mercoledì 3 ottobre 2012

APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ED AL GOVERNATORE DELLA CALABRIA

 La redazione del blog:Vogliamo riproporre il Question

 Time di qualche mese fa, dove l'On. Guccione e l'Ass.re

 On. Gentile intervenivano in merito 

 all'annosa situazione 

che vede ancora oggi protagonisti i lavoratori del Servizio

 Regionale di Sorveglianza Idraulica.

 Buoni propositi, ma nessun risultato.....sino ad oggi!

 Ci auguriamo  che domani giungano buone notizie, visto 

il programmato incontro che si terrà a LAMEZIA tra le

 parti sociali e l'Ass.re. ai Lavori Pub.

 On.Gentile.....



video

DIAMO UN FUTURO SERIO
 
ALLA SORVEGLIANZA IDRAULICA
 
Sono trascorsi quasi due anni da quando l’Afor, previa selezione pubblica effettuata attraverso i centri territoriali per l’impiego, ha avviato in servizio circa 300 lavoratori su scala regionale con le qualifiche di ufficiale idraulico, sorvegliante idraulico ed addetti ai centri di digitalizzazione.
L’assunzione è scaturita dall’applicazione della Legge Regionale n° 31 del 19 ottobre 2009, modificata ed integrata dalla Legge Regionale n° 52 del 28 dicembre 2009, recante la dicitura “reclutamento del personale – Presidi idraulici”, al fine di “garantire il servizio pubblico essenziale di monitoraggio della rete idrografica regionale”.
Si è trattato della conclusione di un percorso avviato nell’ormai lontano 1999, quando la Regione Calabria intese avviare, con una delibera di Giunta, il servizio di sorveglianza idraulica. Prima di arrivare all’assunzione da parte dell’Afor, i lavoratori interessati sono stati alle dipendenze di società di lavoro interinale prima e di società in regime di outsourcing poi.
La stabilizzazione era sembrata, a tutti noi, il giusto riconoscimento per la professionalità e le competenze acquisite in anni di presenza costante su tutti i corsi d’acqua del territorio regionale, piccoli e grandi. Degli stessi si è acquisita una conoscenza dettagliata e meticolosa, centimetro quadrato per centimetro quadrato.
Sembrava l’alba di un nuovo giorno, una inversione di tendenza seria in tema di politiche attive per la prevenzione del dissesto idrogeologico, per la tutela del suolo e la salvaguardia dell’incolumità pubblica.
Sembrava che finalmente si volesse voltare pagina e mettersi dietro le spalle i ricordi dei tanti catastrofici eventi alluvionali che hanno negativamente segnato la storia della nostra terra, definita dal meridionalista Giustino Fortunato “sfasciume pendulo tra due mari”.
Tante le aspettative che si erano create tra noi lavoratori, illusi dalla falsa aspettativa di essere finalmente valorizzati per la professionalità e la competenza che siamo in grado di mettere in campo.
Quanto è triste verificare che, invece, nulla di tutto ciò si è avverato. I presidi idraulici non sono mai partiti. Nella strategia complessiva di mitigazione del rischio idrogeologico ed idraulico si continua a non tenere conto del bacino dei lavoratori della sorveglianza idraulica. Non veniamo mai citati, non veniamo mai coinvolti. Leggiamo poi sui giornali di sequestri di discariche e quant’altro effettuati negli alvei fluviali dalla polizia provinciale, dal corpo forestale dello stato, dalla guardia di finanza. Probabilmente grazie alle nostre segnalazioni.  Siamo gli “invisibili”. Ci sentiamo ignorati, penalizzati, mortificati.
E’ giunto il tempo di non assistere più inermi e passivi alle dinamiche che si muovono intorno a noi. Siamo giunti alla decisione di autodeterminarci ed autorappresentarci, per gridare forte tutto il nostro disappunto per la situazione di grave disagio che stiamo vivendo.
Chiediamo in modo energico che alcune questioni vengano affrontate da chi di competenza senza tergiversare ulteriormente.
Chiediamo che
  • Le attività ed il personale del servizio di monitoraggio della rete idrografica regionale venga sganciato dall’Afor e collocato all’interno della struttura dell’Autorità di Bacino Regionale o, in subordine, presso il dipartimento della Protezione Civile Regionale;
  • Il rapporto di lavoro venga trasformato da contratto di diritto privato a contratto di diritto pubblico, in quanto siamo stati assunti dopo regolare selezione pubblica;
  • Il rapporto di lavoro, ad oggi part-time di tipo verticale con copertura di soli tre giorni settimanali, venga rimodulato in full-time, con copertura dell’intera settimana lavorativa ed annessa reperibilità per eventi di calamità naturale, posto che la sorveglianza idraulica è considerata “servizio essenziale di pubblica utilità”.
Chiediamo che su questa piattaforma si crei un tavolo di concertazione con le istituzioni competenti e che veda i lavoratori protagonisti in prima persona. Viceversa, rendiamo fin da subito noto che non siamo più disponibili a subire passivamente.
Chiediamo dignità ed un futuro per la sorveglianza idraulica. Se non troveremo interlocutori attenti, passeremo a delle forme di protesta eclatanti.

I lavoratori della sorveglianza idraulica della Provincia di Reggio Calabria
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 Sorveglianti idraulici: "Attuare servizio continuo"

I lavoratori della Sorveglianza idraulica hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, ai ministri dell'Ambiente, dello Sviluppo economico, delle Politiche agricole e al capo della Protezione civile



I lavoratori della Sorveglianza idraulica hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, ai ministri dell'Ambiente, dello Sviluppo economico, delle Politiche agricole e al capo della Protezione civile in cui sollecitano l'attivazione di "una politica seria di prevenzione" attraverso l'attuazione di un servizio senza soluzione di continuità.
Ecco la missiva:
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIORGIO NAPOLITANO
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
MARIO MONTI
AL SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
ANTONIO CATRICALA'
AL MINISTRO ALL'AMBIENTE, TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
CORRADO CLINI
AL MINISTRO ALLO SVILUPPO ECONOMICO E INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
CORRADO PASSERA
AL MINISTRO ALLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI
MARIO CATANIA
AL RESPONSABILE DELLA PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE
FRANCO GABRIELLI
LORO SEDI

Oggetto: Lettera aperta sulla gravissima situazione della sorveglianza idraulica in Calabria.
Gentilissimi,
SIAMO PROSSIMI ALLA STAGIONE INVERNALE, ed è nota a TUTTI la grande fragilità e l'estrema vulnerabilità del ns. territorio calabrese che si manifesta in maniera drammatica ogni qualvolta si verifica nella nostra regione un evento atmosferico straordinario.
E' tempo, pertanto, prima che accadano nuovi lutti e disgrazie, che si attivi una politica seria e concreta di tutela del suolo e di salvaguardia della pubblica incolumità.
La Regione Calabria, con delibera di Giunta Regionale n.3/50 del 07/09/1999 avente ad oggetto "organizzazione del servizio di sorveglianza idraulica" ha avviato (con contratto di lavoro interinale) il servizio di controllo dei corsi d'acqua della regione.
Tale servizio si è rilevato di fondamentale importanza per la redazione del P.A.I. (Piano Assetto Idrogeologico).
Dal 2002 al 2009 la stessa Regione, con bandi di gara, ha inteso gestire il servizio in regime di outsourcing (con personale ex interinale).
Successivamente, con Legge Regionale n.31 del 19/10/2009, modificata ed integrata dalla Legge Regionale n.52 del 28/12/2009, ha disposto il "reclutamento del personale–Presidi idraulici" al fine di garantire continuità al servizio pubblico essenziale di monitoraggio della rete idrografica regionale.
In data 20/12/2010 l'AFOR (Azienda Forestale della Regione Calabria) previa regolare selezione pubblica per tramite gli ex uffici di collocamento territoriali, ha provveduto ad avviare in servizio circa 300 lavoratori su scala regionale con le qualifiche di: Ufficiale idraulico, Sorvegliante idraulico ed addetti ai centri di digitalizzazione.
In tutte le regioni d'Italia il servizio di sorveglianza idraulica è garantito, ininterrottamente, 24 ore su 24.
In Calabria questo non accade. Il Servizio di Sorveglianza idraulica in Calabria, viene effettuato solo tre giorni a settimana e assunti con contratto di lavoro di diritto privato anziché trasformare questo rapporto in contratto di diritto pubblico, con copertura per l'intera settimana lavorativa con annessa reperibilità per eventi di calamità naturale, in quanto il servizio di sorveglianza idraulica è ritenuto "servizio essenziale di pubblica utilità"per fini di Protezione Civile.
La trasformazione del contratto di assunzione da part-time a full-time è resa possibile, tra l'altro, anche dal fatto che i lavoratori che prestano servizio sono stati assunti dopo regolare selezione pubblica.
Allo stato può capitare, quindi, come è già accaduto in passato, che il maltempo colpisca la nostra regione provocando frane, lutti e dissesti di ogni tipo e che il personale addetto alla vigilanza idraulica non possa essere utilizzato perché in quel giorno non è in servizio (sic!).
Perché tutto ciò? A chi giova questa situazione?
Ma c'è di più e di peggio: mentre in altre regioni del Paese i sorveglianti idraulici sono muniti di una serie di strumentazioni sofisticate atte a segnalare tempestivamente eventuali punti critici (frane, ostruzioni, impedimenti, ecc.) e a monitorare costantemente le condizioni delle aste fluviali e sono collegate, tramite apposito software GIS, in modo da rendere fruibili i dati alla Protezione Civile, alle Province, alla Regione, alle sedi provinciali dell'Afor e all'Autorità di Bacino per fare in modo che si possano coordinare e predisporre tempestivamente e al meglio tutti gli interventi necessari per garantire la sicurezza di cose e uomini, in Calabria ciò non avviene (solo una macchina fotografica è un GPS e non per tutte le squadre di sorveglianza)
Inoltre questi poveri lavoratori, oltre 300 padri di famiglia con stipendi base di 700 euro, sono costretti ad utilizzare i mezzi propri per raggiungere le aste da monitorare e ad esporsi a rischi notevoli, e più delle volte impossibilitati ad anticipare spese e mezzi per la mancanza dei pagamenti degli stipendi.
In passato, il Consigliere regionale del Partito Democratico Carlo Guccione, insieme ad altri tre Consiglieri regionali della Calabria, Ferdinando Aiello, Bruno Censore e Antonino De Gaetano, con interrogazione consiliare n.168 indirizzata all'attenzione del Presidente della Giunta Regionale On. Giuseppe Scopelliti ed all'Assessore ai LL.PP. On. Giuseppe Gentile, hanno denunciato il gravissimo stato di disagio tecnico-organizzativo ed economico in cui versa il Servizio di Monitoraggio della rete Idrografica Regionale e hanno chiesto l'immediata rimozione di tutte le problematiche ostative elencate che non consentono il pieno e funzionale svolgimento delle attività' di vigilanza e sorveglianza idraulica.
Ad oggi, però, nulla o poco è cambiato.
I LAVORATORI del servizio di Sorveglianza idraulica si domandano e vi domandano: a che serve piangere all'indomani che si verificano lutti e tragedie? Non sarebbe meglio programmare e prevenire invece che aspettare che il mondo ci frani addosso?
Per questo motivo abbiamo deciso di scrivervi.
Ci appelliamo alla vostra sensibilità chiedendovi di predisporre, ognuno per le proprie competenze, tutti gli interventi necessari e utili a sbloccare una situazione che rappresenta un grave pericolo per la vita dei cittadini e che non può ulteriormente essere sottovalutata o elusa.
Cordialmente.
I LAVORATORI del Servizio di Sorveglianza idraulica Calabrese

ultima ora.........



 DA FACEBOOK.....le vere proposte......


Sono iscritto a questo gruppo come amico e conoscente di alcuni di voi e nel corso degli ultimi mesi ho verificato l'evolversi delle discussioni... quando ci pagano? cosa ha fatto scopelliti? ecc. nel momento della difficoltà vengono a giorno dubbi e debolezze "normali" per un padre di famiglia o per un ragazzo che vuole realizzarsi nel lavoro. Ad oggi le proposte di soluzione per il SERVIZIO DI SORVEGLIANZA IDRAULICA sembrano essere semplicemente delle discussioni burocratiche-amministrative e politiche mirate all'ottimizzazione delle risorse (che non significa solo risparmio!) ed a definire una struttura capace di realizzare (almeno teoricamente) il SERVIZIO di SORVEGLIANZA IDRAULICA. Tutto questo non è poco e chi oggi amministra la REGIONE Calabria ha il DOVERE DI FARLO anche al costo di perdere qualche voto.
In questa discussione il mio contributo è nullo o quasi ma forse riesco a fornirvi qualche idea più strettamente attinente al mio lavoro (sono un ricercatore universitario presso il dip. scienze della terra dell'Università della Calabria).
PUNTO 1
Esistono dei finanziamenti POR per Caratterizzazione di Siti Inquinati (già individuati dalla Regione) e Bonifica pari a circa 800milioni di euro. Molti dei siti inquinati ricadono in aree sensibili come torrenti e fiumi. I sorveglianti idraulici potrebbero essere parte integrante di un progetto per l'individuazione di nuovi siti, la riperimetrazione dei vecchi, l'individuazione di potenziali inquinamenti dei torrenti.

Punto 2
I torrenti sono spesso coperti da materiali vegetali che occludono ponti, tombini ecc. Si tratta di tonnellate di Biomassa che possono essere utilizzate nelle centrali di Strongoli, fornire pellet, ecc.

Punto 3
Le "famose" risagomature dei torrenti (prelievo di materiale inerte) autorizzate dalle province a seguito di eventi alluvionali dietro un pagamento alla ditta che preleva (mentre non vengono autorizzati dei prelievi autorizzati dietro un pagamento della ditta alla provincia e regione) possono essere controllate e verificate dai sorveglianti prevedendo nel progetto alla specifica voce "Direzione Lavori" l'utilizzo di personale regionale.

Punto 4
Il materiale (una volta verificata la compatibilità ambientale che io come geologo e ricercatore riesco a realizzare lo studio in 1 mese per un tratto di 1 km di torrente) inerte proveniente dai torrenti da zone dove si accumula creando pericolo, può essere utilizzato per il ripascimento stagionale delle nostre spiagge. Il progetto prevede oltre allo studio per la definizione di compatibilità ambientale dei sedimenti, l'individuazione dei punti di accumulo e la "verifica del volume prelevato. Tutte funzioni che possono essere svolte dai sorveglianti idraulici.

Punto 5
Esiste una rete di sensori piogge, livelli dei fiumi ecc. di proprietà regionale che necessitano di una manutenzione ordinaria e straordinaria. La manutenzione ordinaria può sicuramente entrare nelle funzioni dei sorveglianti idraulici.

Punto 6
Alcuni interventi di MItigazione di rischio Idrogeologico sono possibili solo attraverso l'utilizzo di personale. E' inutile spendere milioni di euro per intervenire su 100m di torrente quando il problema è su 10 km! Qui è necessario che i progettisti riescono a pensare ad un intervento di MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO, senza l'utilizzo di cemento. Esempio i tanti e piccoli torrenti della nostra regione il cui problema è lo scarico di materiale vario che occlude le sezioni! è inutile allargare le sezioni degli alvei quando basta semplicemente il controllo che non vengano occluse.
mi fermo qui...
La mia paura che mentre qualcuno pensa alla struttura che vi farà lavorare nessuno pensa a cosa dovete fare... e non c'è cosa peggiore che essere trattati semplicemente da VOTANTI, e considerare il SERVIZIO DI SORVEGLIANAZA IDRAULICA come un ammortizzatore sociale!

Ragazzi in bocca al lupo!
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È una storia infinita che nel tempo si ripete…… è la storia del servizio di sorveglianza idraulica e monitoraggio della rete idrografica regionale o meglio è la storia di circa 300 dipendenti di questo servizio pubblico essenziale che come recita la legislazione vigente in materia di ambiente e difesa del suolo è ininterrompibile, un servizio che dovrebbe garantire un’attività permanente di monitoraggio dei bacini idrografici su tutto il territorio regionale al fine di garantire quella famosa e tanto desiderata attività di prevenzione del rischio idrogeologico e quindi consentire una messa in sicurezza dell’intero territorio regionale, fatto che puntualmente non avviene.
Evidenziamo le difficoltà che questo importante e fondamentale servizio pubblico sta vivendo, un servizio che viene espletato da circa 300 lavoratori con le proprie macchine, con un rimborso chilometrico a dir poco vergognoso e con un orario di lavoro part-time a 20 ore settimanali come se le alluvioni dovessero verificarsi solo nei giorni in cui sorveglianti ed ufficiali idrografici sono a lavoro……ci chiediamo, se per i giorni scoperti in cui sorveglianti ed ufficiali sono a casa esista una convenzione con il Padre Eterno per scongiurare alluvioni !!!!!!!!
La cosa ancora più vergognosa, è che questi lavoratori oltre a rimetterci di tasca propria , si trovano costretti anche a dover lottare per avere il pagamento di quel misero stipendio  che consente loro ed alle proprie famiglie di tirare a campare fino alla fine del mese successivo  e lottare con quel poco che resta dello  stipendio per rifornire le proprie macchine ed andare a fare il proprio lavoro per senso di responsabilità.
Ci chiediamo o meglio chiediamo alle istituzioni regionali se sia giusto che un uomo o una donna debbano essere così umiliati prima di vedersi riconosciuto lo stipendio per il quale hanno lavorato con sacrificio, uno stipendio che deve consentire di arrivare a fine mese e pagare la rata del mutuo.
                                      
CHIEDIAMO al

Pregiatissimo Governatore della Calabria SCOPELLITI, di intervenire energicamente per la soluzione di queste problematiche e che questi lavoratori possano nel più breve tempo possibile avere erogati gli stipendi arretrati di agosto e settembre 2012 e che per i mesi successivi non si debba assistere al ripetersi dell’ingiustificata non erogazione di quanto spetta a questi lavoratori; riteniamo che Lei Governatore non potrà che intervenire positivamente conoscendoLa come uomo che rispetta i patti! Ci auguriamo che con la sensibilità che la contraddistingue Lei darà risposte positive e veloci a tutte queste famiglie che vivono attualmente momenti di grande angoscia e periodi difficili dal punto di vista economico.
A Lei Governatore un ringraziamento per quanto farà per tutti……..

La Redazione del BLOG MONITORAGGIOIDROGRAFICO

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