giovedì 6 dicembre 2012

POVERI NOI........


RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO


APPELLO AL GOVERNATORE DELLA CALABRIA

Caro Presidente, vogliamo in questa breve lettera evidenziare, purtroppo con rammarico come ancora ad oggi non siano state corrisposte le spettanze ai lavoratori della Sorveglianza Idraulica…… sappiamo con quale impegno la Giunta cerca di risolvere le varie e gravi situazioni in cui si trovano tanti comparti della Pubblica Amministrazione….. ma non è più sostenibile per questi lavoratori  attendere più oltre; ci sono famiglie che a breve si ritroveranno tagliata la luce ed il gas…. le banche non danno più fiducia a chi ha impegni contratti con le stesse ! Sino ad oggi nessuno sa bene che stipendi andranno pagati dai famosi  fondi CIPE…. e non si può aspettare oltre…. AGOSTO - SETTEMBRE - OTTOBRE - NOVEMBRE già in scadenza e poi ci sarà DICEMBRE  e TREDICESIMA, ormai la gente non riesce a trovare un po’ di fiducia, non solo in questa amministrazione,  ma in generale in tutta la classe politica …, CHI VIVE con 750 euro circa al mese COME PUO’ DIFENDERSI…  dall’insofferenza e dall’apatia di chi ha il compito di salvaguardare il diritto alla “retribuzione” ormai divenuta un optional…”? Allora ci viene spontaneo chiederLe , Lei vivrebbe bene per 4- 5- 6 mesi senza stipendio….. parliamo di 750 euro mensili… non erogati…. nei tempi prestabiliti…!!???? Lei cosa direbbe ai suoi Funzionari  e ai  dirigenti  che snobbano la gente comune come se fossimo al tempo del MEDIO EVO.. dove pochi ricchi e molti poveri e per di più vessati e tartassati…. dai famosi dirigenti da 70 e 80 mila euro di buona uscita……! Dia forte e chiaro a questi lavoratori la risposta che MERITANO!  Intervenendo in modo efficace su i funzionari, facendo loro erogare da subito 3 mensilita’, visto che si stà ventilando di volerne  erogare solo una  qualche giorno prima delle festività. Così non va e non si va da nessuna parte…! Presidente faccia  valere il suo carisma di SINDACO prima e di GOVERNATORE adesso, smuova gli ostacoli  e dia ai  lavoratori un vero segnale  che tutti considereranno come il vero segno di una GOVERNANS FORTE e non blindata da chi mette sempre benzina sul fuoco.

Lei deve prendere veramente  a cuore questa situazione di vergogna e le chiediamo pubblicamente di farsi promotore di un’azione che possa riabilitare la credibilita’ dell’intero Consiglio e della Giunta Regionale, facendosi da domani mattina promotore della costituzione di un fondo di solidarieta’ che possa sopperire alle necessita’ di questi poveri e maltrattati lavoratori  che non percepiscono uno stipendio ormai da 5 mesi. QUESTO FONDO DI SOLIDARIETA’ LE CHIEDIAMO DI COSTITUIRLO CON I FONDI DESTINATI AL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI DEI CONSIGLIERI REGIONALI IN QUANTO REPUTIAMO CHE SE I COMPONENTI DELL’INTERO CONSIGLIO REGIONALE SI PRIVERANNO DI UN MENSILITA’ DI DICEMBRE E DELLA TREDICESIMA, CERTAMENTE NON MORIRANNO DI FAME E NON SARANNO LESI NELLA LORO DIGNITA DI UOMO E DI PERSONA IN QUANTO TALE,  COSA CHE INVECE STA SUCCEDENDO CON QUESTI LAVORATORI DELLA Sorveglianza Idraulica, ATTENDIAMO DA LEI PRESIDENTE, CHE RAPPRESENTA QUESTA POPOLAZIONE MARTORIATA E FERITA NELLA DIGNITA’, QUESTA IMPORTANTE RISPOSTA  DI SOLIDARIETA’ SOCIALE. NON CI DELUDA…!


la segreteria regionale snaf - fna Calabria

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Massimo Bianchi  TRATTO DA FACEBOOK5 dicembre 18.17.43

Regione, si prospetta una soluzione per gli ex lavoratori Why not
La giunta regionale li ha inseriti nel Piano di interventi per la sistemazione idrogeologica e idraulica degli alvei
Palazzo Alemanni, sede della Presidenza della giunta regionale
Sono stati necessari mesi di mobilitazioni, tonnellate di comunicati infuocati, l'assedio a singhiozzo di Palazzo Campanella prima che la Regione si decidesse a cercare e stanziare i fondi per pagare gli stipendi dei quasi trecento sorveglianti idraulici calabresi. Una situazione che – pare – si sia finalmente sbloccata il 21 novembre scorso, quando con la delibera numero 513 la giunta regionale ha deciso di includere anche gli ex lavoratori Why not, divenuti nell'ottobre 2009 "sorveglianti, addetti ai centri di digitalizzazione dei dati georeferenziali e ufficiali idraulici", nel “Piano di interventi per la sistemazione idrogeologica ed idraulica degli alvei”. Un piano approvato il 27 agosto, ma rimodulato solo il 21 novembre. Eppure già dall'estate delegati e segretari dei sindacati di categoria denunciavano che non ci sarebbero stati i soldi per pagare le spettanze dei lavoratori a partire da agosto. Come puntualmente avvenuto. All'epoca, denunciavano infatti i sindacati «nonostante la promessa che con l'assestamento di bilancio di metà anno sarebbero stati trovati i fondi il settore forestazione ha subito un taglio del 30% e del 50% quello della sorveglianza idraulica. Esattamente a metà giugno la sorveglianza idraulica è andata in sofferenza. Ufficialmente a bilancio non c'è più un soldo per questi settori e per il patto di stabilità non si possono chiedere anticipazioni. Alla base c'è un gravissimo errore di programmazione». 
Un errore cui l'esecutivo ha in fretta e furia tentato di porre rimedio con la delibera di giunta del 27 agosto, che ha spostato i 30 milioni finanziati dal Cipe sul settore forestazione. Ma dimenticando la sorveglianza idraulica, il cui apporto è stato paradossalmente fondamentale nella redazione del Piano di assetto idrogeologico che è alla base del nuovo Piano di intervento. Nonostante siano costretti a svolgere part- time – tre giorni a settimana, dal lunedì al mercoledì – un servizio di pubblica utilità che la normativa vorrebbe full-time, secondo quanto nella stessa delibera si ricorda «gli operatori del Servizio di Sorveglianza idraulica, che hanno come riferimento le aree programma, i bacini idrografici, e i corsi d'acqua contenuti nel Piano stralcio per l'Assetto Idrogeologico (Pai), hanno redatto 8000 schede di monitoraggio rilevandone significativi punti di criticità del reticolo fluviale». Eppure, a fine agosto, quando si è trattato di costruire lo strumento amministrativo per dare seguito a concretezza a quelle segnalazioni e continuità a quel lavoro, i sorveglianti idraulici sono stati “dimenticati”. E tali sono rimasti fino a fine novembre, quando con una rimodulazione ad hoc – discussa anche in assenza dell'assessore competente, Michele Trematerra - sono stati inseriti nel Piano di intervento. Una manovra necessaria, spiegano fonti sindacali, a saldare le spettanze e dare respiro a casse all'asciutto e che il giorno successivo, il 22 novembre ha permesso al presidente della commissione Bilancio, Candeloro Imbalzano, di incontrare i lavoratori imbufaliti che per l'ennesima volta si erano presentati in forze sotto il Palazzo della Regione, annunciando il pagamento – immediato, «giusto i tempi bancari» - di uno dei quattro mesi di stipendi arretrati e che le spettanze arretrate sarebbero presto state sanate. Promesse da marinaio: a poco più di una settimana da quell'annuncio un nuovo inviperito comunicato congiunto dei sindacati segnalava: «Con rammarico constatiamo che quanto riferitoci in commissione dal presidente, Candeloro Imbalzano, sui pagamenti della sorveglianza idraulica non coincide con la realtà dei fatti. Non vi è da attendere alcun tempo tecnico per il pagamento del mese di agosto. L'unica cosa che c'è, in itinere sono i pagamenti delle mensilità di settembre ed ottobre. Aaosto è sparito, si legge nella stessa, con molta facilità, così come le speranze dei lavoratori di vedere riconosciuto il loro sacrosanto diritto allo stipendio. Le rassicurazioni da parte della seconda commissione sulle tempistiche di pagamento e della provenienza dei fondi per il mese di agosto si sono rivelate una bolla di sapone. Ma non con altrettanta facilità sono spariti i problemi di mutui, banche, tasse, bollette ed ipoteche di casa che riempiono in maniera tragica la quotidianità già esasperata della vita di questi lavoratori. Anzi, mezzi lavoratori, in quanto lavoratori part-time, ma con problemi full-time».

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