che abbiamo messo a disposizione delle Regioni sono gestite attraverso poteri straordinari che si sovrappongono a quelli ordinari di governo degli usi del territorio di competenza delle Regioni», e perchè «in ogni caso, le risorse finanziarie assegnate sono assoggettate ai vincoli del Patto di stabilità, e comunque non sono sufficienti».

giovedì 8 novembre 2012

PAPA' VOGLIO FONDARE UN PARTITO COSI' MI BECCO IL FINANZIAMENTO E TU NON PAGHI L'IMU


Report a Di Pietro: «Pubblichi
i movimenti bancari dell’Idv»


Infophoto

Nuova puntata nel botta e risposta tra Antonio Di Pietro e la redazione di Report. Oggi è la volta della replica di Sabrina Giannini, la giornalista che ha realizzato il servizio «Gli insaziabili» e l’intervista che ha messo in difficoltà il leader dell’Italia dei Valori. Con un articolo dal titolo «Case e polemiche, le carte non mostrate», la Giannini risponde oggi su Corriere.it. «Di Pietro dice di replicare con la «carta che canta» dal suo sito. Appunto, carta canta», scrive la giornalista. L’ex pm si lamentava del fatto che ai suoi figli siano stati attribuiti quindici appartamenti. Nell’inchiesta, sottolinea la Giannini, si parla invece ditre appartamenti ai figli più piccoli: uno cointestato a Bergamo e uno a testa a Milano.  «Replicare con un falso alle “perle di disinformazione” e “scientifica opera di killeraggio politico” è un po’ come cadere nella casella probabilità del Monopoli», ironizza Sabrina Giannini. Che allega le visure delle proprietà di Antonio Di Pietro(mentre sul sito del partito, scrive, se ne trovano solo alcune». Di Pietro precisa che i suoi appartamenti sono 11 e non 56, ma nella puntata di Report si parla anche dei terreni. «Per evitare fraintendimenti, e a conferma di una impostazione garantista, la sottoscritta ha tolto dal dato complessivo le proprietà della moglie e del figlio più grande, Cristiano, e precisato che le proprietà dell’ex magistrato “sono 45, un dato che comprende anche i terreni, le cantine, i garage”. Giocare sui numeri delle proprietà distoglie l’attenzione dal loro valore, quantificato dal perito all’incirca in cinque milioni di euro, ma con una stima prudenziale», scrive la Giannini. E poi c’è la questione dell’appartamento di 180 metri quadri di via Merulana a Roma acquistato nel 2002, ristrutturato con i fondi del partito. Di Pietro dice a Report che lì c’era la sede del partito. Ma lo stesso ex pm aveva indicato al magistrato proprio quello stabile come suo domicilio dal 2000. Quale la verità? «Potrebbe chiarirlo Di Pietro, allontanando così il sospetto di un’analogia con Bossi: per una faccenda analoga il leader della Lega Nord è sparito dalla scena politica», ribadisce la giornalista. Insomma, per dimostrare ai «suoi elettori, sensibili alla morale», di fronte ai quali Di Pietro «si è sempre posto come moralizzatore» l’ex simbolo di mani pulite «certamente non mancherà di mostrare l’unica carta che può davvero cantare dissipando ogni dubbio sull’uso a fini personali dei soldi pubblici erogati al partito: tutta la movimentazione bancaria del partito-associazione dal 2001 ad oggi». Anche perché «i bilanci e le rendicontazioni che mostra oggi, quelle che lui chiama “pezze d’appoggio”, valgono poco o niente, e Di Pietro lo sa da quando raccolse ladeposizione di Bettino Craxi nel corso del processo Cusani: «I bilanci erano sistematicamente dei bilanci falsi, tutti lo sapevano ivi compreso coloro i quali avrebbero dovuto esercitare funzioni di controllo nominati dal presidente della camera, ma agli atti parlamentari non risulta».

IMPEGNI NON PIU' RINVIABILI....

RIPROPONIAMO QUESTO ARTICOLO.....PER RINFRESCARE LA MEMORIA!!!!

di FRANCESCO RIDOLFI -
Con una lettera inviata a tutte le autorità nazionali dal presidente della Repubblica a quello del consiglio, dai ministri competenti per settore fino al responsabile della Protezione civile e alla Corte dei conti, i lavoratori del Servizio di sorveglianza idraulica calabrese lanciano il loro allarme sulla «gravissima situazione della sorveglianza idraulica in Calabria».  I dipendenti del servizio denunciano «la grande fragilità e l’estrema vulnerabilità del nostro territorio calabrese che si manifesta in maniera drammatica ogni qualvolta si verifica nella nostra regione un evento atmosferico straordinario». Sulla base di questo pressupposto «è tempo, prima che accadano nuovi lutti e disgrazie, che si attivi una politica seria e concreta di tutela del suolo e di salvaguardia della pubblica incolumità. La Regione Calabria ha avviato (con contratto di lavoro interinale) il servizio di controllo dei corsi d’acqua della regione. Tale servizio si è rilevato di fondamentale importanza per la redazione del P.A.I. (Piano Assetto Idrogeologico). Dal 2002 al 2009 la stessa Regione, con bandi di gara, ha inteso gestire il servizio in regime di outsourcing (con personale ex interinale). Successivamente – spiegano i lavoratori – ha disposto il “reclutamento del personale – Presidi idraulici” al fine di garantire continuità al servizio pubblico essenziale di monitoraggio della rete idrografica regionale. Il 20 dicembre 2010 l’AFOR (Azienda Forestale della Regione Calabria) previa regolare selezione pubblica per tramite gli ex uffici di collocamento territoriali, ha provveduto ad avviare in servizio circa 300 lavoratori su scala regionale con le qualifiche di: Ufficiale idraulico, Sorvegliante idraulico ed addetti ai centri di digitalizzazione». Ma una delle problematiche evidenziate dai lavoratori è che «in tutte le regioni d’Italia il servizio di sorveglianza idraulica è garantito, ininterrottamente, 24 ore su 24. In Calabria questo non accade». Secondo quanto sostenuto dai lavoratori del comparto, infatti, il servizio di sorveglianza idraulica viene effettuato solo tre giorni a settimana, malgrado «il servizio di sorveglianza idraulica sia ritenuto “servizio essenziale di pubblica utilità” per fini di Protezione Civile». Quello che chiedono i lavoratori è sostanzialmente «la trasformazione del contratto di assunzione da part-time a full-time», cosa che, secondo i responsabili del servizio sarebbe possibile visto «che i lavoratori che prestano servizio sono stati assunti dopo regolare selezione pubblica». L’attuale rischio in caso di calamità, «come è già accaduto in passato», potrebbe essere «che il personale addetto alla vigilanza idraulica non possa essere utilizzato perché in quel giorno non è in servizio». A ciò bisogna aggiungere anche un’altra problematica. «Mentre in altre regioni del Paese i sorveglianti idraulici sono muniti di una serie di strumentazioni sofisticate atte a segnalare tempestivamente eventuali punti critici (frane, ostruzioni, impedimenti, ecc.) e a monitorare costantemente le condizioni delle aste fluviali e sono collegate, tramite apposito software, in modo da rendere fruibili i dati alla Protezione Civile, alle Province, alla Regione, alle sedi provinciali dell’Afor e all’Autorità di Bacino, in Calabria ciò non avviene (solo una macchina fotografica e un GPS ad Ufficiale che non copre tutte le squadre di sorveglianza che operano sul territorio)». PAssando al piano umano «questi poveri lavoratori – si legge nel testo – oltre 300 padri di famiglia con stipendi base di 700 euro, sono costretti ad utilizzare i mezzi propri per raggiungere le aste da monitorare e ad esporsi a rischi notevoli, e più delle volte impossibilitati ad anticipare spese e mezzi per la mancanza dei pagamenti degli stipendi». Ricordando le denunce politiche su tale stato di cose messe in campo in passato, poi, la missiva chiarisce che «ad oggi nulla o poco è cambiato» e gli autori del testo si chiedono «a che serve piangere all’indomani che si verificano lutti e tragedie? Non sarebbe meglio programmare e prevenire invece che aspettare che il mondo ci frani addosso?»

La REDAZIONE DI MONITORAGGIOIDROGRAFICO:

CHIEDIAMO RISPOSTE CHIARE, VELOCI E SICURE, PER UN SERVIZIO COSI' STRATEGICO PER QUESTA REGIONE - AUSPICHIAMO CHE IL GOVERNATORE SCOPELLITI COLGA QUESTA OCCASIONE PER RIMARCARE LA SUA FEDELTA'AGLI IMPEGNI IRRINUNCIABILI E NON PIU' RINVIABILI........!  SIAMO CERTI CHE LUI SARA' ATTENTO E PROPOSITIVO A TUTTI QUESTI SEGNALI CHE GIUNGONO DI ALLARMANTE DISAGIO SOCIALE E RELATIVAMENTE AI PROBLEMI  CHE AFFLIGGONO DA DECENNI  IL NOSTRO MORTIFICATO TERRITORIO .

SICILIA....Forestali, in arrivo gli stipendi arretrati

I FORESTALI IN SICILIA HANNO LE STESSE PROBLEMATICHE DI QUELLI CALABRESI.....PERO' IN SICILIA PER PROTESTA S'INCATENANO ASSIEME AI SINDACALISTI..... IN CALABRIA NON LO FANNO........MEDITATE SINDACATI.... MEDITATE......
DA OGGI TORNANO AL LAVORO 

Forestali, in arrivo gli stipendi arretrati


forestali protestano a catania
8 novembre 2012 - 
Si è conclusa nel tardo pomeriggio di ieri la protesta di alcuni sindacalisti di Flai Cgil, Fai Cisl e  Uila Uil davanti la sede dell’Azienda Forestale di Catania. I tre segretari, Mannino, Di Paola e Marino, insieme ad altri sindacalisti si sono incatenati davanti agli uffici per protestare contro i ritardi nei pagamenti e per la ripresa  dell’attività lavorativa. L’iniziativa, si legge in una nota congiunta delle tre sigle sindacali, è stata “determinante per risolvere le questioni poste”. Per quanto attiene i pagamenti si è fatta finalmente chiarezza sui motivi  che impedivano il pagamento delle spettanze arretrate dal mese di giugno. Il contemporaneo incontro a Palermo presso l’assessorato  al Bilancio ha prodotto che nell’immediatezza, e comunque,   entro la giornata di oggi  si produrranno gli atti amministrativi per superare i problemi del Patto di stabilità motivo principale per il ritardo accumulato, e  contemporaneamente gli uffici dell’azienda forestale si sono impegnati a svolgere gli adempimenti necessari per emettere gli ordinativi di accredito entro brevissimo tempo. Altra buona notizia: sono state trasmesse alla ragioneria regionale i decreti per i pagamenti dal mese di settembre in poi. Per quanto attiene la prosecuzione dell’attività lavorativa dei lavoratori dell’azienda, anche a seguito della comunicazione del dipartimento regionale, i sindacati e il dirigente provinciale dell’Azienda forestale Ettore Foti hanno concordato che da oggi riprenderanno  al lavoro sino al completamento delle giornate di legge i 78 isti  e verrà  comunicato il proseguimento dei lavoratori a 151 gg e 101gg. Decisioni che garantiscono intanto  le giornate previste dalla legge. “Va sottolineato che a seguito dell’incontro presso l’assessorato al Bilancio a Palermo su pressioni delle  organizzazioni sindacali – si legge nella nota – si è dato mandato al ragioniere generale della Regione siciliana di individuare le ulteriore risorse,  il rispetto dell’accordo sia per i lavoratori della manutenzione che dell’anticendio. Si è concordato, infine, che entro i primi giorni della prossima settimana si svolgerà un incontro  per verificare la reale possibilità di concretizzare quanto concordato e l’effettiva volontà sin qui dichiarato”.


martedì 6 novembre 2012

LA GIUSTA CONTESTAZIONE....

DEDICATO A LUI.....



E ANCHE A LUI.......



Fini contestato ai funerali di Rauti
Saluti romani: «Vai via Badoglio»

E' dovuta intervenire Isabella, la figlia dell'ex segretario del MSI: «Non è questo il momento, abbiate rispetto». 


Funerali di Rauti ((oto Massimo Percossi-Ansa)



Emergenze in Calabria; Il Presidente Scopelliti e gli assessori Fedele, Mancini e Trematerra hanno incontrato i sindacati a Catanzaro

 Presidenza -
Data pubblicazione: 05-11-2012
Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti e gli assessori Luigi Fedele (Trasporti), Giacomo Mancini (Bilancio), Michele Trematerra (Agricoltura e Forestazione) hanno incontrato, questo pomeriggio a Catanzaro, presso Palazzo Alemanni, le confederazioni regionali Cgil, Cisl, Uil ed Ugl.
Nel corso della riunione, alla quale hanno preso parte anche i dirigenti generali Giovanni Laganà (Trasporti) e Pietro Manna (Bilancio), è stato illustrato il cronoprogramma degli interventi che la Regione sta predisponendo nei vari settori.
Al centro del confronto con le parti sociali le emergenze sul territorio regionale, in particolare il trasporto pubblico locale, la forestazione ed il comparto socio sanitario.
Sul versante Tpl si è deciso, si legge nel verbale sottoscritto da Regione e sindacati, “pur nelle difficoltà di bilancio della spesa corrente, la seguente calendarizzazione delle risorse finanziarie: entro il 10 novembre il pagamento di una mensilità ai lavorati di Ferrovie della Calabria più gli oneri previdenziali per tutte le aziende del Tpl per un importo complessivo di 6 milioni e 770 mila euro; il pagamento, entro la fine di novembre, di una quota della trimestralità gomma pari a 9 milioni 165mila euro; l’anticipazione della seconda trimestralità gomma pari a 12milioni di euro; la terza trimestralità ferro (FdC) pari a 6milioni e 700mila euro. Infine, il presidente Scopelliti e l’assessore Fedele hanno ribadito alle organizzazioni sindacali che lo avevano richiesto che sarà sottoscritto, nei termini previsti dalla legge, l’accordo con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, entro la fine dell’anno, per il passaggio delle quote azionarie dallo Stato alla Regione”. Per quanto riguarda i pagamenti nel settore forestazione è stato deciso che saranno erogati a breve 6.200.000 euro di anticipazione per la formazione di novembre; entro fine settimana si provvederà, invece, alla corresponsione della mensilità di agosto ed entro fine mese le 2 mensilità di settembre ed ottobre. Nel settore socio sanitario è stato deciso di dare un segnale anche a quelle strutture socio assistenziali la cui spesa che non rientra nei vincoli del patto di stabilità.
“Abbiamo immaginato un percorso per venire fuori da questa fase così delicata che attraversa la nostra regione così come il resto del paese – ha dichiarato il Presidente Scopelliti – ma siamo costretti a confrontarci con dei limiti molto stringenti. Se il rispetto del patto di stabilità quest’anno è stato molto complicato, per la prossima annualità sarà ancora più difficoltoso. Sulla base di questi elementi stiamo mettendo in campo gli strumenti più idonei, cercando di individuare le azioni che siano maggiormente condivise con le parti sociali. La Regione Calabria, grazie al percorso virtuoso messo in campo, beneficerà dello sblocco dei fondi comunitari per circa180 milioni di euro, risorse che però potremo spendere solo in parte. Il nostro maggiore limite, che non riguarda solo la Calabria ma anche altre Regioni, è rappresentato dal rispetto del Patto di stabilità”. Scopelliti ha poi precisato che non sussiste alcun problema per il pagamento degli stipendi per il personale regionale, vicenda sollevata dai sindacati nei giorni scorsi.

lunedì 5 novembre 2012

Alcune zone del nostro Aspromonte si prestano a questa interessante coltivazione.......




Alcune zone del nostro Aspromonte si prestano a questa interessante coltivazione.......





  • Crocus sativus L. - Fam. Iridaceae
  • Caratteristiche botaniche: pianta perenne, sterile, con bulbo-tubero sferico, bruno. Dai fiori lilla si ricavano 3 stimmi. Foglie sessili strettamente lineari, raccolte in ciuffi.
  • Quando si parla di zafferano, in pochi sanno realmente di cosa si tratta e quali sono i metodi di coltivazione di quest'antichissima spezia.

    Lo Zafferano che noi usiamo per dare quell'inconfondibile sapore a tante prelibate pietanze altro non sono che gli stimmi ( parte terminale dell'apparato riproduttivo femminile di colore rosso intenso lunghi dai tre ai cinque millimetri ) . Il Crocus sativus che fa parte della famiglia delle Iridacee, ha fiore viola, solitario e foglie lanceolate e fiorisce nel periodo autunnale .




    Si raccoglie da metà Ottobre fine alla fine del mese , in questo periodo la mattina presto, lo zafferano viene pazientemente raccolto a mano facendo attenzione a non rovinare il prezioso stimma . La lavorazione totalmente manuale spiega l'alto costo dello stesso, servono, infatti, circa 120.000/150.000 fiori per ottenere un chilogrammo di prodotto finito .
    Ogni bulbo produce tre fiori.
     

    In Italia esistono piccole produzioni di zafferano localizzate in Abruzzo nell'Altipiano di Navelli, in Sardegna, in Toscana nella zona del Senese e anche in Umbria. Le analisi, dimostrano nello zafferano un'altissima percentuale di Carotenoidi che, contenendo Crocina, sono dei formidabili antiossidanti naturali, di vitamine B1 e B2 che contribuendo alla metabolizzazione dei grassi, lo rendono anche un ottimo digestivo.
     
  • Il Crocus sativus e una pianta sterile ( si riproduce solo agamicamente ) triploide .
    La pianta da cui è stata selezionata è il Crocus cartwrighitianus originario del Medio Oriente.
    In particolare si pensa che le prime selezioni per arrivare ad ottenere la pianta attuale siano iniziate nell'isola di Creta secoli addietro successivamente la pianta sia mutata diventando triploide e sterile.
    Successivamente si diffuse in Spagna e successivamenbte 
    fu introdotta in Italia da un frate Domenicano intorno al 1300, la coltura di esso si diffuse in Abruzzo con rapidità ed in molte altre zone della penisola; ma per varie cause nei secoli successivi decadde gradatamente .
    Questa spezia nell'antichità era conosciuta non tanto per la culinaria ma per le sue eccezionali proprietà medicinali; difatti era considerata antispasmodico, emmenagogo e nel rinascimento era ritenuto quasi una panacea.
    Lo zafferano prodotto nella Piana di Navelli è ritenuto il migliore di tutto il mondo per le sue qualità
  • LA COLTIVAZIONE DELLO ZAFFERANO
    Si pianta ad Agosto fino a fine Settembre ( zone più calde del nostro paese ). 
    La coltivazione dello zafferano si adatta al clima mediterraneo, in particolare nelle aree montane a 500-700 metri sul livello del mare, con media piovosità nel periodo invernale e con periodo estivo secco.
    Sono da evitare, inderogabilmente, terreni umidi, asfittici e pesanti. Sono graditi i terreni sabbiosi -limosi.
    La pianta ha una ottima resistenza al freddo e le piante resistono a temperatura invernali - 15-18 gradi Centigradi.
    I freddi molto precoci possono compromettere la fioritura.

    Sul piano della tecnica colturale, lo zafferano, erbacea perenne che si origina da bulbi-tuberi, richiede un consistente impiego di manodopera, concentrata per almeno il 50 per cento nel periodo della fioritura dei bulbi e della produzione della spezia, ed un efficace e costante controllo delle infestanti.
    Per questo motivo lo zafferano è generalmente coltivato in appezzamenti di modesta superficie, una modalità questa interessante per il recupero di terreni montani marginali, spesso abbandonati o destinati all'abbandono.
    E' consigliato piantare i bulbi a circa cm. 5-8 di profondità e una distanza tra i bulbi di circa cm. 5.
     

    Per la facilitare la raccolta si suddivide il terreno in "porche" ( striscie) da tre file distanti tra loro cm. 20 , Tra le porche verrà realizzato un solco più profondo per far defluire l'acqua piovana e permettere ai bulbi di vegetare senza ristagni d'acqua.
     


    La spezia dello zafferano si ottiene dai tre stimmi rossi del fiore.
    I fiori si raccolgono la mattina quando sono ancora chiusi.
    Nello stesso giorno si farà la "sfioratura"che consiste nell'asportare i tre stimmi. Il resto petali ed antere di colore giallo non sono utilizzati.

    In giornata gli stigmi dovranno essere essiccati per la consevazione, si consiglia su una fonte di calore intorno ai 50 gradi Centigradi.



    Il bulbo sotto terra dopo la fioritura inizierà gradualmente a ridursi e la parte aerea a crescere . In primavera il bulbo centrale avrà perso peso e si inizieranno a sviluppare altri tre quattro bulbi che pian piano cresceranno sempre di più , mentre la parte aerea ( foglie ) inizierà ad ingiallire ed ad essiccarsi .
    Quando le foglie saranno secche sotto terra si saranno sviluppati i nuovi bulbi che in Agosto verranno scavati e ripiantati su un altro terreno ( si ricorda che lo il Crocus potrà ritornare sullo stesso appezzamento dolpo circa sei otto anni ). 
  • Resa: in genere per ottene circa 10 grammi di Zafferano sono sufficienti circa 300-350 bulbi su una superficie di 10-12 metriquadri di terreno ( comprensivi anche degli spazi per passare agevolmente tra le file per la raccolta ) . Il prezzo medio a cui è possibile vendere il prodotto varia tra i 12-16 euro per grammo.
    Il raccolto verrà effettuato già dal primo anno.
    In Luglio - Agosto dell'anno successivo all'impianto i bulbi saranno escavati dal terreno , puliti e dopo qualche giorno saranno ripiantati su un appezzamento diverso .
    I bulbi posso tornare sullo stesso terreno solo dopo 6-8 anni.
    I bulbi dopo il primo anno di coltivazione si saranno moltiplicati ed avranno in media radoppiato il proprio numero.
  • Questa spezia dalle mille qualità la si potrebbe definire elisir di lunga vita; infatti, vengono attribuite allo zafferano proprietà quali: contrastare l'invecchiamento, stimolare il metabolismo, favorire le funzioni digestive, ridurre la pressione sanguigna e abbassare le quote di colesterolo e trigliceridi che vengono assorbiti con l'alimentazione.
    L'elevato contenuto in carotenoidi: crocetina, crocina e picrocrocina, conferisce a questa magica polvere gialla la virtù di antiossidante per antonomasia; i carotenoidi si legano ai radicali liberi e li neutralizzano innalzando così le difese immunitarie.
    Grazie ai numerosi principi attivi, questa spezia aumenta la secrezione della bile e dei succhi gastrici stimolando e favorendo così le funzioni digestive.
    Nella mitologia greca il dio Ermes utilizzava lo zafferano come afrodisiaco per risvegliare il desiderio e l'energia sessuale, questa spezia infatti, ha dimostrato di agire sulle ghiandole surrenali, stimolando la produzione di ormoni quali l'adrenalina e il cortisolo che tonificano la sfera sessuale.
    Pur regalando alle pietanze bontà e sapore, lo zafferano ha il grande pregio di non aggiungere grassi e di fornire pochissime calorie, infatti l'apporto calorico di questa spezia è praticamente nullo: 1 bustina da 15 gr è pari a 0,4 kcal, per questo sempre più spesso lo zafferano viene utilizzato nelle diete alimentari.
    La medicina cinese e la moderna fitoterapia usano lo zafferano per le sue proprietà disintossicanti; gli effetti depurativi e antinfiammatori sono sfruttati anche dalla medicina indiana che prevede questa spezia in molti piatti allo scopo di favorire la digestione e prevenire le infezioni intestinali.
    Lo zafferano dà il meglio di sé in piatti a base di riso, crostacei e frutti di mare, carni bianche in umido come pollame coniglio e vitello. È indicato anche per esaltare condimenti di verdure dal gusto più tenue, come quelli con le zucchine o il radicchio di Treviso. Ne basta infine un pizzico nell'impasto di dolci lievitati, in biscotti, creme o gelati.

sabato 3 novembre 2012

A PROPOSITO DI PDL........ la parola alla base

A PROPOSITO DI PDL........ la parola alla base

Cari amici, non mi trovo d’accordo con chi continua a denigrare il nostro stesso partito perché vuol dire essere autolesionisti dobbiamo guardare avanti con un occhio al passato ed alle cose buone che il presidente Berlusconi ha costruito e ci ha lasciato in eredità e che oggi alcuni esponenti affamati ed assetati vogliono distruggere in nome della scalata al potere.
Di certo però non possiamo dare la colpa ad Alfano e non vedere che le guerre intestine al PDL stanno portando alla deriva questo grande e glorioso partito, un partito che non è vittima della crisi del non voto ma vittima di tutti coloro che stanno dimostrando di starci dentro per amore alle poltrone.
Se non rinnoviamo il pdl con uomini come Alfano con chi dovremmo rinnovarlo con la Santanchè ? Alfano si è ritrovato a gestire un partito pieno si sanguisughe e di falliti che si sono sistemati grazie a Berlusconi il quale ha dato loro la possibilità di essere qualcuno e soprattutto di togliersi le pulci da
Dobbiamo rinnovare guardando tenendo dentro tutte quelle risorse buone del partito come Alfano, Fitto, Galan, La Russa, Lupi  anche la Santachè che va bene da colonnello ma non da leader e tanti altri buoni politici che sanno difendere bene il nostro partito nelle sedi opportune ed a tal proposito mi complimento con MICHELA BIANCOFIORE che nelle trasmissioni televisive sa tener testa a chi farnetica e dice cavolate sul PDL per puro populismo.

Adesso però dobbiamo uniti guardare avanti e costruire un PDL forte e rinnovato con l’aiuto di berlusconi che rimarrà sempre la stella cometa da seguire, lo vedremo alle urne se il rinnovamento c’è ! di certo non possiamo rottamare tutti ! su un ‘altra cosa è fondamentale recuperare e cioè il contatto con la base, Alfano deve capire che chi rappresenta il partito sul territorio di fatto non è rappresentativo affatto….è questo che bisogna cambiare gli uomini , i traditori come MICCICHE’ che se non avesse tradito il centrodestra in sicilia avrebbe preso il 40% …. è necessario ripristinare infine il rapporto e la coalizione con la LEGA NORD che qualcuno come alcuni vecchi democristiani opportunisti vogliono distruggere per aprirsi la strada alla leadership, alla lega va dato atto ed ha ragione il presidente berlusconi quando dice che la lega è una risorsa da non perdere.
partiamo da questi dati i siamo ottimisti e vedrete che il PDL non è tanto distrutto come dice chi vuole estirparci la leadership per avere il potere.
Alfano noi siamo il PDL , noi dettiamo le regole non in ogni coalizione che si costruirà e che a mio avviso deve essere composta da PDL , LEGA , LA DESTRA , e movimenti come ADC , DC , PSI e laddove lo volessero gli amici dell’UDC che di certo fidatevi alle prossime elezioni ne uscirà distrutto perché credetemi sono pochi gli amici dell’UDC disposti a votare a sinistra -
di Francesco Casa

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Mino Forte    - da facebook
Posso sbagliarmi ma qui in Calabria succede un fatto - che se non fosse drammatico - non esiterei a definirlo surreale e comico. Ci sono trecento sorveglianti idraulici, in forza alla famigerata Afor, che, nonostante senza un euro dal mese di agosto, seguitano a lavorare imperterriti. Vorrei dire a Gianantonio Stella e Sergio Rizzo...vi pare poco?
(MINO FORTE)

venerdì 2 novembre 2012

REGIONE BASILICATA - POLIZIA IDRAULICA, PRESENTATO IL SECONDO CICLO DI ATTIVITÀ


De Filippo: "Gli interventi hanno riguardato 598 chilometri di fiumi e sono un esempio virtuoso di tutela della risorsa idrica". 

 L’attività di Polizia Idraulica e di controllo del territorio (P.I.), introdotta dalla Legge n.365/2000, consiste in una attività straordinaria di sorveglianza e ricognizione lungo i corsi d’acqua, attraverso studi e sopralluoghi finalizzati a rilevare le situazioni che possono determinare maggiore pericolo, incombente e potenziale, per le persone e le cose, ed a identificare gli interventi più urgenti da realizzare.
La Legge n.365/2000 fa dunque obbligo alle Regioni, di intesa con le Province, con la collaborazione degli uffici dei Provveditorati alle OO.PP., del Corpo Forestale dello Stato, dei Comuni e di tutti gli uffici aventi competenza nel settore idrogeologico, di provvedere ad effettuare, nell’ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, attività mirate a porre particolare attenzione su:
a) le opere e gli insediamenti presenti in alveo e nelle relative pertinenze;
b) i restringimenti nelle sezioni di deflusso prodotti dagli attraversamenti o da altre opere esistenti;
c) le situazioni di impedimento al regolare deflusso delle acque;
d) le situazioni di dissesto, in atto o potenziale,delle sponde e degli argini;
e) l’efficienza e la funzionalità delle opere idrauliche esistenti, il loro stato di conservazione;
f) qualsiasi altro elemento che possa dar luogo a situazione di allarme.
Fiume Sauro - Località Tuorlo Fiume Basento - Località Pantano Calciano
Fondazione scalzata Soglia divelta
Il coordinamento di tali attività è svolto dall’Autorità di Bacino competente, che assicura anche il necessario raccordo con le iniziative in corso e con quelle previste dagli strumenti di pianificazione vigenti o adottati, provvede a definire i compiti e i settori di intervento delle singole strutture coinvolte, stabilisce la suddivisione delle risorse.
L’Autorità di Bacino della Basilicata ha avviato il primo ciclo di attività di polizia idraulica (P.I.) sul territorio di competenza, nell’anno 2003, in attuazione della delibera del Comitato Istituzionale n.20 del 17/7/2003.
Durante tale ciclo è stata effettuata una accurata ricognizione lungo le aste fluviali dei fiumi Bradano, Basento, Cavone, Agri, Sinni e Noce, che ha permesso di censire 775 situazioni riferite ad opere ed insediamenti presenti in alveo e nelle relative pertinenze, dissesti in atto o potenziali di sponde e arginature nonché restringimenti delle sezioni di deflusso e/o impedimento al regolare deflusso delle acque.
Con delibera del C.I. n.23 del 13/9/2004 l’AdB ha avviato il secondo ciclo di attività di P.I. per l’anno 2004.
I sopralluoghi effettuati hanno interessato solo le situazioni classificate critiche nel corso del primo ciclo, al fine di valutare i trend evolutivi dei fenomeni riscontrati e di intervenire, compatibilmente con le risorse economiche disponibili, su quelle in cui il peggioramento riscontrato avrebbe potuto minacciare o arrecare danni alle persone, ai beni ed alle cose esposte.
Le ricognizioni hanno permesso di individuare i tronchi d’alveo in erosione o in sovralluvionamento del fondo ed ogni altra situazione di impedimento al regolare deflusso delle acque.
In attuazione della delibera n. 18 del 03/10/2005, è stato effettuato il terzo ciclo di attività di P.I. relativo all’anno 2005, durante il quale, oltre alla verifica delle criticità riscontrate nel corso delle precedenti campagne, sono stati effettuati nuovi rilevamenti lungo i principali affluenti del reticolo primario di competenza dell’AdB (Basentello, torrente Salandrella, Fiumarella di Tortora, Sauro, torrente Fiumarella, Sarmento e Serrapotamo). Sono stati inoltre individuati i tronchi d’alveo soggetti ad evidenti fenomeni erosivi, di sovralluvionamento del fondo alveo ed ogni altra situazione di impedimento al regolare deflusso delle acque.
Nell’autunno del 2006, in attuazione della Delibera del Comitato Istituzionale n. 22 del 16/06/2006, è stato effettuato il quarto ciclo (anno 2006) di ricognizione che ha permesso ancora una volta di monitorare le criticità riscontrate nelle precedenti campagne e di estendere le ricognizioni lungo il reticolo idrografico secondario.
Il quinto ciclo di attività, relativo all’anno 2007, svolto dal personale dell'AdB, è stato avviato nel mese di dicembre 2007. Le indagini hanno interessato sia le situazioni "critiche" riscontrate negli anni precedenti e sia le "nuove" interessanti il reticolo idrografico minore.
I rilievi relativi al sesto ciclo di attività - anno 2008, hanno avuto inizio nel mese di gennaio 2009, periodo in cui il territorio è stato interessato da una piovosità intensa e prolungata. La situazione ha provocato rilevanti danni alle strutture e infrastrutture interagenti con i corsi d'acqua a causa di allagamenti di vaste porzioni di territorio poste a tergo degli stessi.
Analogamente agli altri cicli di P.I., l'attività ha interessato il monitoraggio delle criticità rilevate in passato e l'individuazione di nuove situazioni a rischio.
Le attività di ricognizione del settimo ciclo di Polizia Idraulica -annualità 2010-2011- hanno avuto inizio nel mese di ottobre 2010, tuttavia, nel marzo 2011, il territorio dell’Autorità di Bacino della Basilicata (in particolare i tratti medi e bassi dei fiumi Basento, Bradano, Cavone, Agri e Sinni), è stato interessato da rilevanti eventi alluvionali, che hanno determinato estese esondazioni, ingenti danni a strutture, infrastrutture, opere di sistemazione idrauliche, perfino, in alcuni tratti, variazioni della morfologia fluviale. Tale circostanza ha reso necessario ripetere i sopralluoghi già effettuati e pertanto le schede inserite nel report sono relative ai sopralluoghi condotti nell’anno 2011. La ricognizione del settimo ciclo di Polizia Idraulica ha interessato, per quanto possibile: le criticità rilevate nei cicli precedenti, le aree oggetto di segnalazione da parte di Enti pubblici e di privati, i tratti terminali dei fiumi con foce nel Mar Jonio, già oggetto di sopralluoghi a seguito dell’alluvione del marzo 2011. Sono state inoltre riscontrate ulteriori situazioni di criticità rispetto a quelle già rilevate nei precedenti cicli di Polizia Idraulica.
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Scalzo (PD): ‘Bene su ODG per sorveglianti idraulici’"Mi sento di esprimere vivo compiacimento per il fatto che il Consiglio regionale, all’unanimità dei presenti, ha approvato un ordine del giorno in merito alla problematica che vede direttamente interessati i lavoratori appartenenti alla categoria dei sorveglianti idraulici calabrese e che da circa tre mesi non ricevono lo stipendio". Lo afferma il consigliere regionale del Pd Antonio Scalzo. "Dopo i colloqui dei giorni scorsi - ha aggiunto - mi sono sentito in dovere di presentare un ordine del giorno all’attenzione del Consiglio in maniera che, la massima assemblea legislativa condividesse, politicamente e sostanzialmente, la scelta diretta a tutelare i lavoratori sorveglianti idraulici in una duplice direzione. Si tratta, infatti, di garantire da un lato l’attivazione di tutte le procedure amministrative volte al pagamento degli stipendi arretrati e l’adozione di tutte le attività volte al definitivo inquadramento dei lavoratori all’interno del dipartimento regionale più idoneo ad ospitare tali lavoratori". (ANSA)
Giovedì 25 ottobre 2012

giovedì 1 novembre 2012

Ponte sullo Stretto. Due anni per valutarne la fattibilità

Ponte sullo Stretto. Due anni per valutarne la fattibilità

 
 1 novembre 2012-  Il Cdm ha deciso di ''prorogare, per un periodo complessivo di circa 2 anni, i termini per l'approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo stretto di Messina al fine di verificarne la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità'''. E' quanto si legge nel comunicato di palazzo Chigi.
 ''Il Consiglio dei Ministri – si legge nel comunicato stampa diffuso al termine del Cdm – ha deciso di prorogare, per un periodo complessivo di circa 2 anni, i termini per l'approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo stretto di Messina al fine di verificarne la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità'''.
''Tale decisione – prosegue la nota – e' motivata dalla necessita' di contenimento della spesa pubblica, vista anche la sfavorevole congiuntura economica internazionale, ed è in linea con la proposta della Commissione europea dell'ottobre 2011 di non includere piu' questo progetto nelle linee strategiche sui corridoi trans-europei. Solo tali opere, infatti, possono godere del co-finanziamento comunitario. Qualora in questo periodo di tempo non si giungesse a una soluzione tecnico-finanziaria sostenibile, scattera' la revoca ex lege dell'efficacia di tutti i contratti in corso tra la concessionaria Stretto di Messina spa e il contraente generale, con il pagamento delle sole spese effettuate e con una maggiorazione limitata al 10%''.
''Questa nuova procedura – si precisa ancora nel testo – dovra' essere accettata dal contraente generale tramite la sottoscrizione di un atto aggiuntivo al contratto vigente. In ogni caso – si conclude – durante il periodo di proroga, previa deliberazione del Cipe, potranno comunque essere assicurati sui territori interessati interventi infrastrutturali immediatamente cantierabili, a patto che presentino una funzionalita' autonoma e siano gia' compresi nel progetto generale''.

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PONTE SULLO STRETTO. NACCARI (PDL) BENE RINVIO E NIENTE PENALE. SE NON SI PUO' FARE L'OPERA, FACCIANO UN TUNNEL SOTTOMARINO COME MANICA.

Roma 1 nov 2012 - "Ci auguriamo che alla fine dei due anni di verifica della fattibilità, come ha stabilito ieri sera il Consiglio dei ministri, il Ponte sullo Stretto si faccia. Se
proprio non si può fare il Ponte per motivi tecnici, studiamo un Tunnel sottomarino come nella Manica. Di questo collegamento ne hanno bisogno il Mezzogiorno, l'Italia e l'Europa". Lo afferma Domenico Naccari, Delegato ai rapporti con le comunità regionali del Sindaco di Roma Gianni Alemanno. "La buona notizia - aggiunge Naccari - è che i contribuenti non pagheranno centinaia di milioni di euro di penale al consorzio che dovrebbe realizzare l'opera. Sarebbe stata una beffa clamorosa per Calabria, Sicilia e tutto il Paese: Senza Ponte, ma con larga parte dei soldi pubblici buttati in penali. Ai signori del "No" come Realacci, politici che pur di rinunciare all'opera avrebbero gioito nel regalare questi quattrini pubblici al Consorzio, noi affermiamo - dice ancora il delegato di Alemanno - la volontà di modernizzare il Sud con la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina e di altre opere strategiche per il decollo della Calabria e dell'intero Mezzogiorno. Opere come l'autostrada Jonica Taranto-Reggio Calabria e l'Alta velocità ferroviaria Salerno-Palermo via Reggio Calabria insieme all'ammodernamento della tratta ferroviaria jonica, davvero fatiscente, e l'intero sistema viario interno che è rimasto agli anni '30. La Politica - prosegue Naccari - deve guardare avanti in questa direzione. Deve poter guardare oltre, ai prossimi duecento anni e non alla prossima legislatura. Per questo deve compiere tutti gli sforzi per realizzare grandi opere che saranno la leva per attarre investimenti e il motore per generare lo sviluppo. Ieri c'era la Lega di Bossi che ci rimproverava tutto in modo pregiudiziale, finanche i soldi per l'ammodernamento della Salerno Reggio Calabria, mentre il Cipe per il Nord stanziava miliardi di euro sotto il silezio di tutti. Ora che non c'è più la Lega si può pensare a grandi progetti infrastrutturali in pieno Mediterraneo. Anche l'Europa - conclude Naccari - deve comprendere che solo investendo sul Mediterraneo è possibile la crescita dell'intero Continente".