venerdì 18 maggio 2012

SNAF – FNA Calabria, la Regione intervenga entro giugno e valorizzi i servizi utili per mettere in sicurezza il territorio

ROMA – Tutto a carico del cittadino da oggi in avanti, i danni causati dalle calamità naturali non saranno più pagati dallo Stato: da oggi alle conseguenze catastrofiche determinate da un terremoto, come il sisma de L’Aquila nel 2009, dovrà provvedere il proprietario, accollandosi le relative spese. La notizia, come una doccia fredda, appare sul Corriere della Sera, in un articolo di Giovanna Cavalli (sopra: immagini del nubifragio a Sestri Levante nel 2010).
Di crolli, crepe, inondazioni, nubifragi, tetti scoperchiati da trombe d’aria, edifici devastati da eventi sismici o idrogeologici GUARDA VIDEO NUBIFRAGIO A SETRI LEVANTE, 2010 su case e aziende, lo Stato non si occuperà più per mancanza di fondi. Toccherà ai cittadini ricorrere a coperture assicurative contro i rischi derivanti dalle calamità naturali, “per garantire adeguati livelli di riparazione e ricostruzione”, che lo Stato non è più in grado di permettersi. Quella del 2009 in Abruzzo è stata l’ultima catastrofe risarcita con denaro pubblico, come ha spiegato Franco Gabrielli, capo della protezione civile. GUARDA IMMAGINI TERREMOTO ABRUZZO, 2009
A stabilirlo formalmente è il decreto legge 59, come spiega Cavalli, da ieri pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Ci sarà un periodo di transizione di 90 giorni in cui saranno studiati percorsi e termini per il passaggio ad una copertura assicurativa di tipo privato, dopodicché il cittadino sarà libero di scegliere se assicurarsi o meno, contro le calamità.
L’assicurazione non sarà infatti un’azione obbligatoria, almeno inizialmente. Con evidente “disparità” fra quanti vivono o hanno stabilito la sede delle loro attività in zone a “forte rischio” e la restante parte della popolazione. Senza contare che i costi delle polizze nelle località più esposte alle calamità, saranno certamente soggetti a lievitare.

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Una vera e propria svolta, quindi. Un drastico passaggio di oneri e responsabilità dal pubblico al privato, approvato quasi in silenzio e lontano dai riflettori, che potrebbe avere conseguenze non di poco conto per tutti.

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        S n a f

SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO FORESTALI

Sindacato di settore della FNA-CONFSAL

SNAF – FNA Calabria, la Regione intervenga entro giugno e valorizzi
i servizi utili per mettere in sicurezza il territorio

È necessario intervenire seriamente per far fronte al dissesto idrogeologico, è quanto afferma il vice segretario regionale SNAF Francesco Casa in una nota affidata alla segreteria regionale SNAF – FNA , sindacato nazionale della federazione FNA, non è possibile, continua, che la nostra regione dopo ogni ondata di mal tempo debba ritrovarsi a fare i conti con i danni causati da alluvioni e cicloni.
La Calabria è una regione meravigliosa ma che affonda sotto i colpi del dissesto idrogeologico per il quale è necessario avviare una forte attività di prevenzione potenziando le risorse professionali che vi sono a disposizione in regione ed enti strumentali.
Come federazione ci preme ricordare che è necessario porre fine alla stagione dello sperpero di risorse pubbliche, utilizziamo quanto disponibile a valorizzare servizi pubblici come la sorveglianza idraulica, un servizio essenziale ed ininterrompibile che deve essere lo strumento guida per lo sviluppo di una forte e seria azione di prevenzione del rischio idrogeologico, un servizio che ha la possibilità di fornire alle autorità competenti un bagaglio di informazioni relative ai dissesti che attanagliano il territorio della nostra regione e che dunque consentirebbe di intervenire e quindi prevenire danni ed alluvioni mettendo in sicurezza gli alvei di fiumi e torrenti che sistematicamente si rendono protagonisti degli eventi disastrosi che flagellano la nostra regione, un servizio, la sorveglianza idraulica che in barba alle leggi vigenti in materia di difesa del suolo è espletato con orario partime e che per gli altri giorni in cui sorveglianti ed ufficiali sono a casa a riposare è convenzionato con il padre eterno il quale garantisce monitoraggio del territorio vigilando che nulla succeda.
Potremmo citare mille eventi in cui torrenti e fiumare del reticolo idrografico calabrese nel corso degli anni  si sono resi protagonisti di fatti luttuosi e a tal proposito come sindacato ci chiediamo perché se la sorveglianza idraulica segnala abusi , dissesti e quant’altro sistematicamente non si interviene ? pensiamo che la stagione dei convegni in cui enti, istituzioni regionali ed organismi di vario genere si ritrovano per discutere di disseto idrogeologico e riqualificazione delle fiumare debba essere chiusa in quanto non si vive di parole ma di fatti.   
E allora ci appelliamo al buon senso di chi oggi governa questa regione ed alle opposizioni responsabili, chiedendo loro di lavorare insieme ad un risanamento della nostra regione che porti alla messa in sicurezza del territorio, azione questa che deve concretizzarsi indirizzando le risorse disponibili su questi servizi che in modo concreto aiuteranno le istituzioni ad intervenire e fronteggiare tali problematiche che deprimono lo sviluppo e l’immagine della nostra regione. Ci teniamo sempre a ricordare che se il servizio di sorveglianza idraulica segnala discariche e scarichi fognari e di altro genere nei torrenti, le autorità competenti con potere sanzionatorio potranno dare seguito a queste segnalazioni intervenendo con una forte azione repressiva di tali abusi e dunque garantire il rispetto dell’ambiente,  azione questa che consentirebbe agli operatori turistici di offrire un mare ed una stagione di qualità che non può far altro che bene all’economia ed all’immagine della nostra regione .     

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